Black Sheep – Il geniale fanta-splatter neozelandese dove i belati fanno raggelare il sangue
Scritto e diretto dal neozelandese Jonathan King, questo gioiello dello splatter-comedy è una colossale parodia horror che trasforma l'animale più innocuo del pianeta nella minaccia più sanguinaria della Terra. Un cult sotterraneo che omaggia apertamente i primi lavori di Peter Jackson. Se pensate che gli squali di Lo squalo o i dinosauri di Jurassic Park siano i predatori più terrificanti del cinema, non avete ancora fatto i conti con Black Sheep - Pecore assassine (2006). Diretto da Jonathan King, questo film è un piccolo capolavoro di satira horror che prende il simbolo indiscusso della Nuova Zelanda — le pecore, che sull'isola superano numericamente gli umani di ben sei a uno — e lo trasforma in un'inarrestabile macchina di morte geneticamente modificata.
🐑 La Trama: L'attacco dei batuffoli di lana mutanti
Henry Oldfield è un ragazzo di città che, dopo anni di assenza, decide di tornare alla fattoria di famiglia nelle splendide colline neozelandesi per vendere la sua quota al fratello Angus. Il ritorno è traumatico: Henry soffre infatti di una fobia cronica per gli ovini, causata da un crudele scherzo fattogli da Angus quando erano bambini. Ciò che Henry non sa è che suo fratello è un cinico e ambizioso allevatore che, nei laboratori segreti della fattoria, sta conducendo folli esperimenti di manipolazione genetica per creare la "pecora perfetta".
Il disastro si scatena quando Grant ed Experience, due ecologisti e animalisti convinti, si intrufolano nel laboratorio per denunciare gli esperimenti. Grant ruba un feto di agnello mutante che, liberatosi dal contenitore, lo morde selvaggiamente prima di scappare nei pascoli. Il morbo si diffonde alla velocità della luce: basta un singolo morso per trasformare le docili pecore in mostri carnivori insaziabili. Come se non bastasse, il virus ha un effetto collaterale in stile "licantropo": gli umani morsi iniziano a mutare in grotteschi e feroci "uomini-pecora". Toccherà a Henry (nonostante la sua fobia), all'ambientalista Experience e al fattore Tucker unire le forze per sopravvivere all'assedio del gregge e fermare l'infezione prima che si diffonda in tutto il paese.
🎨 Gli Effetti Speciali firmati Weta Workshop
Una delle cose più interessanti e sorprendenti di Black Sheep è la qualità straordinaria dei suoi effetti speciali visivi e prostetici. La produzione è riuscita a coinvolgere nientemeno che la Weta Workshop e la Weta Digital, le leggendarie compagnie neozelandesi vincitrici di molteplici premi Oscar per gli effetti speciali della trilogia de Il Signore degli Anelli e di King Kong.
Grazie a questo connubio, il film evita l'effetto "CGI economica" da B-movie e mette in scena mostruosità ovine, mutazioni corporee e mutilazioni splatter con un realismo artigianale impressionante, unito a un uso sapiente di marionette e animatronici.
🔍 Il legame con Peter Jackson e l'operazione "Grindhouse"
I veri cinefili noteranno subito che lo stile di Jonathan King è una gigantesca dichiarazione d'amore ai primi film "splatterstick" del connazionale Peter Jackson, in particolare a pellicole cult degli anni Ottanta e Novanta come Fuori di testa (Bad Taste) e Splatters - Gli schizzacervelli (Brain Dead), dove il sangue scorre a fiumi ma viene costantemente sdrammatizzato da una comicità slapstick irresistibile.
Il film è stato distribuito nelle sale neozelandesi a marzo del 2007, arrivando nei cinema italiani il 19 settembre 2008. In Spagna ha goduto di un'operazione commerciale eccezionale: la casa di distribuzione Manga Films lo ha lanciato in "double feature" insieme a Severance - Tagli al personale, imitando la celebre operazione vintage Grindhouse di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez.
💰 Il Bilancio: Un cult low-budget di successo
Budget di Produzione (Costi): Stimato intorno ai 5.000.000 $. Un budget molto contenuto per gli standard internazionali, ma ottimizzato al millesimo sfruttando le location naturali delle colline della Nuova Zelanda e il supporto "casalingo" della Weta.
Distribuzione e Slogan: Comprato per il Nord America dai colossi indipendenti The Weinstein Company e IFC Films, il film è diventato un piccolo fenomeno redditizio grazie al mercato Home Video (DVD) e ai festival cinematografici dedicati all'horror. Per il lancio in Italia, la RTI ha puntato su una campagna marketing geniale e ironica, tappezzando le città di locandine con slogan epici del tipo: "Il film che farà tremare i pastori" o "Se non venite a vederlo, siete delle pecore". Black Sheep è una boccata d'aria fresca nel panorama horror. È un film che sa esattamente cosa vuole essere: una commedia splatter demenziale, senza pretese filosofiche, ma scritta con intelligenza e diretta con un ritmo micidiale. L'idea di eliminare l'orda di pecore assassine sfruttando le loro stesse flatulenze di metano e un accendino è una delle vette di "bad-humor" più esilaranti della storia del cinema di genere. Se amate i monster-movie che non si prendono sul serio, questo è un recupero obbligatorio per il blog.
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