Il 13º guerriero – L'epopea vichinga che divenne un cult leggendario

Questo è il "sommerso" per eccellenza: un film mastodontico, con una produzione travagliatissima, che all'epoca ha fatto un buco nell'acqua spaventoso al botteghino ma che oggi è un cult assoluto, adorato da chiunque ami l'avventura epica. Parliamo di Il 13º guerriero. Uscito nel 1999 per la regia del maestro dell'azione John McTiernan (il regista di Die Hard e Predator), Il 13º guerriero (The 13th Warrior) è un kolossal epico tratto dal celebre romanzo Mangiatori di morte di Michael Crichton (l'autore di Jurassic Park), a sua volta liberamente ispirato al poema classico Beowulf. Il film mescola la precisione storica con atmosfere cupe e avvolgenti, regalandoci una delle storie di fratellanza in battaglia più potenti e sottovalutate degli ultimi trent'anni. Prepariamo le spade e rechiamoci nelle nebbie del Nord: ⚔️ La Trama: Un colto arabo tra i giganti del Nord Nell'anno 922, Ahmed Ibn Fahdlan (Antonio Banderas) è un raffinato, ricco e colto cortigiano di Baghdad, il cuore pulsante della cultura mediorientale. A causa di una sconsiderata relazione con la moglie di un potente signore, il Califfo decide di allontanarlo dalla civiltà, nominandolo ambasciatore presso le selvagge Terre del Nord. Nel suo esilio forzato, Ahmed è accompagnato dall'anziano e saggio amico di famiglia Melchisidek (Omar Sharif). Durante il tragitto, dopo essere scampati all'attacco dei Tartari, i due vengono soccorsi da un gruppo di Normanni. Ahmed, che non parla una parola della loro lingua (che imparerà col tempo, semplicemente ascoltandoli), li guarda inizialmente con profondo disprezzo, considerandoli un popolo rozzo, primitivo e dalle abitudini igieniche discutibili. Il destino però ha altri piani. Un'indovina del villaggio vichingo lancia il suo responso: la loro terra d'origine è minacciata da un male antichissimo e innominabile, e il re Hrotgar potrà essere salvato solo dall'invio di una spedizione di tredici guerrieri. C'è un dettaglio fondamentale: il tredicesimo uomo non deve essere un uomo del Nord, bensì uno straniero. Ahmed viene così costretto a unirsi alla spedizione guidata dal leggendario e carismatico guerriero Buliwyf. Arrivati nel regno di re Hrotgar, l'arabo scopre l'orrore che attanaglia quelle terre: i Wendol, un popolo barbaro di spietati predatori che la storia credeva scomparsi da generazioni. I Wendol attaccano sfruttando la nebbia notturna, massacrando interi villaggi, mutilando i corpi e cibandosi di carne umana. Durante il primo sanguinoso assalto notturno alle mura difensive, Ahmed viene ferito al volto e comprende che i nemici non lasciano mai indietro i propri morti, alimentando la leggenda superstiziosa di essere demoni immortali. Poco dopo, l'annuncio del risveglio del leggendario "drago di fuoco" terrorizza la popolazione: ma Ahmed, grazie al suo acume, scopre la verità. Il drago non è un mostro, ma una gigantesca colonna serpeggiante di guerrieri Wendol a cavallo che scendono dalle montagne illuminati dalle torce. Capito che si tratta di semplici uomini in carne e ossa travestiti con pelli d'orso, i superstiti decidono di contrattaccare. Guidati dalle indicazioni di una vecchia strega, i guerrieri individuano il covo dei Wendol all'interno di profonde e oscure caverne sotterranee. Per fermarli, bisogna uccidere la loro "madre" (la sacerdotessa suprema) e il loro capo militare. Buliwyf riesce a penetrare nel cuore del covo e a uccidere la terribile madre dei Wendol, ma durante lo scontro ravvicinato viene graffiato profondamente da un artiglio intriso di un potentissimo veleno. La resa dei conti finale avviene sulla spiaggia, sotto una pioggia battente. I Wendol rimasti attaccano in massa per vendicarsi. Buliwyf, ormai agonizzante e indebolito dal veleno mortale che gli scorre nelle vene, raccoglie le sue ultime, sovrumane forze e scende in campo, riuscendo a uccidere il capo nemico che indossa i corni del potere. Spezzata la volontà dei Wendol, i barbari si ritirano per sempre. Buliwyf muore da eroe, seduto sul trono, fiero di aver salvato il suo popolo. Ahmed, ormai profondamente cambiato e legato da un rispetto eterno verso quei guerrieri che un tempo disprezzava, riprende il mare verso il sud. Una volta a bordo, decide di scrivere una cronistoria di quelle gesta, ringraziando Allah per avergli concesso l'onore di combattere accanto a uomini così valorosi. 🎬 Curiosità dal Set e la Sostituzione della Colonna Sonora Ispirato a un personaggio vero: Il protagonista interpretato da Banderas è ispirato alla figura storica reale di Ahmad ibn Fadlan, un celebre scrittore e viaggiatore arabo del X secolo che scrisse nei suoi diari (il Kitāb) preziosissime testimonianze oculari sui costumi dei Vichinghi del Volga, descrivendone i funerali sulle navi e le bizzarre abitudini quotidiane. Il cambio di compositore: Inizialmente le musiche del film erano state affidate a Graeme Revell e Lisa Gerrard (la voce dei Dead Can Dance). Tuttavia, in fase di post-produzione, la produzione decise di scartare il loro lavoro, sostituendoli con il leggendario Jerry Goldsmith, che compose una colonna sonora epica e martellante, oggi considerata uno dei suoi capolavori assoluti. I contrasti tra regista e autore: Il film subì pesanti riscritture e rimontaggi. Michael Crichton (l'autore del libro) non era soddisfatto del taglio dato dal regista John McTiernan, tanto che subentrò lui stesso alla regia per girare alcune scene aggiuntive e modificare il finale, ritardando l'uscita della pellicola di oltre un anno. 💰 Dati Finanziari: Un Collasso Finanziario Diventato Cult I ritardi, i continui rimpasti di montaggio e i mascheramenti digitali fecero lievitare i costi a cifre astronomiche per la fine degli anni novanta: Budget di Produzione e Marketing (Costi): La produzione arrivò a spendere la spaventosa cifra complessiva di circa 160 milioni di dollari tra budget di ripresa e massiccia campagna promozionale. Incassi (Ricavi): Al botteghino il film si schiantò duramente. Incassò appena 61,7 milioni di dollari in tutto il mondo. Fu un insuccesso finanziario epico per la Touchstone Pictures (all'epoca divisione della Disney), che registrò una delle perdite più pesanti dell'anno. Nonostante il rosso di bilancio, il mercato dell'home video (VHS e DVD) e i continui passaggi televisivi lo hanno completamente rivalutato, trasformandolo in un film di culto amatissimo dai fan del cinema d'azione. 🔍 Il Verdetto di Gio Il 13º guerriero è un film d'azione straordinario, crudo, privo di fronzoli e sorretto da un'atmosfera fangosa e cupa che incolla allo schermo. La sequenza in cui Ahmed impara la lingua dei Vichinghi semplicemente ascoltandoli intorno al fuoco è un piccolo pezzo di bravura cinematografica. Nonostante il flop commerciale dell'epoca, la bacheca di Films Sommersi accoglie a braccia aperte questo capolavoro di intrattenimento muscolare e fiero.

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