Blob - Il Fluido che Uccide (1988): il film che non dimentichi

Nel 1989, se volevi vedere del vero horror a Torino, dovevi sperare che i cinema di seconda visione o i piccoli cinema di barriera come il Monterosa azzeccassero la programmazione giusta, oppure dovevi fare i salti mortali tra i videonoleggi di quartiere. Quando The Blob arrivò da noi in VHS, fu una mazzata tra i denti. Nessuno si aspettava che il remake di un classico anni '50 potesse essere così cattivo, violento e claustrofobico. Mentre la Hollywood di oggi censura anche l'ombra, Chuck Russell nel 1988 non faceva sconti a nessuno: i corpi si scioglievano nel fango rosa vivo e persino i bambini facevano una brutta fine. Rivisto oggi, è un manuale di come si usano gli effetti speciali fisici prima che la computer grafica rovinasse il cinema di genere. Un cult totale, sporco e cattivo, che purtroppo in Italia è diventato un fantasma per i collezionisti. Un fanta-horror granitico e iper-splatter, capace di trasformare una minaccia informe in un incubo implacabile che divora una tipica e ipocrita cittadina americana. Titolo originale: The Blob Anno: 1988 (Uscita USA: 5 agosto 1988 — Uscita Italia: 23 giugno 1989) Regia: Chuck Russell Sceneggiatura: Chuck Russell, Frank Darabont Attori principali: Kevin Dillon, Shawnee Smith, Donovan Leitch, Jeffrey DeMunn, Candy Clark, Joe Seneca «Non ha mani, non ha testa, ma vi mangerà vivi.» Tenetevi alla larga dalle fogne, non toccate quella melma rosa e scappate verso il congelatore: il fluido ha fame! 🧪 La Trama: La meteora, la piaga rosa e il complotto militare Nella tranquilla e innevata cittadina di Arborville, in California, la vita scorre monotona fino a quando una piccola meteora si schianta nei boschi vicini. Un anziano senzatetto trova il cratere e, incuriosito, tocca con un bastone una strana sostanza gelatinosa e semovente uscita dalla roccia spaziale. La massa informe si attacca istantaneamente alla sua mano, iniziando a corroderla. L'anziano, in preda a dolori lancinanti, viene soccorso da tre liceali: la cheerleader Meg Penny (Shawnee Smith), il quarterback della scuola Paul e il ribelle del paese, Brian Flagg (Kevin Dillon). Portato in ospedale, l'anziano viene letteralmente digerito e consumato dalla gelatina, che cresce di volume a ogni vittima. Sotto gli occhi terrorizzati di Meg, il fluido (il "Blob") aggredisce e divora anche Paul dentro la stanza d'ospedale, liquefacendolo in pochi secondi. Il mostro informe, ormai grande come un uomo, scivola nei condotti di scarico e inizia a seminare il panico in tutta la città, infilandosi nelle fogne, aggredendo i clienti di un cinema locale e divorando chiunque incontri sul suo cammino. Nel frattempo, ad Arborville fa irruzione una misteriosa e pesantemente armata task force governativa guidata dallo scienziato Dr. Meddows (Joe Seneca), che isola la città in quarantena. Brian e Meg scoprono presto una verità agghiacciante: il Blob non è un organismo alieno, ma il risultato biologico difettoso di un esperimento militare segreto americano sulla guerra batteriologica, sfuggito al controllo e precipitato nello spazio a bordo di un satellite. Meddows non vuole distruggere la creatura, ma intende catturarla a costo di sacrificare l'intera popolazione della città per usarla come arma biologica. Lo scienziato intrappola Brian e Meg nelle fogne insieme al mostro, ma Brian riesce a fuggire usando la sua moto, mentre Meddows viene ironicamente afferrato e digerito dal Blob, diventato ormai una massa gigantesca alta come un palazzo. Il mostro invade il centro della città, distruggendo tutto. Meg, nel tentativo di difendere il fratellino, nota un dettaglio fondamentale: quando ha usato un estintore a neve carbonica per difendersi, il mostro si è ritratto bruscamente. Il freddo è il suo punto debole. Brian fa irruzione sulla scena alla guida di un camion cisterna pieno di azoto liquido della ditta locale. Meg fa esplodere una carica di dinamite vicino alla cisterna, investendo il Blob con una gigantesca ondata di gelo istantaneo. Il mostro si congela all'istante, frantumandosi in milioni di pezzi cristallizzati. Nel finale, i pezzi congelati vengono stipati nella ghiacciaia del paese, ma la scena finale mostra lo squilibrato predicatore locale che, scampato al massacro, conserva in un barattolo di vetro un piccolo frammento ancora vivo del fluido, convinto che sia lo strumento dell'Apocalisse divina. 🎬 Il Dietro le Quinte e Curiosità La firma di Frank Darabont alla sceneggiatura: Dietro alla spietata e solidissima sceneggiatura di questo remake c'è la firma di Frank Darabont, grande amico del regista Chuck Russell. Darabont sarebbe diventato da lì a pochi anni uno dei registi più stimati di Hollywood, firmando capolavori drammatici assoluti come Le ali della libertà e Il miglio verde. La sua penna si nota soprattutto nella cinica caratterizzazione dei militari e degli scienziati governativi. Un trionfo di effetti speciali fisici e lattice: Per dare vita al fluido mutante, la produzione si rifiutò di usare animazioni primitive al computer. Vennero usati quintali di gel industriale colorato con pigmenti rosa, quintali di lattice semovente gestito da burattinai tramite fili invisibili e un'infinità di modelli in miniatura della città. Per le scene in cui le vittime venivano digerite vivi, gli attori dovevano indossare protesi di cera che venivano letteralmente sciolte sul set con pistole termiche ad aria calda. Kevin Dillon e il provino strappato: Per il ruolo del ribelle Brian Flagg, la produzione voleva inizialmente un attore di grido, ma Chuck Russell si impuntò per avere Kevin Dillon (fratello minore del celebre Matt Dillon). Kevin si presentò ai provini sfoggiando un taglio di capelli heavy-metal e un giubbotto di pelle strappato che apparteneva davvero a lui, convincendo il regista che era perfetto per incarnare il classico antieroe arrabbiato della fine degli anni '80. Il flop ingiusto al botteghino: Nonostante le recensioni ottime da parte della stampa specializzata e l'entusiasmo degli amanti del genere horror, il film fu un disastro commerciale pesante nelle sale americane nell'estate del 1988. Incassò solo 8 milioni di dollari contro un budget di 10. La colpa fu della saturazione del mercato in quel mese, ma il film si prese una rivincita colossale l'anno successivo diventando uno dei titoli più noleggiati in assoluto nelle videoteche di tutto il mondo. 🔍 Il Verdetto di Gio Cult The Blob (1988) è uno dei migliori remake horror mai realizzati, capace di prendere un'idea ingenua degli anni '50 e trasformarla in un incubo claustrofobico moderno e senza pietà. La regia di Chuck Russell ha un ritmo indiavolato e una cattiveria visiva che oggi a Hollywood ce la sogniamo. Gli effetti speciali meccanici reggono il peso degli anni in modo miracoloso, offrendo scene splatter da antologia che fanno ancora accapponare la pelle. Shawnee Smith e Kevin Dillon sono una coppia di protagonisti azzeccatissima, distanti dai soliti stereotipi del genere. Un cult assoluto che merita di essere riscoperto. 💰 Costi e Profitti Budget di produzione: $10.000.000 Incasso USA: $8.248.000 Incasso Mondiale complessivo: $12.000.000 (stimato) 💎 SCHEDA DI VALUTAZIONE PER COLLEZIONISTI Rarità del film: 🔴 Altissima (In Italia). Un vero e proprio incubo per chi colleziona. In Italia il film è uscito in DVD nei primi anni Duemila in un'edizione pessima e con video non restaurato. Da allora, è andato fuori catalogo. Non esiste alcuna edizione ufficiale in Blu-Ray o 4K Ultra HD con audio italiano sul mercato. Chi lo vuole in alta definizione con la nostra lingua deve sperare nei vecchi passaggi televisivi o nei canali streaming specializzati. Valutazione di mercato: 💎 Il vecchio e ormai introvabile DVD italiano originale uscito per la Sony/Columbia viaggia sui portali dell'usato a prezzi folli, oscillando costantemente tra i 35€ e i 60€ a seconda delle condizioni della custodia. La VHS originale del 1989 marchiata RCA/Columbia, se tenuta bene, tocca tranquillamente i 20€/25€ tra i collezionisti di nastri magnetici. Status collezionistico: 🏆 Santo Graal dell'horror. Questo è il classico titolo da caccia grossa nei mercatini dell'usato o sulle bancalle. Se trovi il DVD italiano a un prezzo accessibile, prendilo al volo e blindalo in bacheca: è una rarità assoluta che alza il valore di qualsiasi collezione horror anni '80 che si rispetti. Nel 1989, se volevi vedere del vero horror a Torino, dovevi sperare che i cinema di seconda visione o i piccoli cinema di barriera come il Monterosa azzeccassero la programmazione giusta, oppure dovevi fare i salti mortali tra i videonoleggi di quartiere. Quando The Blob arrivò da noi in VHS, fu una mazzata tra i denti. Nessuno si aspettava che il remake di un classico anni '50 potesse essere così cattivo, violento e claustrofobico. Mentre la Hollywood di oggi censura anche l'ombra, Chuck Russell nel 1988 non faceva sconti a nessuno: i corpi si scioglievano nel fango rosa vivo e persino i bambini facevano una brutta fine. Rivisto oggi, è un manuale di come si usano gli effetti speciali fisici prima che la computer grafica rovinasse il cinema di genere. Un cult totale, sporco e cattivo, che purtroppo in Italia è diventato un fantasma per i collezionisti. Un fanta-horror granitico e iper-splatter, capace di trasformare una minaccia informe in un incubo implacabile che divora una tipica e ipocrita cittadina americana. Titolo originale: The Blob Anno: 1988 (Uscita USA: 5 agosto 1988 — Uscita Italia: 23 giugno 1989) Regia: Chuck Russell Sceneggiatura: Chuck Russell, Frank Darabont Attori principali: Kevin Dillon, Shawnee Smith, Donovan Leitch, Jeffrey DeMunn, Candy Clark, Joe Seneca «Non ha mani, non ha testa, ma vi mangerà vivi.» Tenetevi alla larga dalle fogne, non toccate quella melma rosa e scappate verso il congelatore: il fluido ha fame! 🧪 La Trama: La meteora, la piaga rosa e il complotto militare Nella tranquilla e innevata cittadina di Arborville, in California, la vita scorre monotona fino a quando una piccola meteora si schianta nei boschi vicini. Un anziano senzatetto trova il cratere e, incuriosito, tocca con un bastone una strana sostanza gelatinosa e semovente uscita dalla roccia spaziale. La massa informe si attacca istantaneamente alla sua mano, iniziando a corroderla. L'anziano, in preda a dolori lancinanti, viene soccorso da tre liceali: la cheerleader Meg Penny (Shawnee Smith), il quarterback della scuola Paul e il ribelle del paese, Brian Flagg (Kevin Dillon). Portato in ospedale, l'anziano viene letteralmente digerito e consumato dalla gelatina, che cresce di volume a ogni vittima. Sotto gli occhi terrorizzati di Meg, il fluido (il "Blob") aggredisce e divora anche Paul dentro la stanza d'ospedale, liquefacendolo in pochi secondi. Il mostro informe, ormai grande come un uomo, scivola nei condotti di scarico e inizia a seminare il panico in tutta la città, infilandosi nelle fogne, aggredendo i clienti di un cinema locale e divorando chiunque incontri sul suo cammino. Nel frattempo, ad Arborville fa irruzione una misteriosa e pesantemente armata task force governativa guidata dallo scienziato Dr. Meddows (Joe Seneca), che isola la città in quarantena. Brian e Meg scoprono presto una verità agghiacciante: il Blob non è un organismo alieno, ma il risultato biologico difettoso di un esperimento militare segreto americano sulla guerra batteriologica, sfuggito al controllo e precipitato nello spazio a bordo di un satellite. Meddows non vuole distruggere la creatura, ma intende catturarla a costo di sacrificare l'intera popolazione della città per usarla come arma biologica. Lo scienziato intrappola Brian e Meg nelle fogne insieme al mostro, ma Brian riesce a fuggire usando la sua moto, mentre Meddows viene ironicamente afferrato e digerito dal Blob, diventato ormai una massa gigantesca alta come un palazzo. Il mostro invade il centro della città, distruggendo tutto. Meg, nel tentativo di difendere il fratellino, nota un dettaglio fondamentale: quando ha usato un estintore a neve carbonica per difendersi, il mostro si è ritratto bruscamente. Il freddo è il suo punto debole. Brian fa irruzione sulla scena alla guida di un camion cisterna pieno di azoto liquido della ditta locale. Meg fa esplodere una carica di dinamite vicino alla cisterna, investendo il Blob con una gigantesca ondata di gelo istantaneo. Il mostro si congela all'istante, frantumandosi in milioni di pezzi cristallizzati. Nel finale, i pezzi congelati vengono stipati nella ghiacciaia del paese, ma la scena finale mostra lo squilibrato predicatore locale che, scampato al massacro, conserva in un barattolo di vetro un piccolo frammento ancora vivo del fluido, convinto che sia lo strumento dell'Apocalisse divina. 🎬 Il Dietro le Quinte e Curiosità La firma di Frank Darabont alla sceneggiatura: Dietro alla spietata e solidissima sceneggiatura di questo remake c'è la firma di Frank Darabont, grande amico del regista Chuck Russell. Darabont sarebbe diventato da lì a pochi anni uno dei registi più stimati di Hollywood, firmando capolavori drammatici assoluti come Le ali della libertà e Il miglio verde. La sua penna si nota soprattutto nella cinica caratterizzazione dei militari e degli scienziati governativi. Un trionfo di effetti speciali fisici e lattice: Per dare vita al fluido mutante, la produzione si rifiutò di usare animazioni primitive al computer. Vennero usati quintali di gel industriale colorato con pigmenti rosa, quintali di lattice semovente gestito da burattinai tramite fili invisibili e un'infinità di modelli in miniatura della città. Per le scene in cui le vittime venivano digerite vivi, gli attori dovevano indossare protesi di cera che venivano letteralmente sciolte sul set con pistole termiche ad aria calda. Kevin Dillon e il provino strappato: Per il ruolo del ribelle Brian Flagg, la produzione voleva inizialmente un attore di grido, ma Chuck Russell si impuntò per avere Kevin Dillon (fratello minore del celebre Matt Dillon). Kevin si presentò ai provini sfoggiando un taglio di capelli heavy-metal e un giubbotto di pelle strappato che apparteneva davvero a lui, convincendo il regista che era perfetto per incarnare il classico antieroe arrabbiato della fine degli anni '80. Il flop ingiusto al botteghino: Nonostante le recensioni ottime da parte della stampa specializzata e l'entusiasmo degli amanti del genere horror, il film fu un disastro commerciale pesante nelle sale americane nell'estate del 1988. Incassò solo 8 milioni di dollari contro un budget di 10. La colpa fu della saturazione del mercato in quel mese, ma il film si prese una rivincita colossale l'anno successivo diventando uno dei titoli più noleggiati in assoluto nelle videoteche di tutto il mondo. 🔍 Il Verdetto di Gio Cult The Blob (1988) è uno dei migliori remake horror mai realizzati, capace di prendere un'idea ingenua degli anni '50 e trasformarla in un incubo claustrofobico moderno e senza pietà. La regia di Chuck Russell ha un ritmo indiavolato e una cattiveria visiva che oggi a Hollywood ce la sogniamo. Gli effetti speciali meccanici reggono il peso degli anni in modo miracoloso, offrendo scene splatter da antologia che fanno ancora accapponare la pelle. Shawnee Smith e Kevin Dillon sono una coppia di protagonisti azzeccatissima, distanti dai soliti stereotipi del genere. Un cult assoluto che merita di essere riscoperto. 💰 Costi e Profitti Budget di produzione: $10.000.000 Incasso USA: $8.248.000 Incasso Mondiale complessivo: $12.000.000 (stimato) 💎 SCHEDA DI VALUTAZIONE PER COLLEZIONISTI Rarità del film: 🔴 Altissima (In Italia). Un vero e proprio incubo per chi colleziona. In Italia il film è uscito in DVD nei primi anni Duemila in un'edizione pessima e con video non restaurato. Da allora, è andato fuori catalogo. Non esiste alcuna edizione ufficiale in Blu-Ray o 4K Ultra HD con audio italiano sul mercato. Chi lo vuole in alta definizione con la nostra lingua deve sperare nei vecchi passaggi televisivi o nei canali streaming specializzati. Valutazione di mercato: 💎 Il vecchio e ormai introvabile DVD italiano originale uscito per la Sony/Columbia viaggia sui portali dell'usato a prezzi folli, oscillando costantemente tra i 35€ e i 60€ a seconda delle condizioni della custodia. La VHS originale del 1989 marchiata RCA/Columbia, se tenuta bene, tocca tranquillamente i 20€/25€ tra i collezionisti di nastri magnetici. Status collezionistico: 🏆 Santo Graal dell'horror. Questo è il classico titolo da caccia grossa nei mercatini dell'usato o sulle bancalle. Se trovi il DVD italiano a un prezzo accessibile, prendilo al volo e blindalo in bacheca: è una rarità assoluta che alza il valore di qualsiasi collezione horror anni '80 che si rispetti.m

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