Il Giorno dei Trifidi (1963): piante carnivore e cecità di massa — il romanzo che ha inventato l'apocalisse moderna

 Ottimo — classico della fantascienza apocalittica, pochissimo conosciuto in Italia. Nuovo post e incolla:


TITOLO:

Il Giorno dei Trifidi (1963): piante carnivore e cecità di massa — il romanzo che ha inventato l'apocalisse moderna


TESTO:

Prima di The Walking Dead. Prima di 28 Giorni Dopo. Prima di qualsiasi storia moderna sulla fine della civiltà e sulla sopravvivenza di un piccolo gruppo di persone in un mondo che non esiste più — c'era un romanzo britannico del 1951 scritto da John Wyndham. E aveva già inventato tutto.

Il Giorno dei Trifidi non è solo un libro di fantascienza. È il modello su cui si basa quasi ogni storia apocalittica che è venuta dopo. E il film del 1963 — uscito in Italia come L'Invasione dei Mostri Verdi — è uno di quei titoli che nessuno cerca perché nessuno sa che esiste.

La storia

Bill Masen è un biologo che lavora con i trifidi — una nuova specie vegetale di origine probabilmente artificiale, coltivata per l'eccellenza dell'olio che si ricava dalla sua linfa. I trifidi sono piante carnivore con un aculeo velenoso, capaci di sfilarsi dal terreno e muoversi lentamente su tre steli robusti. Pericolose, ma gestibili. Fino a quel momento.

La notte in cui una straordinaria pioggia di meteore illumina il cielo di verde per ore, Bill è in ospedale con gli occhi bendati per un incidente. Non vede nulla. Quando al mattino si toglie le bende e cammina fuori, trova Londra silenziosa. Deserta. Piena di persone che camminano a tentoni.

Chiunque abbia guardato le meteore è diventato cieco. In una notte, quasi tutta la popolazione mondiale ha perso la vista. E i trifidi — liberati dai loro recinti in un mondo che non può più tenerli sotto controllo — hanno iniziato a muoversi.

Due apocalissi in una

Il genio del romanzo di Wyndham è che non c'è un solo disastro — ce ne sono due sovrapposti. La cecità di massa da sola sarebbe già una catastrofe totale. I trifidi da soli sarebbero gestibili. Insieme sono la fine della civiltà.

I trifidi non attaccano immediatamente. Aspettano. Circondano lentamente, attratti dai rumori, e aspettano che le loro vittime si indeboliscano. Hanno tutto il tempo del mondo — e ora il mondo è loro.

La società che crolla e quella che si ricostruisce

Quello che rende Il Giorno dei Trifidi diverso da qualsiasi altro horror è la profondità con cui esplora quello che succede agli esseri umani quando la struttura sociale collassa. Non tutti i vedenti diventano eroi. Alcuni approfittano della situazione, tengono i ciechi come schiavi, costruiscono piccoli regni personali nel caos.

Non tutti i ciechi sono vittime passive. Alcuni organizzano gruppi, cercano di sopravvivere, qualcuno diventa aggressivo e pericoloso. Wyndham mostra ogni sfumatura — l'egoismo, l'altruismo, le decisioni impossibili, la domanda su chi salvare quando non puoi salvare tutti.

Bill attraversa tutto questo mentre cerca Josella — la donna che ha incontrato nel caos di Londra e di cui si è innamorato. Il viaggio attraverso un'Inghilterra che si sta sfaldando è un racconto di sopravvivenza, ma anche di cosa significa mantenere la propria umanità quando le regole non esistono più.

Il finale

Sei anni dopo l'inizio dell'apocalisse, Bill e Josella si sono rifugiati in una fattoria nel Sussex con un piccolo gruppo di sopravvissuti. I trifidi li circondano, la situazione peggiora, e quando arriva un inviato della colonia che si è organizzata sull'Isola di Wight la scelta diventa chiara — unirsi agli altri o restare soli.

Non è un finale trionfante. È un finale realistico — la speranza che un giorno l'uomo possa tornare libero sulla Terra, senza la certezza che accada davvero.

Perché leggerlo e vederlo oggi

Il Giorno dei Trifidi è il nonno di tutti i racconti post-apocalittici moderni. The Walking Dead, 28 Giorni Dopo, The Road, Station Eleven — tutti devono qualcosa a questo romanzo del 1951. La struttura è identica: disastro improvviso, collasso sociale, gruppo di sopravvissuti che attraversa un mondo trasformato cercando un posto sicuro.

Il film del 1963 non è fedele al romanzo in ogni dettaglio, ma cattura l'atmosfera — il senso di un mondo svuotato, la minaccia silenziosa delle piante che avanzano, la solitudine di chi può vedere in un mondo che ha perso la vista.

In Italia il titolo L'Invasione dei Mostri Verdi ha sepolto il film nell'oblio — nessuno lo cerca con quel nome, nessuno sa che è tratto da uno dei romanzi di fantascienza più importanti del Novecento.

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