Fury - Furia Cieca (1986): il veterano del Vietnam che non avresti voluto incontrare
Ci sono film che non fanno rumore quando escono e non fanno rumore quando spariscono. Fury - Furia Cieca è uno di questi. Uscito nel 1986, sepolto da blockbuster più rumorosi, è sopravvissuto nei ricordi di chi lo ha visto per caso una domenica pomeriggio in televisione e non lo ha più dimenticato.
Il motivo è semplice — ha qualcosa che i film d'azione moderni hanno quasi completamente perso: un protagonista con una storia vera dietro, e una semplicità narrativa che funziona come un meccanismo ad orologeria.
La storia
Nick Parker torna dal Vietnam. Non torna da eroe — torna cieco, dato per disperso, con i conti in sospeso con il passato. L'incidente che gli ha tolto la vista ha un nome e un cognome: Frank Devereaux, il commilitone che lo ha abbandonato nel momento del bisogno.
Ma Nick non cerca vendetta. Cerca Frank per dirgli che lo perdona. Questa è la prima cosa che ti sorprende del film — il protagonista non è mosso dall'odio. È mosso da qualcosa di più difficile da portare: la pace.
Il problema è che trovare Frank non è semplice. L'ex commilitone è finito nelle mani di un boss della criminalità organizzata, costretto a produrre droga sintetica sotto minaccia di ritorsioni contro la sua famiglia. Un uomo già distrutto dal senso di colpa, ora intrappolato in un sistema che non gli lascia via d'uscita.
Quando i malviventi uccidono la moglie di Frank e cercano di rapire il figlio Billy, Nick interviene. Da quel momento il film cambia registro — diventa una corsa, un inseguimento, una serie di scontri dove un veterano cieco addestrato nelle arti marziali da un maestro vietnamita deve proteggere un bambino e trovare un amico perduto.
Il bastone da passeggio
C'è un dettaglio che definisce perfettamente questo film — la spada nascosta nel bastone da passeggio di Nick. Non è solo un'arma. È il simbolo perfetto del personaggio: in superficie un uomo menomato, indifeso, che si appoggia a un bastone. Sotto la superficie un soldato addestrato a uccidere che ha scelto di non farlo — finché non viene costretto.
Quella spada esce dal bastone solo quando non c'è altra scelta. E quando esce, il film mantiene la promessa che aveva fatto dall'inizio.
Il villain
Il boss malavitoso non è un personaggio complesso — è la pressione esterna che schiaccia Frank e mette in moto tutta la storia. I suoi scagnozzi sono ostacoli da eliminare uno per uno, e Nick li elimina con una precisione che contraddice completamente la sua cecità. È uno di quei villain funzionali che servono esattamente allo scopo — creare il contesto in cui il protagonista deve scegliere tra la pace che cercava e la guerra che conosce.
Quello che rende questo film diverso
Fury - Furia Cieca non è un film di arti marziali puro. Non è un film di vendetta classico. È un film su un uomo che ha deciso di essere migliore di quello che la guerra lo ha reso — e che viene costretto a tornare a essere quello che era per proteggere qualcuno di innocente.
Il bambino Billy non è un accessorio narrativo. È il motore emotivo del film — rappresenta tutto quello che Nick avrebbe potuto avere se il Vietnam non gli avesse preso tutto. Proteggerlo diventa qualcosa di più di una missione.
Perché rivederlo oggi
In un'epoca di supereroi con poteri soprannaturali, Nick Parker è un tipo di eroe quasi estinto — umano, menomato, mosso da valori semplici e concreti. Non vola, non ha armature, non salva il mondo. Salva un bambino e cerca di perdonare un amico. E lo fa alla cieca, letteralmente.
In Italia non esiste quasi nulla di scritto seriamente su questo film. Eppure chiunque lo abbia visto ricorda il bastone, la spada, e quegli occhi che non vedono ma sembrano sapere sempre dove guardare.
Titolo originale: Blind Fury Anno: 1989 Regia: Philip Noyce Attori principali: Rutger Hauer, Terry O'Quinn, Brandon Call
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