Commando (1985): Un esercito di un solo uomo
Se dovessimo scegliere un film da inserire in una capsula spaziale per spiegare agli alieni cos’era il cinema d'azione degli anni '80, quel film sarebbe Commando. Non c’è spazio per le sfumature: qui abbiamo un eroe indistruttibile, un cattivo sopra le righe e un conteggio dei morti che farebbe impallidire una piccola guerra reale. Mark L. Lester dirige Schwarzenegger in quello che è, a tutti gli effetti, un cartone animato iper-violento e spaventosamente divertente.
Il mondo: John Matrix e la pensione interrotta
John Matrix è il colonnello delle Forze Speciali definitivo. Lo incontriamo mentre trasporta un intero tronco d’albero sulla spalla, simbolo di una forza che va oltre l'umano. Vive isolato sulle montagne con la figlia Jenny (una giovanissima Alyssa Milano), ma la pace dura poco. Un gruppo di mercenari, guidati dall'ex commilitone Bennett — un uomo che sembra aver preso il concetto di "brutalità" e averlo trasformato in uno stile di vita — rapisce la bambina per costringere Matrix a un assassinio politico nel fittizio stato di Val Verde (luogo ricorrente nei film action dell'epoca, da Predator a Die Hard 2).
La Storia: 11 ore di puro caos
Matrix non ci pensa nemmeno a obbedire. Si lancia da un aereo in decollo, recluta forzatamente una hostess (Cindy) e inizia una scalata di violenza per ritrovare Jenny. Dallo scontro nel centro commerciale alla celebre scena della svaligiata nell'armeria (che ogni fan del blog dovrebbe avere stampata in mente), il film è una corsa contro il tempo. Tutto culmina sull'isola di Arius, dove Matrix, armato di tutto punto e con le pitture di guerra sul volto, affronta da solo un intero esercito privato.
Le chicche della produzione: Da Gene Simmons a Nick Nolte
Un protagonista diverso: Difficile a credersi, ma il ruolo fu scritto inizialmente per Gene Simmons dei KISS (che rifiutò) e poi pensato per Nick Nolte. L'idea originale era quella di un soldato fuori forma e stanco. Quando arrivò Arnold, la sceneggiatura fu riscritta per adattarsi al suo fisico statuario, trasformando la fatica in pura potenza.
Bennett vs Matrix: Il duello finale tra Matrix e Bennett è leggendario. Vernon Wells (che interpreta Bennett) indossa un giubbotto di maglia metallica che è diventato un'icona kitsch. La loro rissa finale nella sala caldaie è il punto più alto del cinema "macho" dell'epoca.
Effetti Speciali: Il film fu candidato ai Saturn Award per i migliori effetti speciali. Anche se oggi alcuni manichini che volano via nelle esplosioni sono evidenti, l'impatto visivo delle sparatorie resta una lezione di coreografia action.
Numeri: Un classico che ha ripagato ogni proiettile
Budget: Circa 10 milioni di dollari. Un budget medio-basso per l'epoca, che rende ancora più impressionante il risultato visivo finale.
Incassi: Solo negli Stati Uniti incassò 35 milioni di dollari, diventando un successo globale e cementando lo status di Schwarzenegger dopo Terminator e Conan.
Il record di uccisioni: In questo film, John Matrix elimina circa 81 persone. Una media di quasi un morto al minuto.
Perché rivederlo oggi?
Perché Commando non si prende sul serio. Le battute di Matrix dopo aver ucciso i nemici ("Era stanco morto", "L'ho lasciato andare") sono entrate nel mito. È un film che celebra l'eccesso con un sorriso sornione, dove i caricatori sono infiniti e le esplosioni giganti. In un'epoca di action cupi e realistici, la solarità violenta e l'ironia di Commando sono una boccata d'aria fresca (e di polvere da sparo).
Rivederlo oggi sul blog significa rendere omaggio al re dei film d'azione "duri e puri". Come dice Matrix al Generale Kirby alla fine: "Questa è stata la mia ultima missione". Per fortuna, per noi spettatori, non è stato così.
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