Darkman – Il cupo, visionario e struggente fanta-horror di Sam Raimi che ha reinventato il mito del supereroe
Scritto e diretto dal geniale Sam Raimi (prima della sua definitiva consacrazione con la trilogia di Spider-Man), questo film è un cocktail esplosivo di azione, tragedia shakespeariana, trucco prostetico d'avanguardia e follia visiva. Inoltre, ha regalato a un immenso Liam Neeson il suo primissimo, indimenticabile ruolo da protagonista assoluto in una grande produzione hollywoodiana.
Uscito nelle sale nel 1990, Darkman è un'opera cinematografica unica, nata dalla mente iperattiva di Sam Raimi dopo l'impossibilità di ottenere i diritti di The Shadow o Batman. Rifiutando i cliché del classico eroe senza macchia, Raimi dà vita a Peyton Westlake, uno scienziato brillante che, dopo essere stato brutalmente picchiato, sfigurato e dato per morto da una banda di spietati gangster, sopravvive trasformandosi in un vendicatore spettrale e psicologicamente instabile. Sfruttando una rivoluzionaria pelle sintetica di sua invenzione in grado di assumere qualsiasi fisionomia, l'uomo darà inizio a una metodica, folle e teatrale caccia all'uomo per distruggere coloro che gli hanno strappato la vita, il volto e l'amore.
Un cult assoluto degli anni Novanta che unisce il fascino tragico del Fantasma dell'Opera e di Frankenstein all'energia cinetica e fumettistica tipica del regista di La casa.
Titolo originale: Darkman
Anno: 1990
Regia: Sam Raimi
Attori principali: Liam Neeson, Frances McDormand, Colin Friels, Larry Drake
Budget: $16 milioni — Incassi mondiali: Oltre $48 milioni
Preparate le provette, sintonizzate i timer sui 99 minuti e fate attenzione a chi si nasconde nell'ombra!
🧪 La Trama: Il volto della vendetta si consuma alla luce del sole
Il dottor Peyton Westlake (Liam Neeson) è uno scienziato brillante e idealista che lavora in un laboratorio ricavato in un vecchio stabilimento industriale. La sua ricerca è rivoluzionaria: sta mettendo a punto una pelle sintetica biologica per aiutare le persone gravemente ustionate. C'è però un limite apparentemente insormontabile: la pelle artificiale è fotosensibile e si dissolve completamente se esposta alla luce per più di 99 minuti consecutivi, mentre rimane stabile se mantenuta nell'oscurità totale. Peyton è felicemente fidanzato con Julie Hastings (Frances McDormand), un'avvocatessa d'assalto che scopre casualmente un documento compromettente (il "memorandum Bellasarious") che dimostra la corruzione del potente magnate dell'edilizia Louis Strack Jr. (Colin Friels).
La vita di Peyton viene mandata in frantumi quando Julie dimentica sbadatamente il documento nel laboratorio del fidanzato. Per recuperare la carta medica, Strack invia sul posto una banda di spietati criminali guidati dal sadico e glaciale Robert G. Durant (Larry Drake), un gangster che colleziona le dita delle sue vittime chiudendole in un astuccio sigaro. Gli scagnozzi devastano il laboratorio, uccidono l'assistente di Peyton e picchiano brutalmente lo scienziato. Durant, dopo avergli immerso la faccia nell'acido bollente, fa saltare in aria l'intera struttura con il gas. Julie assiste all'esplosione da lontano e, convinta che Peyton sia morto nel rogo, sprofonda nel dolore. In realtà, il corpo sfigurato e irriconoscibile dello scienziato viene scaricato in un ospedale cittadino come "John Doe".
Per salvargli la vita ed evitargli dolori atroci, i medici lo sottopongono a un trattamento medico radicale: recidono le vie nervose del sistema spinotalamico. L'operazione elimina la percezione del dolore fisico, ma ha un effetto collaterale devastante: la mancanza di feedback sensoriali altera i livelli di adrenalina, amplificando a dismisura le sue emozioni e conferendogli scatti d'ira incontrollabili e una forza fisica quasi sovrumana. Fuggito dall'ospedale, Peyton si rifugia nelle fogne e tra le rovine della città, costruendo un laboratorio di fortuna. Guardandosi allo specchio, scopre con orrore il suo nuovo aspetto: il suo volto è una maschera d'ustioni spettrale, priva di labbra e di pelle. Coprendosi interamente con bende, un cappotto scuro e un cappello a tese larghe, Peyton Westlake muore e dalle sue ceneri nasce il vendicatore Darkman.
Sfruttando i pochi macchinari salvati e un computer intatto, Darkman riesce a sintetizzare nuovamente la pelle artificiale. Decide di non curarsi, ma di usare la sua invenzione per compiere una vendetta spietata e teatrale: scansiona i volti dei membri della banda di Durant e, assumendo le loro sembianze grazie alle maschere di 99 minuti, si infiltra nell'organizzazione criminale, creando sospetti, paranoie e spingendo i gangster a uccidersi tra di loro. Contemporaneamente, ricrea perfettamente il suo vecchio volto da uomo sano per riavvicinarsi a Julie, inventando la scusa di essere rimasto lontano a causa di un lungo coma. Tuttavia, la sua stabilità mentale è compromessa: durante un appuntamento in un luna park, un banale alterco con un imbonitore fa scattare in lui una furia animalesca, terrorizzando Julie e svelando la sua instabilità psicologica.
Il castello di carte crolla definitivamente quando una delle maschere di Peyton inizia a sciogliersi sotto il sole proprio davanti a Julie. La donna, sconvolta, capisce la verità e decide di seguirlo fino al suo covo segreto. Purtroppo, viene braccata e rapita da Durant e Strack, che hanno scoperto il piano dello scienziato. In un serratissimo scontro a fuoco nel nascondiglio, Darkman riesce a sconfiggere Durant: aggrappatosi all'elicottero del gangster in una folle corsa nei cieli della città, Peyton sabota il velivolo facendolo schiantare contro un cavalcavia e provocando la morte del criminale.
La resa dei conti finale si sposta sulla struttura d'acciaio di un grattacielo in costruzione di proprietà di Louis Strack Jr. Darkman penetra nel cantiere ad altezze vertiginose, affrontando il magnate sospeso sulle travi metalliche. Strack tenta di manipolarlo psicologicamente, urlandogli che se lo ucciderà diventerà un mostro a tutti gli effetti, perdendo ogni residuo di umanità. Peyton, tenendo il rivale sospeso nel vuoto sopra la città, pronuncia la sua condanna: "Il fatto è, Strack, che mi sto abituando all'idea". Darkman lascia cadere il miliardario nel vuoto, uccidendolo. Julie corre verso Peyton implorandolo di restare con lei e promettendogli che lo aiuterà a ricostruire la sua vita e la sua pelle. Ma Peyton, guardando le bende e comprendendo che la rabbia e l'oscurità hanno ormai preso il sopravvento sulla sua anima, rifiuta. Allontanandosi tra la folla, assume una nuova maschera e svanisce nel nulla, consapevole che il suo destino è ormai quello di essere un guardiano nell'ombra: "Io sono chiunque, sono nessuno. Sono ovunque, e sono in nessun luogo. Chiamatemi... Darkman".
🎬 Il Dietro le Quinte: Tra incidenti e tagli della Universal
Liam Neeson e le bende asfissianti: Prima di diventare il re degli action-movie moderni con Taken, Liam Neeson dovette faticare moltissimo sul set di Darkman. L'attore passava dalle tre alle quattro ore ogni mattina al reparto trucco per farsi applicare i pesanti strati di protesi in lattice e le bende che gli coprivano il viso. Neeson lavorò moltissimo sulla recitazione fisica e sulla modulazione della voce, poiché il trucco riduceva drasticamente la sua espressività facciale. Inoltre, per enfatizzare lo stato di alienazione e follia del personaggio, Sam Raimi costrinse l'attore a girare le scene del laboratorio in set volutamente angusti, caldi e pieni di fumo reale.
La guerra del montaggio: La Universal Pictures rimase terrorizzata dalle prime proiezioni di prova del film. Il montaggio originale di Sam Raimi era talmente caotico, delirante, violento e pieno di stacchi umoristici grotteschi (nello stile di La casa 2) che il pubblico dei test rimase confuso. Lo studio impose pesanti tagli e un montaggio più lineare. Tuttavia, Raimi e il suo storico montatore Bob Murawski si intrufolarono segretamente nella sala di montaggio della Universal di notte, ripristinando gran parte delle scene tagliate e delle sequenze visive psichedeliche poco prima che il film venisse stampato per le sale.
🏆 Il Successo Commerciale e la Nascita del Mito
A fronte di un budget di produzione medio-basso di circa 16 milioni di dollari, Darkman fu un grande e inaspettato successo al botteghino nell'estate del 1990, incassando quasi 49 milioni di dollari solo nei cinema americani e diventando un fenomeno globale.
La critica cinematografica lodò l'audacia visiva di Raimi e la magnifica colonna sonora orchestrale dai toni gotici e drammatici firmata da Danny Elfman (fresco del successo di Batman). Il trionfo commerciale portò alla nascita di un vero e proprio franchise: vennero realizzati due sequel direct-to-video (Darkman II - Il ritorno di Durant e Darkman III - Darkman morirai domani, purtroppo senza Neeson e Raimi), una serie di fumetti della Marvel Comics e persino una linea di action figure.
🔍 Il Verdetto di Gio
Darkman è un capolavoro assoluto del cinema fanta-horror e d'azione degli anni Novanta. Sam Raimi firma la sua opera più espressionista e fumettistica, regalandoci sequenze visive memorabili (il crollo psicologico di Peyton al luna park è da antologia del cinema). Larry Drake crea un villain memorabile e spaventoso con il suo Durant, mentre Liam Neeson è monumentale nel trasmettere la straziante sofferenza, la rabbia ferina e l'ironia macabra di un uomo a cui è stato tolto tutto. Un film sporco, cattivo, romantico e barocco che dimostra come si possa fare un grande cinema di supereroi anche senza fumetti di partenza. Stracult eterno.
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