Cobra (1986): Il male è una malattia, Stallone è la cura
Esistono film che definiscono un'epoca e poi esiste Cobra. Uscito nel 1986, nel pieno dell'era Reaganiana, il film di George Pan Cosmatos non è solo un poliziesco: è un western urbano mascherato da slasher, dove il confine tra legge e violenza è sottile quanto la lama di un coltello delle "Belve della Notte".
Il mondo: La sezione Zombie e il fanatismo del sangue
Los Angeles è sotto assedio. Una setta di psicopatici, le Belve della Notte, sta cercando di instaurare un "Nuovo Ordine" a colpi di accetta, convinti che la società occidentale vada punita per la sua degenerazione. La polizia normale non basta più. Serve la Zombie Squad, la sezione che si occupa dei casi disperati.
Al comando c'è Marion Cobretti, soprannominato "Cobra". Cobretti non arresta i criminali: li elimina. È l'ultima linea di difesa, un uomo che mangia pizza fredda tagliata con le forbici e vive in un appartamento che sembra un'armeria.
La Storia: Protezione ravvicinata e tradimento
Tutto precipita quando la modella Ingrid Knudsen (Brigitte Nielsen) assiste a un omicidio commesso dal capo della setta (un inquietante Brian Thompson). Cobra diventa la sua ombra. Ma il nemico non è solo fuori, tra le ombre delle fonderie: è dentro la polizia. C'è una talpa che passa informazioni, rendendo ogni rifugio una trappola mortale. La fuga verso il motel fuori città e la battaglia finale nella fonderia sono puro cinema d'azione muscolare, dove il rumore del metallo e il fuoco delle mitragliatrici Jati-Matic dettano il ritmo.
Le chicche della produzione: Quello che non avete visto
Il film "X": Originariamente Cobra era un horror/action brutale di 120 minuti. Per evitare la classificazione "X" (vietato ai minori di 18 anni) e aumentare gli incassi, la Warner tagliò quasi 40 minuti di pellicola. Esiste un leggendario workprint che contiene scene di violenza grafica estrema e approfondimenti sulla setta che renderebbero il film quasi un horror puro.
Il rifiuto di Axel Foley: Stallone avrebbe dovuto girare Beverly Hills Cop, ma voleva trasformare la commedia in un film d'azione ultra-violento. La produzione disse no, lui lasciò il progetto (che andò a Eddie Murphy) e usò quelle idee per scrivere Cobra.
La Mercury del '50: Quella splendida Ford Custom Mercury grigio piombo che Cobra guida nell'inseguimento a Venice era la vera auto privata di Stallone. Ne fecero costruire altre due copie identiche per le scene di stunt, ma quella che vedete nei primi piani è il garage personale di Sly.
Numeri: Un successo d'acciaio
Budget: 25 milioni di dollari.
Stipendio di Stallone: 13 milioni (più della metà del budget totale!).
Incassi: Fu un successo enorme, incassando 160 milioni di dollari in tutto il mondo. Nonostante le critiche feroci dell'epoca, il pubblico decretò il trionfo di Cobretti.
Il Sequel fantasma: Si parlò a lungo di un seguito, ma Stallone preferì concentrarsi su Rambo e Rocky, lasciando Cobra come un diamante grezzo e solitario nella sua filmografia.
Perché rivederlo oggi?
Perché Cobra è onesto. Non cerca di essere politicamente corretto. Rappresenta la paura urbana degli anni '80 elevata a mito. Ogni inquadratura, dalle luci al neon ai guanti in pelle nera, è studiata per iconizzare il protagonista. Brian Thompson, con i suoi sette provini per il ruolo del cattivo, regala una nemesi silenziosa e terrificante che ancora oggi mette i brividi.
Rivedere Cobra oggi significa tornare in un mondo dove la giustizia aveva il mirino laser e dove, citando Marion, "qui finisce la legge e comincio io".
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