Deep Rising (1998): la creatura degli abissi che nessuno ricorda ma tutti dovrebbero vedere
Ci sono film che escono nelle sale, incassano poco, finiscono nel dimenticatoio — e poi restano lì per decenni, aspettando che qualcuno li riscopra. Deep Rising è esattamente uno di questi. Uscito nel 1998, schiacciato da blockbuster ben più rumorosi, è sopravvissuto grazie al passaparola di chi lo ha visto per caso una notte in televisione e non lo ha più dimenticato.
E il motivo è semplice: Deep Rising sa esattamente quello che vuole essere, e lo fa benissimo.
La premessa
Nel Mar Cinese Meridionale, la nave da crociera Argonautica — lussuosa, enorme, piena di passeggeri — va incontro a qualcosa che non dovrebbe esistere. Nel frattempo, il capitano John Finnegan trasporta sulla sua imbarcazione un commando di terroristi guidati dal freddo e spietato Hanover. La missione: raggiungere l'Argonautica, derubarla, sparire.
Il problema è che quando Finnegan e i terroristi salgono a bordo della nave da crociera, non trovano vittime da rapinare. Trovano il silenzio. I passeggeri sono spariti. Le comunicazioni sono fuori uso. E qualcosa si muove nelle acque allagate dei ponti inferiori.
La creatura
Deep Rising non ti mostra subito il mostro — e fa bene. Prima ti fa sentire la sua presenza attraverso quello che lascia: cadaveri disciolti fino allo scheletro, corridoi allagati, urla che si interrompono di colpo. Quando finalmente appare, la creatura è qualcosa di disturbante e originale — un organismo degli abissi con tentacoli dotati di bocca propria, capace di inghiottire un uomo in secondi e dissolverlo dall'interno.
Non è uno squalo. Non è un polpo gigante. È qualcosa di più antico e meno classificabile — e questa vaghezza la rende più inquietante di qualsiasi mostro con una forma definita.
I personaggi
Il cast è uno dei punti di forza del film. Finnegan non è un eroe classico — è un mercenario pratico, cinico, che si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato e decide di sopravvivere usando la testa invece dei muscoli. Al suo fianco c'è Trillian St. James, una ladra affascinante che era già intenta a derubare la nave prima che arrivassero i terroristi — e prima che arrivasse qualcosa di molto peggio.
Hanover, il capo del commando, è un villain credibile proprio perché non è soprannaturale. È un uomo duro che ha pianificato tutto nei minimi dettagli — e si trova completamente impreparato davanti a qualcosa che non rientra in nessun piano. Vederlo perdere il controllo della situazione è uno dei piaceri silenziosi del film.
E poi c'è Canton — il proprietario della nave, che si scopre essere il vero responsabile del disastro. Ha sabotato l'Argonautica per intascare i soldi dell'assicurazione, senza sapere cosa stava attirando dal fondo del mare.
Il ritmo
Deep Rising non si ferma mai. Dal momento in cui Finnegan sale sull'Argonautica deserta, il film è una corsa continua — corridoi allagati, scale sommerse, inseguimenti in moto d'acqua attraverso i ponti della nave. Ogni scena elimina qualcuno del gruppo. I terroristi, che all'inizio sembravano la minaccia principale, diventano uno per uno vittime della creatura — e in alcuni casi quasi li compatisci.
La scena nella sala motori allagata è una delle più tese del film: qualcosa sotto l'acqua, invisibile, che si muove tra le gambe dei personaggi. Nessun CGI esagerato — solo tensione e buio.
Il finale
Finnegan e Trillian scappano sulla moto d'acqua mentre la nave esplode alle loro spalle. Raggiungono una spiaggia, si scambiano un bacio, credono di essere salvi. Poi dalle onde emerge Joey — vivo, miracolosamente sopravvissuto. Tre secondi di sollievo. Poi un ruggito dalla giungla dietro di loro.
Il film finisce lì. Nessuna spiegazione, nessuna risoluzione. La creatura — o qualcosa di simile — è ancora lì fuori. È un finale che oggi verrebbe usato per aprire un franchise. Nel 1998 rimase semplicemente sospeso, incompiuto, perfetto.
Perché rivederlo oggi
Deep Rising è il film che Alien avrebbe fatto se fosse ambientato sull'acqua invece che nello spazio. Stessa logica — gruppo ristretto, ambiente chiuso, creatura inarrestabile, sopravvissuti che diminuiscono uno per uno. Ma con un ritmo più leggero, un umorismo nero ben calibrato, e una consapevolezza di sé che lo salva dal prendersi troppo sul serio.
In Italia non esiste praticamente nulla di scritto seriamente su questo film. Eppure chiunque lo abbia visto lo ricorda. Questo è esattamente il tipo di film per cui esiste questo sito.
Titolo originale: Deep Rising Anno: 1998 Regia: Stephen Sommers Attori principali: Treat Williams, Famke Janssen, Anthony Heald, Wes Studi
💰 Il Budget di Deep Rising Il film è costato complessivamente 45 milioni di dollari. Per l'epoca, e per un film che non faceva parte di un franchise già avviato, era una cifra piuttosto consistente. Gran parte di questo budget fu investito in due direzioni: Effetti Speciali (CGI e Animatroni): Il regista Stephen Sommers (che subito dopo avrebbe diretto La Mummia) voleva un mostro che non si fosse mai visto prima. L'Ottoia (la creatura tentacolare) fu realizzata mixando una primitiva ma efficace computer grafica con enormi modelli meccanici per le scene di interazione con gli attori. Il Set: La costruzione degli interni del transatlantico di lusso Argonautica fu imponente e costosa, necessaria per dare quel senso di claustrofobia mista a sfarzo. 📉 Il flop e la rinascita come Cult Purtroppo, a differenza di Wanted o La Mummia, al botteghino fu un vero disastro: Incasso USA: Circa 11 milioni di dollari. Risultato finale: Il film non riuscì nemmeno a coprire le spese di produzione, diventando uno dei flop più celebri del 1998. Perché però oggi lo amiamo? Perché nonostante i numeri rossi, è un film divertentissimo. È un mix perfetto tra Alien e Die Hard, con un Treat Williams in versione eroe d'azione scanzonato e una battuta finale che è rimasta nella storia (quel "E adesso cosa?" mentre l'isola inizia a tremare). Inoltre, il fallimento di Deep Rising non fermò Stephen Sommers; anzi, fu proprio la qualità della regia in questo film a convincere la Universal ad affidargli il budget ben più alto per La Mummia l'anno successivo.
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