Concussion / Zona d’ombra (2015) Regia Peter Landesman Cast principale Will Smith Gugu Mbatha-Raw Alec Baldwin Albert Brooks Durata 123 minuti

Un film sportivo che parla di tutt’altro Concussion non è il classico film sul football americano. È un’opera che usa lo sport come punto di partenza per affrontare temi molto più profondi: il potere delle grandi organizzazioni, il prezzo della verità e le conseguenze fisiche nascoste dietro uno degli sport più popolari d’America. Basato su una storia vera, il film racconta la battaglia del dottor Bennet Omalu, neuropatologo nigeriano che scoprì la CTE (encefalopatia traumatica cronica), una grave malattia degenerativa causata dai continui traumi cranici subiti dai giocatori NFL. La forza della pellicola sta proprio qui: mostrare come dietro lo spettacolo, i milioni di dollari e la gloria sportiva, si nascondesse una tragedia silenziosa. Will Smith sorprende in un ruolo molto diverso dal solito Will Smith offre una delle interpretazioni più controllate e mature della sua carriera. Niente eroe d’azione, niente battute carismatiche: il suo Bennet Omalu è un uomo intelligente, metodico e spesso isolato, che si ritrova contro un sistema enorme. La performance punta tutto sulla calma e sulla dignità del personaggio, rendendo ancora più forti i momenti di tensione emotiva. Molti critici considerarono questa una delle sue migliori interpretazioni drammatiche degli anni 2010. Il vero nemico del film: il sistema La NFL nel film viene rappresentata quasi come una macchina intoccabile: enorme potere economico, influenza mediatica, capacità di mettere pressione su medici e ricercatori. Ed è proprio questo che rende Concussion interessante anche per chi non segue il football americano. Il film parla di cosa accade quando la verità scientifica si scontra con interessi miliardari. Le scene più forti non sono le partite, ma: le autopsie, i dialoghi tra medici, i suicidi degli ex giocatori, il lento deterioramento mentale degli atleti. Budget e incassi mondiali Voce Dati Budget stimato 35 milioni di dollari Incasso USA circa 34 milioni Incasso mondiale totale circa 48 milioni Dal punto di vista economico il film ebbe risultati moderati: non fu un flop enorme, ma nemmeno un grande successo commerciale. Essendo un film adulto, drammatico e molto dialogato, aveva un pubblico più limitato rispetto ai blockbuster sportivi tradizionali. Critica e accoglienza La critica accolse il film in maniera generalmente positiva, soprattutto per: l’interpretazione di Will Smith; l’importanza sociale del tema; il coraggio nel parlare apertamente della NFL. Alcuni recensori però criticarono: il ritmo lento; uno stile troppo “televisivo”; una regia poco cinematografica. Nonostante questo, il film riuscì a riaccendere il dibattito mondiale sui danni cerebrali negli sport da contatto. Un film che ha lasciato il segno Dopo l’uscita del film, il tema della CTE diventò ancora più discusso: nella NFL, nel rugby, nell’hockey, nelle arti marziali, persino nel calcio. Concussion funziona perché non cerca spettacolo facile. È un film sobrio, inquietante e realistico, che mostra quanto possa essere difficile dire la verità quando in gioco ci sono miliardi di dollari e l’immagine di uno sport nazionale. Considerazioni finali Concussion è uno di quei film che fanno riflettere più dopo la visione che durante. Non è un’opera perfetta: manca di grande ritmo, alcune parti risultano molto didascaliche, e la regia resta abbastanza classica. Ma il messaggio arriva forte e chiaro. È un film importante perché racconta una battaglia reale combattuta non con pugni o armi, ma con dati scientifici, coraggio e ostinazione. E forse proprio per questo riesce a colpire più di molti thriller o film sportivi tradizionali.

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