BARRY SEAL Titolo originale: American Made Anno: 2017 Regia: Doug Liman Attore protagonista: Tom Cruise Budget: $50 milioni — Incassi mondiali: $135 milioni

L'uomo che ha truffato la CIA, la DEA e il Cartello di Medellín contemporaneamente Se c'è un film che dimostra come la realtà superi sempre la fantasia, è questo. American Made segna il ritorno della collaborazione tra Tom Cruise e il regista Doug Liman (Edge of Tomorrow), regalandoci una delle prove d'attore più carismatiche e "sporche" di Cruise degli ultimi anni. Qui non è l'eroe senza macchia; è un opportunista geniale, un pilota di linea annoiato che decide di cavalcare l'onda della Guerra Fredda e del narcotraffico, diventando l'uomo più ricco (e ricercato) della Louisiana. La storia nel dettaglio Fine anni '70. Barry Seal è un pilota della TWA che arrotonda vendendo sigari cubani. Viene agganciato da Monty Schafer, un misterioso agente della CIA che gli propone di scattare foto aeree sopra le basi dei ribelli in America Centrale. È l'inizio di un'ascesa vertiginosa. Presto Seal non si limita a scattare foto: inizia a consegnare armi per conto del governo USA, ma lungo la strada viene intercettato dal nascente Cartello di Medellín (guidato da un giovanissimo Pablo Escobar). Il patto è semplice: armi per la CIA all'andata, cocaina per il cartello al ritorno. Seal diventa il "Gringo che consegna". Si trasferisce a Mena, in Arkansas, dove crea una vera e propria flotta aerea privata. I soldi arrivano così velocemente e in quantità tale che le banche locali non riescono a gestirli; Barry finisce per seppellire sacchi di contanti nel cortile, infilandoli sotto i tappeti e riempiendo gli armadi. Ma giocare con CIA, Casa Bianca, trafficanti colombiani e autorità locali è come ballare su un filo di rasoio durante un uragano. Il film segue il suo inevitabile declino quando, da risorsa preziosa, diventa un testimone scomodo da eliminare. Il concept — perché funziona Il film adotta uno stile frenetico, quasi da documentario "sotto steroidi", con colori saturi e un montaggio ritmato. Funziona perché non cerca di glorificare Seal, ma lo usa come specchio dell'ipocrisia della politica estera americana di quegli anni. È una commedia d'azione cinica: si ride delle situazioni assurde (come Seal che atterra in mezzo a una strada cittadina coperto di farina/cocaina regalando biciclette ai bambini per scappare), ma resta sempre quel senso di inquietudine tipico di chi sa che il conto, prima o poi, arriverà. Le curiosità che non tutti sanno Tom Cruise pilota vero: Come suo solito, Cruise non ha usato controfigure per le scene di volo. È lui che pilota davvero l'Aerostar nelle manovre più pericolose. Il regista Doug Liman ha raccontato che in alcune scene Cruise ha persino lasciato i comandi per andare nel retro dell'aereo a lanciare sacchi di droga mentre il velivolo era in volo libero. Il vero Barry Seal: Nella realtà, Seal non era così "aitante" come Tom Cruise; era soprannominato "Fat Man" (l'uomo grasso) perché pesava quasi 130 kg. Nonostante la differenza fisica, Cruise riesce a catturare perfettamente l'energia e la faccia tosta del vero pilota. Tragedia sul set: Le riprese sono state segnate da un tragico incidente aereo in Colombia, dove due piloti acrobatici hanno perso la vita a causa del maltempo e della nebbia. Questo ha gettato un'ombra cupa sulla produzione di un film che celebra proprio l'abilità nel volo estremo. L'Irangate: Il film è un perfetto prequel non ufficiale dello scandalo Iran-Contras. Mostra come le basi gettate da piccoli contrabbandieri come Seal abbiano permesso ai piani alti di Washington di finanziare guerre illegali attraverso il traffico di droga e armi. Il finale — da proteggere Il finale è una lenta discesa verso l'ineluttabile. Dopo essere stato usato dalla Casa Bianca di Reagan come "poster boy" per incastrare i Sandinisti, Seal viene abbandonato a se stesso. La scena in cui registra le sue confessioni su videocassette, sapendo che ogni sera deve presentarsi allo stesso orario all'Esercito della Salvezza (diventando un bersaglio fisso per i sicari di Escobar), è di una malinconia potente. La sua morte non è epica; è un'esecuzione rapida in un parcheggio buio. Il sistema vince, Schafer viene promosso, e a Lucy non restano che i ricordi e un solitario gioiello al polso, simbolo di un sogno americano costruito sulla polvere bianca. Perché rivederlo oggi Perché è un film che intrattiene senza spegnere il cervello. Ci ricorda che la storia con la "S" maiuscola è spesso scritta da personaggi ambigui e dimenticati nei parcheggi della Louisiana. È una satira pungente sul potere, sui soldi facili e sulla pericolosa illusione di poter fregare chi tiene i fili del mondo. Se ti è piaciuto Quei bravi ragazzi ma con più aerei e meno locali notturni, questo è il film perfetto.

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