Constantine (2005): l'esorcista condannato all'inferno che combatte per il paradiso
C'è un tipo di eroe che il cinema mainstream ha quasi abbandonato — l'uomo che fa la cosa giusta non perché sia buono, ma perché non ha altra scelta. John Constantine è esattamente questo. Un esorcista con il cancro ai polmoni, condannato all'inferno per un tentato suicidio da ragazzo, che combatte i demoni non per vocazione ma per comprarsi un posto in paradiso che probabilmente non merita.
È uno dei personaggi più cinici e affascinanti del cinema degli anni 2000. E il film che lo racconta è molto meglio di quanto la sua reputazione suggerisca.
La storia
Los Angeles. John Constantine vede i demoni fin da bambino — visioni che i suoi genitori hanno scambiato per pazzia. Solo dopo essere morto per qualche secondo e poi rianimato ha capito che le visioni erano reali. Da quel momento ha dedicato la sua vita a fare l'esorcista, nella speranza di accumulare abbastanza buone azioni da convincere Dio a ignorare il suicidio e aprirgli le porte del paradiso.
Il problema è che l'angelo Gabriele gli ha già detto chiaramente — non funziona così. La fede non si compra con le opere.
Quando la detective Angela Dodson gli chiede aiuto per indagare sulla morte della sorella gemella Isabel — ufficialmente un suicidio, ma Angela è convinta che sia stata uccisa — Constantine rifiuta. Finché non scopre che le stesse forze infernali che hanno ucciso Isabel stanno ora dando la caccia ad Angela.
L'equilibrio
Il film costruisce una mitologia originale e coerente — Dio e Lucifero hanno stipulato un patto chiamato l'Equilibrio. Nessun angelo e nessun demone può interferire direttamente con il mondo degli uomini. Possono influenzare le scelte, ma non agire direttamente. I cosiddetti sanguemisto — mezze creature tra angeli e demoni — fanno da arbitri invisibili.
Quando Constantine scopre che qualcuno sta violando l'Equilibrio — che un demone sta cercando di raggiungere la dimensione terrena con l'aiuto della Lancia del Destino, la stessa con cui fu trafitto il Cristo — capisce che la posta in gioco non è una sola anima. È tutta l'umanità.
Il villain inaspettato
Il colpo di scena di Constantine è uno dei migliori del cinema fantasy degli anni 2000. Il vero nemico non è Lucifero — è Gabriele, l'angelo. Convinto che l'umanità debba guadagnarsi l'amore di Dio sopravvivendo agli orrori, Gabriele ha orchestrato tutto — il piano di Mammon figlio di Lucifero, la morte di Isabel, il rapimento di Angela — per scatenare l'inferno sulla Terra e costringere gli uomini a dimostrare di meritare la salvezza.
È un villain con una logica interna perfetta. Non è malvagio per cattiveria — è convinto di fare la cosa giusta. E questo lo rende molto più inquietante di qualsiasi demone con le corna.
Il finale
Constantine si taglia le vene deliberatamente — non per disperazione, ma come tattica. Sa che è l'unica anima che Lucifero verrebbe a ritirare di persona. Quando il Diavolo appare e ferma il piano di Mammon, Constantine chiede un'unica cosa in cambio — che l'anima di Isabel possa andare in paradiso.
Lucifero accetta. E si prepara a trascinare Constantine all'inferno come promesso. Ma in quel momento Constantine viene finalmente redento — il suo sacrificio gli ha guadagnato il paradiso. Lucifero, furioso per la beffa, lo riporta in vita guarendolo dal cancro. Preferisce averlo vivo e in grado di dannarsi di nuovo piuttosto che perderlo per sempre.
È uno dei finali più eleganti del cinema fantasy — il Diavolo sconfitto non da una battaglia, ma da un atto di generosità.
Keanu Reeves
Constantine è uno dei ruoli migliori di Keanu Reeves — non perché reciti in modo particolarmente intenso, ma perché la sua naturale compostezza si adatta perfettamente a un personaggio che ha visto troppo per sorprendersi ancora di niente. Constantine non urla, non si dispera, non fa discorsi motivazionali. Fuma, esorcizza, e sopravvive con la logica fredda di chi sa già come va a finire.
Perché rivederlo oggi
Constantine uscì nel 2005 e fu accolto tiepidamente — considerato troppo cupo per il pubblico dei fumetti e troppo fumettistico per il pubblico adulto. Nel tempo è diventato un cult, con una fanbase fedele che chiede da anni un sequel.
Il film ha una mitologia ricca, un protagonista memorabile, e un'atmosfera che pochi film del genere sono riusciti a replicare. In italiano è documentato in modo superficiale — quasi nessuno approfondisce la connessione con il fumetto Hellblazer di DC Comics, che è molto più dark e adulto del film.
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