Brazil (1985) – Il monumentale, grottesco e profetico capolavoro distopico di Terry Gilliam
Entriamo a gamba tesa nei territori del cinema d'autore più folle, visionario e politicamente scorretto di sempre. Parliamo di Brazil (1985), il capolavoro barocco e distopico di Terry Gilliam (l'anima visiva dei Monty Python).
Un film titanico che unisce la satira burocratica di Franz Kafka e l'incubo totalitario del romanzo 1984 di George Orwell, il tutto frullato con lo stile visivo grottesco e surreale tipico del regista. Un'opera leggendaria, famosa anche per una delle battaglie legali più feroci della storia di Hollywood per il controllo del montaggio finale.
Uscito nelle sale nel 1985, Brazil è un trionfo assoluto di anarchia visiva e satira sociale, un'opera d'arte labirintica che ha ridefinito il genere della fantascienza distopica. Ambientato in un retro-futuro opprimente, iper-burocratizzato e dominato da una tecnologia inefficiente e perennemente scassata, il film segue le traversie di Sam Lowry, un umile e apatico impiegato ministeriale che per sfuggire alla grigia realtà si rifugia in spettacolari sogni a occhi aperti, dove si immagina come un guerriero alato intento a salvare una misteriosa fanciulla. La sua vita viene stravolta da un banale errore di battitura: una mosca cade su una telescrivente ministeriale, trasformando il nome del sospetto terrorista "Tuttle" in "Buttle". L'errore provoca l'arresto e la morte sotto tortura di un innocente cittadino. Incaricato di mettere una pezza burocratica al pasticcio, Sam si ritroverà invischiato in un incubo kafkiano, incontrando la donna dei suoi sogni nella realtà e un bizzarro idraulico guerrigliero che combatte il sistema a colpi di chiave inglese.
Un cult monumentale e amaro che diverte e terrorizza in egual misura, sorretto dalle memorabili note della canzone Aquarela do Brasil.
Titolo originale: Brazil
Anno: 1985 (Uscita UK: Febbraio 1985 — Uscita USA: Dicembre 1985 — Uscita Italia: Aprile 1985)
Regia: Terry Gilliam
Sceneggiatura: Terry Gilliam, Tom Stoppard, Charles McKeown
Attori principali: Jonathan Pryce, Robert De Niro, Kim Greist, Katherine Helmond, Ian Holm, Bob Hoskins, Michael Palin
«La burocrazia vi protegge dal caos. Ma chi vi protegge dalla burocrazia?» Compilate il modulo 27B-6 in triplice copia, verificate i condotti di aerazione e aprite le ali: l'incubo ministeriale ha inizio!
🏢 La Trama: Una mosca nell'ingranaggio e l'idraulico guerrigliero
In un Natale alternativo di un futuro imprecisato, il Ministero dell'Informazione gestisce ogni singolo aspetto della vita umana tramite una ragnatela infinita di moduli, timbri e tubature d'aerazione. A causa di una mosca rimasta incastrata in una macchina, il sistema scambia il nome del ricercato Archibald "Harry" Tuttle (Robert De Niro), un idraulico abusivo che ripara i riscaldamenti senza l'autorizzazione dello Stato, con quello del tranquillo cittadino Archibald Buttle, che viene brutalmente prelevato da casa e ucciso per errore durante gli interrogatori.
Sam Lowry (Jonathan Pryce) è un impiegato del Ministero, privo di ambizioni e tormentato dalla madre altolocata, ossessionata dalla chirurgia plastica estetica. Sam sopravvive solo grazie alle sue fantasie notturne, dove vola nel cielo come un cavaliere d'argento per salvare una bellissima ragazza bionda. Quando viene incaricato di risarcire la vedova Buttle per l'errore burocratico, Sam si reca nei bassifondi della città e incontra Jill Layton (Kim Greist), una camionista vicina di casa dei Buttle. Sam resta folgorato: la ragazza è l'esatta fotocopia della donna dei suoi sogni. Jill sta cercando di denunciare l'ingiustizia subita dai Buttle, ma per questo il sistema l'ha etichettata come una pericolosa terrorista.
Per proteggerla e rintracciarla nei database governativi, Sam accetta una promozione ai Servizi Informativi Centrali. Nel frattempo, i condotti di aerazione del suo appartamento cedono e in suo aiuto piomba dal soffitto il vero Harry Tuttle, che si rivela un sabotatore anarchico munito di corde da alpinista e una passione per le riparazioni idrauliche illegali. Sam tenta disperatamente di falsificare i documenti di Jill per cancellarla dai radar dello Stato e farla passare per morta, arrivando a passare una notte d'amore con lei. Ma il Ministero non dimentica e non perdona: Sam viene arrestato per alto tradimento e trascinato in una gigantesca camera di tortura all'interno di una torre di raffreddamento. Proprio quando tutto sembra perduto, Tuttle e i ribelli fanno irruzione nel palazzo con le armi in pugno, scatenando una fuga spettacolare che porterà Sam a rifugiarsi nelle campagne. Ma la realtà della distopia è molto più spietata di un lieto fine hollywoodiano.
🎬 Il Dietro le Quinte e Curiosità
La guerra del "Love Conquers All": Il capo della Universal Pictures, Sid Sheinberg, odiava il finale cinico e tragico voluto da Gilliam. Sheinberg impose un rimontaggio radicale di 94 minuti battezzato "Love Conquers All" (L'amore vince tutto), che tagliava la satira politica e introduceva un lieto fine forzato. Terry Gilliam rispose scendendo sul piede di guerra: organizzò proiezioni clandestine per i critici di Los Angeles e comprò una pagina intera sul settimanale Variety con scritto: «Caro Sid Sheinberg, quando uscirà il mio film "Brazil"? Terry Gilliam». La Universal fu costretta a cedere e a distribuire la versione originale del regista.
Robert De Niro voleva un altro ruolo: L'attore era così affascinato dallo script da chiedere a Gilliam il ruolo di Jack Lint (l'amico torturatore di Sam, poi andato a Michael Palin). Gilliam rifiutò perché aveva già promesso la parte a Palin, ma offrì a De Niro il ruolo del guerrigliero Harry Tuttle. De Niro accettò e, fedele al suo Metodo, pretese di fare decine di riprese per ogni singola scena, portando Gilliam quasi all'esasperazione sul set.
Le scenografie industriali reali: Per risparmiare sugli immensi costi delle scenografie, Gilliam girò molte scene all'interno di vere strutture industriali e brutaliste. La gigantesca e inquietante prigione finale è in realtà l'interno della torre di raffreddamento della centrale elettrica di Croydon a Londra, mentre gli appartamenti e i corridoi ministeriali vennero ricavati da un vecchio zuccherificio abbandonato e dalle strutture della cartiera di Noisy-le-Grand in Francia.
Il titolo nato su una spiaggia: Inizialmente il film doveva intitolarsi 1984 e 1/2. L'idea del titolo definitivo venne a Gilliam mentre si trovava su una grigia e inquinata spiaggia industriale del Galles: vide un uomo seduto da solo che ascoltava alla radio la allegra e tropicale canzone Brazil. Quel contrasto assurdo tra la tristezza dell'ambiente e l'evasione mentale della musica divenne il nucleo filosofico del film.
🔍 Il Verdetto di Gio Cult
Brazil è un capolavoro visivo assoluto che toglie il fiato a ogni inquadratura. Terry Gilliam mette in scena una giostra grottesca, barocca e claustrofobica che anticipa di decenni la nostra dipendenza dalla tecnologia difettosa e dalle pastoie della burocrazia moderna. Jonathan Pryce è perfetto nel trasmettere la fragilità di un uomo schiacciato da un ingranaggio più grande di lui, mentre Robert De Niro regala un cammeo stratosferico ed energico. La fotografia con lenti grandangolari deforma i volti e gli spazi, amplificando il senso di totale delirio paranoico. Non è una visione facile, ma è una delle esperienze cinematografiche più potenti, intelligenti e visivamente rivoluzionarie di sempre.
💰 Costi e Profitti
Budget di produzione: $15.000.000
Incasso USA: $9.929.000
Incasso Internazionale: Circa $6.500.000
Incasso Mondiale complessivo: ~$16.429.000
Nota Cult: Al botteghino il film fu un mezzo flop all'epoca dell'uscita nei cinema americani, penalizzato moltissimo dalla travagliata distribuzione e dalla guerra mediatica tra il regista e la Universal che ne bloccò la promozione in molti stati. Tuttavia, il tempo ha dato ragione a Gilliam: il film ha ottenuto due nomination agli Oscar (Sceneggiatura e Scenografia), ha fatto incetta di premi della critica e si è trasformato in un cult generazionale intramontabile, macinando milioni di dollari grazie alle edizioni Home Video da collezione (Criterion in primis).
🏢 Se amate la fantascienza cupa e le storie di individui che sfidano il sistema: Non perdetevi il cyber-western ad alta tensione di Sean Connery in Atmosfera zero (1981)! Se invece cercate un altro thriller fantascientifico claustrofobico tratto dal genio di Michael Crichton, leggete il nostro post su Sfera (1998) o il monumentale Jurassic Park (1993)!
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