Full Metal Jacket – Il monumentale, feroce e geometrico capolavoro bellico di Stanley Kubrick sulla follia della guerra
Uscito nelle sale nel 1987, tratto dal romanzo Nato per uccidere di Gustav Hasford e diretto dal maestro Stanley Kubrick, Full Metal Jacket è uno dei ritratti più crudi, cerebrali e indimenticabili del conflitto in Vietnam e della psiche umana sotto sforzo militare. Il film analizza con precisione chirurgica il processo di lavaggio del cervello a cui vengono sottoposti i giovani civili per essere trasformati in macchine da guerra spietate e intercambiabili (i "full metal jacket", i proiettili incamiciati in metallo). Attraverso gli occhi del giovane e ironico soldato Joker, assistiamo al crollo psicologico delle reclute sotto la tirannia del sadico sergente Hartman, prima di venire catapultati nell'orrore sporco e claustrofobico della guerra urbana durante l'offensiva del Têt.
Un cult senza tempo, infarcito di monologhi entrati con violenza nella storia del cinema e nella memoria collettiva di tutto il mondo.
Titolo originale: Full Metal Jacket
Anno: 1987
Regia: Stanley Kubrick
Attori principali: Matthew Modine, R. Lee Ermey, Vincent D'Onofrio, Arliss Howard, Adam Baldwin
Budget: $30 milioni — Incassi mondiali: Oltre $120 milioni
«Qui non si fanno distinzioni razziali. Qui si rispetta la gentaglia di ogni colore!» Mettetevi sull'attenti e preparatevi a marciare nel fango!
🪖 La Trama: Dalla fabbrica di assassini all'inferno di fuoco di Huế
Atto Primo: Il Campo di Addestramento.
Parris Island, Carolina del Sud, 1967. Un gruppo di giovani reclute civili della Marina degli Stati Uniti inizia il durissimo corso di addestramento per diventare Marines e partire per il Vietnam. Ad accoglierli c'è lo spietato, volgare e carismatico sergente maggiore Hartman (R. Lee Ermey), il cui unico obiettivo è distruggere psicologicamente l'individualità dei ragazzi per ricostruirli come assassini perfetti. Hartman ribattezza immediatamente i soldati con soprannomi dispregiativi: il colto e ironico James Davis diventa "Joker" (Matthew Modine), l'ingenuo cowboy del Texas diventa "Cowboy" (Arliss Howard), mentre il goffo, sovrappeso e perennemente ritardato Leonard Lawrence viene rinominato "Palla di Lardo" (Vincent D'Onofrio).
Palla di Lardo diventa subito il bersaglio preferito delle durissime punizioni e delle umiliazioni verbali di Hartman a causa della sua totale inadeguatezza fisica e mentale. Nel tentativo di raddrizzarlo, Hartman affida la recluta a Joker, che ne diventa il tutore e il compagno di branda. Nonostante i lenti miglioramenti, Leonard commette l'ennesimo errore nascondendo una ciambella alla crema nell'armadietto. Hartman, infuriato, decide di applicare una punizione collettiva: da quel momento in poi, ogni errore commesso da Palla di Lardo verrà pagato con punizioni fisiche inflitte a tutto il resto del plotone. Esausti e furiosi, i compagni di camerata si vendicano brutalmente di notte, sottoponendo Leonard al "codice rosso" (un pestaggio di gruppo con saponette avvolte negli asciugamani), a cui un riluttante Joker è costretto a partecipare. Questo episodio spezza definitivamente la mente di Palla di Lardo: il ragazzo si estranea dalla realtà, sviluppa una sinistra ossessione per il suo fucile M14 e si trasforma in un tiratore scelto infallibile e folle. La notte successiva al diploma del corso, Joker trova Leonard nel bagno della camerata intento a caricare il fucile con proiettili veri (Full Metal Jacket). Hartman si sveglia e interviene urlando contro la recluta, ma Palla di Lardo lo spara in pieno petto, uccidendolo sul colpo, per poi sedersi sulla tazza del gabinetto e suicidarsi sparandosi in bocca sotto gli occhi terrorizzati di Joker.
Atto Secondo: Il Vietnam.
Gennaio 1968. Il soldato Joker si trova a Da Nang in veste di giornalista militare per la rivista ufficiale Stars and Stripes. Accompagnato dal giovane fotografo Rafterman, Joker vive la guerra da una posizione d'ufficio relativamente sicura, sfoggiando sul camuffamento militare un anacronistico elmetto con la scritta "Born to Kill" (Nato per uccidere) e una spilla sul petto con il simbolo pacifista della pace, a simboleggiare quella che lui definisce la "dualità dell'uomo" di stampo junghiano. L'apparente tranquillità viene spazzata via dall'improvvisa Offensiva del Têt scatenata dall'esercito nordvietnamita. Desideroso di vedere finalmente il vero combattimento ravvicinato, Joker riesce a farsi mandare al fronte, aggregandosi alla "Squadra Lustrini", il reparto di fanteria in cui milita il suo vecchio amico Cowboy.
Joker e Rafterman si uniscono alla squadra guidata dal sergente "Crazy Earl" e dal nerboruto mitragliere "Animal" (Adam Baldwin), muovendosi tra le rovine spettrali, fumanti e sventrate della città di Huế. Durante il pattugliamento di un distretto industriale apparentemente deserto nei pressi del fiume Profumato, la squadra cade nell'imboscata di un cecchino vietcong nascosto all'interno di una fabbrica in rovina. Il cecchino ferisce sadicamente alle gambe il soldato Otto e successivamente il medico della squadra, usandoli come esca per attirare gli altri allo scoperto. Nel tentativo di coordinare un attacco, anche Cowboy viene colpito a morte al petto, spirando tra le braccia di Joker.
Sotto la guida del furioso Animal, i superstiti decidono di fare irruzione nella fabbrica abbandonata per stanare il killer. Joker entra per primo nella struttura e si ritrova faccia a faccia con il cecchino, scoprendo con immenso sgomento che si tratta di una ragazzina vietnamita poco più che adolescente. Il fucile di Joker si inceppa all'ultimo secondo, ma la giovane viene colpita e neutralizzata dal tempestivo intervento del fotografo Rafterman. Ferita mortalmente al ventre, la ragazzina inizia a pregare e a supplicare i soldati americani in ginocchio di darle il colpo di grazia per porre fine alla sua atroce agonia. Dopo una breve ed emblematica discussione tra i membri del plotone, Joker solleva la sua pistola e, stringendo i denti, spara il colpo di grazia sul volto della giovane, compiendo il suo battesimo del fuoco definitivo come assassino. Il film si chiude in un'atmosfera surreale e raggelante: i soldati rimasti marciano nella notte tra le macerie in fiamme della città di Huế, cantando in coro la sigla televisiva per bambini del Club di Topolino (Mickey Mouse March), mentre la voce fuori campo di Joker riflette sul fatto che, nonostante si trovi in un mondo di merda, è immensamente felice di essere ancora vivo e di non avere più paura.
🎬 Il Dietro le Quinte: Il Vietnam ricostruito a Londra e il genio di R. Lee Ermey
Il Vietnam nei sobborghi inglesi: Stanley Kubrick, notoriamente terrorizzato dai viaggi in aereo e desideroso di controllare ogni minimo dettaglio della produzione, rifiutò categoricamente di girare il film nelle vere giungle dell'Asia o nelle location classiche delle Filippine. L'intero film è stato girato interamente nel Regno Unito. La spettrale e sventrata città di Huế fu ricostruita all'interno della gigantesca area industriale dismessa di Beckton Gasworks a Londra, destinata alla demolizione. Kubrick importò sul set oltre 200 palme vere dalla Spagna e migliaia di piante di plastica per ricreare la vegetazione asiatica.
L'incredibile R. Lee Ermey: Per il ruolo del sergente Hartman, Kubrick aveva inizialmente ingaggiato un altro attore, assumendo Ronald Lee Ermey (un vero ex sergente istruttore dei Marines reduce dal Vietnam) solo come consulente tecnico. Ermey preparò un nastro registrato in cui insultava e urlava contro alcune comparse per diversi minuti senza mai fermarsi né ripetere lo stesso insulto. Kubrick rimase talmente impressionato dal suo carisma ferce, dal realismo e dalla violenza verbale da licenziare l'attore principale e dare la parte a Ermey. Inoltre, per la prima volta nella sua carriera maniacale, Kubrick permise a Ermey di improvvisare e scrivere da solo circa il 40% dei suoi leggendari e coloriti insulti.
🏆 L'Impatto Culturale e le Nomination
Nonostante la concorrenza spietata di altri storici film sul Vietnam usciti in quegli anni (come Platoon di Oliver Stone), Full Metal Jacket fu un enorme successo di pubblico e critica, incassando oltre 120 milioni di dollari in tutto il mondo. Nel 1988 ottenne una nomination ai Premi Oscar per la Miglior sceneggiatura non originale firmata da Stanley Kubrick, Michael Herr e Gustav Hasford.
Le battute e i dialoghi della prima metà del film sono entrati istantaneamente e in modo indelebile nella cultura pop mondiale, parodiati e citati all'infinito in serie TV, canzoni, fumetti e altri film. L'interpretazione di Vincent d'Onofrio (che dovette ingrassare di ben 32 chili per il ruolo, stabilendo un record storico per l'epoca) rimane una delle più spaventose e dolorose rappresentazioni della follia cinematografica.
🔍 Il Verdetto di Gio
Full Metal Jacket è un saggio filosofico e geometrico sulla natura umana e sulla guerra. Stanley Kubrick non mette in scena eroi o patetismi hollywoodiani; ci mostra invece la fredda meccanica con cui uno Stato azzera l'empatia dei propri giovani per trasformarli in proiettili umani. La divisione netta in due blocchi (la caserma e il fronte) serve proprio a dimostrare il successo dell'esperimento: i soldati che marciano cantando Topolino tra i cadaveri sono esattamente il prodotto finale che il sergente Hartman voleva ottenere nella prima parte. La fotografia simmetrica e tagliente, il montaggio spietato e la colonna sonora pop dell'epoca contrastano meravigliosamente con l'orrore visivo. Un capolavoro assoluto, imprescindibile ed eterno della storia del cinema.
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