Edge of Tomorrow Anno: 2014 Regia: Doug Liman Attori principali: Tom Cruise, Emily Blunt, Bill Paxton, Brendan Gleeson Budget: $178 milioni — Incassi mondiali: $370 milioni
C'è un film del 2014 che al botteghino fu considerato una delusione e nel tempo è diventato uno dei film di fantascienza più amati e citati degli anni 2010. Edge of Tomorrow — conosciuto anche come Live. Die. Repeat. — è uno di quei casi in cui il pubblico aveva torto al momento dell'uscita e ragione dopo.
È intelligente, divertente, emotivamente coinvolgente, e ha Emily Blunt che porta sulle spalle metà del film con una performance che avrebbe meritato molto più riconoscimento di quello che ha ricevuto.
La storia
Un futuro prossimo. Gli alieni chiamati Mimic — capaci di emulare e anticipare le tattiche militari umane — hanno invaso la Terra partendo dall'Europa. L'unica speranza è un assalto massiccio sulle coste della Francia.
Il maggiore William Cage è un funzionario dell'esercito americano — uomo di pubbliche relazioni, non un soldato. Aveva scelto quel ruolo precisamente per evitare il combattimento. Quando viene forzato a partecipare all'assalto, muore sulla spiaggia in pochi minuti — ma prima di morire uccide un raro esemplare Alfa di Mimic e viene bagnato dal suo sangue.
Si sveglia il giorno prima. Ancora sulla spiaggia. Muore di nuovo. Si sveglia di nuovo.
Cage è intrappolato in un loop temporale — e l'unica persona che lo capisce è Rita Vrataski, la soldatessa più decorata dell'esercito, che ha già vissuto la stessa esperienza a Verdun.
Il concept — perché funziona
Edge of Tomorrow usa il loop temporale non come gimmick narrativo ma come struttura drammatica. Ogni ripetizione non è uguale alla precedente — Cage impara, migliora, accumula conoscenza. Le morti non sono un reset completo. Sono una forma di addestramento brutale e involontario.
La progressione di Cage — dall'ufficiale terrorizzato e incompetente al soldato capace — è mostrata attraverso frammenti di ripetizioni montate con un ritmo che non annoia mai. Il film non spiega ogni singolo loop. Ti mostra i momenti significativi e lascia immaginare il resto.
È una struttura narrativa che richiede intelligenza da parte dello spettatore — e il pubblico del 2014 non era sempre in vena di pensare.
Emily Blunt — la vera protagonista
Rita Vrataski è uno dei personaggi femminili d'azione più riusciti degli anni 2010 — non perché sia la più potente o la più invincibile, ma perché ha una storia e una perdita reali dietro di sé.
Anche lei aveva il potere del loop. Lo ha perso per una trasfusione di sangue durante un ricovero — e da quel momento ha continuato a combattere sapendo che ogni battaglia è l'ultima. Senza seconda possibilità, senza reset, senza rete di sicurezza.
Emily Blunt si è allenata per mesi prima delle riprese per gestire fisicamente il ruolo — gli esoscheletri pesavano più di trenta chili. Il risultato è una presenza fisica credibile e una performance emotiva che tiene il film in equilibrio tra l'azione e qualcosa di più intimo.
Le curiosità
Il titolo ha cambiato nome tre volte durante la produzione — prima era All You Need Is Kill come la light novel giapponese originale di Hiroshi Sakurazaka, poi We Are Mortals, poi il definitivo Edge of Tomorrow. Sul materiale promozionale la Warner Bros. fece risaltare più la tagline Live. Die. Repeat. rispetto al titolo ufficiale — tanto che molti conoscono il film con quella tagline invece che con il titolo.
Originariamente la Warner Bros. voleva Brad Pitt come protagonista. Nel dicembre 2011 fu ufficializzato Tom Cruise. La sceneggiatura fu riscritta da otto diversi sceneggiatori prima di arrivare alla versione finale.
La spiaggia francese dell'assalto finale non fu girata in Francia — fu costruita artificialmente vicino ai Leavesden Film Studios di Londra, un set sabbioso di circa 90 metri quadrati circondato da pannelli verdi alti sei metri. Gli alieni furono aggiunti completamente in post produzione — durante le riprese erano presenti uomini in tuta verde come riferimento per gli attori.
L'ambientazione richiama deliberatamente lo Sbarco in Normandia e la Battaglia di Dunkerque — la scelta non è casuale, è un omaggio esplicito.
Il finale
Senza rivelare tutto — il film ha un finale che ha diviso il pubblico. Alcuni lo trovano incoerente con la logica del loop stabilita nei novanta minuti precedenti. Altri lo considerano l'unica conclusione emotivamente possibile per questa storia.
Non diciamo cosa succede. Ma vale la pena pensarci dopo la visione.
Perché rivederlo oggi
Edge of Tomorrow incassò 370 milioni di dollari worldwide su un budget di 178 milioni — sulla carta un successo, ma la Warner Bros. si aspettava di più da un blockbuster estivo con Tom Cruise. Fu considerato una delusione commerciale.
Nel tempo è diventato uno dei film di fantascienza più citati e rispettati del decennio — il tipo di film che la gente scopre su Netflix e poi consiglia a tutti. Un sequel è in sviluppo da anni, segno che lo studio ha capito in ritardo quello che aveva in mano.
In Italia è abbastanza conosciuto ma quasi mai analizzato seriamente. La maggior parte degli articoli si ferma alla sinossi — pochi approfondiscono la struttura del loop, il personaggio di Rita, o il significato del finale controverso.
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