Doom Anno: 2005 Regia: Andrzej Bartkowiak Attori principali: Karl Urban, Dwayne Johnson, Rosamund Pike Budget: $60 milioni — Incassi mondiali: $58 milioni
Ci sono film che non sono capolavori ma hanno un momento talmente originale da giustificare da solo la visione. Doom ha quel momento — una sequenza di circa cinque minuti girata interamente in soggettiva, come uno sparatutto in prima persona, che nel 2005 era qualcosa che il cinema non aveva mai fatto in quel modo.
Il resto del film è un action horror di serie B ambientato su Marte con Dwayne Johnson ancora prima di diventare la star che è oggi. Non è un capolavoro. Ma è onesto, divertente, e ha quella scena.
La storia
Su Marte, nella stazione di ricerca della Union Aerospace Corporation, qualcosa va storto. Gli scienziati vengono attaccati da creature nell'oscurità. Un segnale SOS raggiunge la Terra.
Una squadra di Marine — guidata dal duro Sarge e dal più riflessivo John Grimm detto Reaper — viene teletrasportata su Marte tramite l'Arca, un dispositivo di trasporto istantaneo. La missione è semplice — cercare, distruggere, recuperare i beni della UAC.
Quello che trovano è una stazione decimata, scienziati trasformati in creature mostruose, e un mistero che risale a un'antica civiltà marziana.
Il cromosoma 24
L'idea scientifica al centro del film è originale e ben costruita — il cromosoma 24, un siero estratto dai resti di una civiltà marziana estinta, che altera il DNA umano in modo imprevedibile. Se il tuo genoma di base è aggressivo e psicotico, il C24 ti trasforma in un mostro. Se il tuo genoma è equilibrato, diventi un superumano — più veloce, più forte, con rigenerazione quasi istantanea.
La dottoressa Samantha Grimm spiega che il 10% del genoma umano è ancora sconosciuto — quindi nessuno può prevedere con certezza cosa succederà a chi viene infettato. È una scusa narrativa elegante per spiegare perché alcuni personaggi diventano mostri e altri no.
Le creature
Il film popola la stazione di Marte con creature direttamente prese dai videogiochi originali — gli Imp, creature veloci e aggressive che attaccano con le lingue e trasmettono l'infezione. L'Hell Knight, un mostro gigante che fa a pezzi i Marine a mani nude. Il Pinky Demon — uno dei momenti più grotteschi del film — che è letteralmente il responsabile della stazione trasformato in un mutante cyborg dopo essere stato catturato da un Hell Knight.
La scena in cui Goat — uno dei Marine — capisce di stare diventando un mostro e si uccide sbattendo la testa nel vetro del laboratorio è sorprendentemente toccante per un film di questo tipo. Un momento di umanità in mezzo al caos.
Dwayne Johnson come villain
Sarge inizia il film come il classico comandante duro ma affidabile. La sua trasformazione in antagonista — che inizia quando ordina di uccidere civili non infetti e culmina quando inizia a trasformarsi fisicamente — è uno degli archi narrativi più interessanti del film.
Dwayne Johnson porta al personaggio una presenza fisica che rende la minaccia credibile. Quando Sarge diventa il vero nemico del film, la sua forza — che prima sembrava un vantaggio per il gruppo — diventa qualcosa di terrificante.
La scena in prima persona
Il momento che tutti ricordano — e che giustifica da solo la visione del film — è la sequenza finale girata interamente in soggettiva. Il punto di vista è quello di Reaper, potenziato dal C24, che attraversa la stazione uccidendo le creature rimaste.
È un omaggio diretto ai videogiochi originali — l'ambiente, le creature, lo stile di combattimento ricordano esplicitamente Doom 3. Per chi ha giocato ai giochi originali è un momento di puro riconoscimento. Per chi non li conosce è comunque una sequenza d'azione tecnicamente originale e coinvolgente.
Nel 2005 nessun altro film mainstream aveva fatto qualcosa di simile con così tanta fedeltà al medium videoludico.
Karl Urban
Karl Urban nel ruolo di Reaper porta al personaggio una qualità che il film non meritava completamente — è credibile, emotivamente presente, e gestisce la trasformazione da soldato a superumano con più sfumature di quanto il materiale richiedesse.
È lo stesso attore che anni dopo avrebbe interpretato Bones in Star Trek e Butcher in The Boys. Doom è uno dei suoi primi ruoli importanti — e si vede già perché sarebbe diventato qualcuno.
Perché rivederlo oggi
Doom non è un buon film nel senso classico del termine. È un adattamento videoludico che fa alcune cose sbagliate e alcune cose giuste — e quella scena in prima persona è così giusta da compensare molto di quello che non funziona.
In Italia è quasi completamente dimenticato. Il titolo identico al videogioco confonde le ricerche, e pochissimi articoli seri esistono sul film. Eppure per chi ama i film d'azione di genere degli anni 2000 e i videogiochi classici è una riscoperta che vale la pena fare — con aspettative calibrate e curiosità per quella scena finale.
Commenti
Posta un commento