Flashdance (1983) – Il travolgente cult della cultura pop che ha trasformato il ballo in un urlo di libertà e riscatto
Affrontiamo un colosso assoluto, un film che ha dettato la moda, lo stile e la cultura pop di un intero decennio: parliamo di Flashdance del 1983, diretto da Adrian Lyne e prodotto dal duo delle meraviglie Don Simpson e Jerry Bruckheimer.
Se chiudo gli occhi, mi sembra di essere di nuovo lì, nella primavera del 1983. Ricordo le serate passate a camminare sotto i portici di via Po, a Torino, con le prime giacche oversize con le spalline imbottite e i cinema del centro presi d'assalto. Quando Flashdance arrivò nelle sale italiane, fu un terremoto visivo e sonoro. Non era solo un film: era uno stile di vita che si muoveva a ritmo di sintetizzatori. Le ragazze torinesi iniziarono improvvisamente a tagliare il collo delle felpe grigie per lasciarlo cadere su una spalla, imitando Alex Owens, e nei negozi di dischi sotto la Mole la colonna sonora andò esaurita in pochi giorni. Rivisto oggi, con la consapevolezza di chi ha vissuto quell'epoca d'oro, Flashdance resta il simbolo intramontabile dei sogni della classe operaia che si scontrano con l'arte, un'esplosione di energia pura sorretta da una pazzesca Jennifer Beals e da canzoni che, non appena partono, ti fanno venire voglia di spaccare il mondo.
Un capolavoro dell'estetica anni '80, capace di fondere il linguaggio dei videoclip musicali a una favola moderna sul coraggio di inseguire le proprie passioni contro ogni ostacolo.
Titolo originale: Flashdance
Anno: 1983 (Uscita USA: 15 aprile 1983 — Uscita Italia: 27 ottobre 1983)
Regia: Adrian Lyne
Sceneggiatura: Tom Hedley, Joe Eszterhas
Attori principali: Jennifer Beals, Michael Nouri, Lilia Skala, Sunny Johnson, Kyle T. Heffner, Lee Ving
«Quando abbandoni il tuo sogno, muori.» Infilate gli scaldamuscoli, accendete lo stereo e preparatevi alla coreografia della vita: la musica di Giorgio Moroder sta per travolgervi!
🩰 La Trama: Le saldature di Alex e l'audizione della vita
La diciottenne Alexandra "Alex" Owens (Jennifer Beals) vive a Pittsburgh e insegue un grande e apparentemente impossibile sogno: essere ammessa alla prestigiosa e severa accademia di danza classica della città, la Pittsburgh Conservatory of Dance e Bellevue. Per mantenersi e pagare le bollette, Alex conduce una doppia vita faticosa e affascinante: di giorno lavora duramente come saldatrice di operai in una grande acciaieria locale, mentre di notte si esibisce come ballerina solista di fila in un modesto locale notturno per operai, il Mawby's Bar. Alex non ha mai studiato danza classica, è un'autodidatta dotata di un talento naturale e selvaggio, e si allena senza sosta nel grande loft industriale in cui vive da sola con il suo cane Grunt.
Nel locale si ritrova spesso con i suoi amici: Jeanie, una cameriera che sogna di diventare una campionessa di pattinaggio artistico, e Richie, un cuoco che aspira a diventare un comico di successo. Una sera, il ricco e affascinante Nick Hurley (Michael Nouri), il proprietario dell'acciaieria in cui lavora Alex, la nota sul palco del Mawby's Bar e se ne innamora perdutamente. Nick inizia a corteggiarla e, dopo qualche esitazione dovuta alla differenza sociale, i due iniziano una travolgente relazione sentimentale. Spinta da Nick e dall'anziana mentore Hanna Long, un'ex ballerina classica che la incoraggia a non mollare, Alex trova il coraggio di ritirare i moduli per l'iscrizione all'accademia, ma si scoraggia subito vedendo che tutte le altre candidate hanno alle spalle anni di studi accademici.
Quando scopre che Nick, usando le sue influenti conoscenze e la sua ricchezza, le ha ottenuto raccomandando un'audizione privata senza il suo permesso, Alex si infuria e tronca la relazione, considerandola un'offesa alla sua dignità. Tuttavia, dopo la tragica morte della vecchia Hanna e il fallimento dei sogni dei suoi amici Jeanie e Richie, Alex capisce che non può lasciare che la paura mini il suo destino. Si presenta davanti alla commissione d'esame dell'accademia, composta da giudici di stampo classico rigidi e formali. Superata l'emozione iniziale (e dopo aver sbagliato i primi passi del disco), Alex si scatena in una travolgente, innovativa e memorabile coreografia che unisce elementi di danza classica, jazz e breakdance di strada sulle note di "Flashdance... What a Feeling". I giudici, inizialmente sbigottiti, rimangono folgorati dal suo stile unico e approvano all'unanimità la sua ammissione. Nel finale, Alex esce trionfante dall'edificio e corre ad abbracciare Nick, che la aspetta fuori con un mazzo di rose rosse, pronta a iniziare la sua nuova vita da ballerina professionista.
🎬 Il Dietro le Quinte e Curiosità
Il segreto delle quattro controfigure: Jennifer Beals divenne un'icona mondiale grazie al film, ma nelle scene di ballo più complesse e atletiche l'attrice non ha quasi mai ballato. Il regista utilizzò ben quattro controfigure diverse montate meticolosamente in post-produzione. Le parti di danza jazz più difficili furono eseguite dalla ballerina professionista Marine Jahan; i salti ginnici acrobatici vennero compiuti dalla ginnasta Sharon Shapiro; la celebre scivolata sulle ginocchia sul pavimento bagnato fu eseguita da Michelle Carlton. Addirittura, per il celebre passo di breakdance con la rotazione sulla schiena (backspin) durante l'audizione finale, la produzione ingaggiò un ballerino uomo di sedici anni, Crazy Legs (Richard Colón), al quale vennero messe una parrucca e una calzamaglia.
La felpa strappata nata da un buco del bucato: L'iconico look della felpa grigia dal collo strappato e oversize indossata da Jennifer Beals nella locandina e nel film, che dettò la moda mondiale della prima metà degli anni '80, nacque per puro caso. Durante i provini, la Beals si presentò sul set indossando una sua vecchia felpa preferita che si era ristretta durante un lavaggio in lavatrice. Per riuscire a infilarci la testa, l'attrice aveva tagliato via il colletto con un paio di forbici da cucina. Al regista Adrian Lyne quel dettaglio piacque così tanto da imporlo ai costumisti del film.
Il re della Disco Music Giorgio Moroder: La colonna sonora del film è un pilastro della storia della musica. Fu interamente supervisionata e prodotta dal compositore italiano Giorgio Moroder, il re indiscusso della disco music elettronica. Il brano principale, "Flashdance... What a Feeling", cantato da Irene Cara, vinse il Premio Oscar per la Miglior Canzone Originale nel 1984 e vendette più di venti milioni di copie nel mondo, diventando uno dei singoli più famosi del ventesimo secolo.
La scommessa persa della Paramount: Prima del debutto nelle sale, i vertici della Paramount Pictures erano convinti che il film sarebbe stato un flop commerciale colossale e disastroso. La produzione era stata così problematica e lo stile così simile a quello di un videoclip di MTV che lo studio vendette i diritti di distribuzione estera del film poche settimane prima del lancio a una cifra irrisoria per limitare i danni. Quando il film uscì e divenne un fenomeno globale, la major dovette mordersi le mani per i milioni di dollari di profitti persi.
🔍 Il Verdetto di Gio Cult
Flashdance è l'essenza stessa degli anni '80 cinematografici, un'opera visiva patinata, sensuale e potente che ha ridefinito il modo di raccontare la musica sul grande schermo. Adrian Lyne, proveniente dal mondo della pubblicità, usa la cinepresa come un pennello di luci e ombre, regalando inquadrature fumo, sudore e controluce entrate di diritto nell'immaginario collettivo (la scena della doccia d'acqua sul palco è storia del cinema). Jennifer Beals sprizza freschezza, determinazione e sensualità da tutti i pori, rendendo credibile la favola dell'operaia cenerentola. Accompagnato da una sfilza di hit musicali micidiali (da Maniac a Romeo), è un cult assoluto che si riguarda sempre con una nostalgia immensa e il sorriso sulle labbra.
💰 Costi e Profitti
Budget di produzione: $7.000.000
Incasso USA: $92.921.203
Incasso Mondiale complessivo: $201.463.574
🩰 Se amate le grandi storie di ribellione giovanile a ritmo di musica, le colonne sonore da Oscar e i sogni contro le regole: Volate a leggere la nostra recensione del trascinante cult generazionale Footloose (1984) con Kevin Bacon! Se invece volete rimanere immersi nei sogni cavallereschi, nelle atmosfere magiche e nel romanticismo degli anni '80, non perdetevi il post dedicato a Ladyhawke (1985)!
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