Jumanji (1995) – Il magico, travolgente e senza tempo cult di Joe Johnston che ha scatenato la giungla nel cuore degli anni Novanta
Diretto con maestria da Joe Johnston e trainato dall'immensa, straripante e commovente performance del compianto Robin Williams, questo fanta-adventure ha segnato un'intera generazione, trasformando un innocente gioco da tavolo in un incubo a base di tamburi battenti, mandrie impazzite e piogge torrenziali.
Uscito nei cinema a metà degli anni Novanta, Jumanji è un gioiello di inventiva visiva e avventura fantastica che ha impresso il suo nome a fuoco nella cultura pop globale. Tratto dall'omonimo e splendido albo illustrato per bambini scritto da Chris Van Allsburg nel 1981, il film racconta la storia di un misterioso e antico gioco da tavolo in grado di materializzare nella realtà i pericoli e le insidie delle foreste africane e amazzoniche. Nel 1969, il dodicenne Alan Parrish commette l'errore di tirare i dadi e viene brutalmente risucchiato all'interno della giungla del gioco, dove rimane intrappolato per ben ventisei anni. Nel 1995, due ragazzini orfani, Peter e Judy, ritrovano il tabellone nella soffitta della vecchia villa Parrish e, iniziando a giocare, liberano involontariamente un Alan ormai adulto e inselvatichito. Per fare in modo che tutti gli orrori scatenati svaniscano e che l'ordine venga ripristinato, il gruppo non ha altra scelta: deve rintracciare Sarah Whittle, la terrorizzata bambina che nel '69 iniziò la partita con Alan, e unire le forze per lanciare i dadi fino all'agognato traguardo finale.
Un cult generazionale intramontabile, pioniere degli effetti speciali digitali dell'epoca e sorretto dal carisma immortale di Robin Williams.
Titolo originale: Jumanji
Anno: 1995 (Anteprima USA: 15 dicembre 1995 — Uscita Italia: 23 febbraio 1996)
Regia: Joe Johnston
Sceneggiatura: Jonathan Hensleigh, Greg Taylor, Jim Strain (da una bozza e dall'albo di Chris Van Allsburg)
Attori principali: Robin Williams, Bonnie Hunt, Kirsten Dunst, Bradley Pierce, Jonathan Hyde, David Alan Grier
Budget: Stimato oltre i $65 milioni — Incassi mondiali: $262.821.940
«Nella giungla dovrai stare, finché un 5 o un 8 non compare.» Prestate attenzione al rullo incessante dei tamburi, tenetevi pronti a correre e, qualunque cosa accada, non provate a barare!
🎲 La Trama: Il richiamo dei tamburi e la partita interrotta
New England, anno 1869. Nel cuore della notte, due fratelli seppelliscono terrorizzati nel bosco una misteriosa cassa di legno, pregando che nessuno possa mai ritrovarla. Esattamente cento anni dopo, nel 1969, il dodicenne Alan Parrish, un ragazzino timido costantemente tormentato dai bulli e in perenne conflitto con il severo padre Sam, scopre la cassa all'interno di un cantiere edile, guidato da un ipnotico e inquietante rullo di tamburi. Al suo interno c'è Jumanji, un antico gioco da tavolo con quattro pedine che si muovono da sole e una sfera di cristallo centrale capace di mostrare enigmi e profezie maledette. Quella stessa sera, dopo un litigio con il padre, Alan mostra il gioco alla sua amica Sarah Whittle. Sarah lancia i dadi per scherzo, ma quando tocca ad Alan, il ragazzino ottiene un punteggio che lo risucchia letteralmente nel tabellone: rimarrà intrappolato nella giungla finché un altro giocatore non farà un 5 o un 8 con i dadi. Sarah, sconvolta e inseguita da un branco di pipistrelli sbucati dal camino, fugge terrorizzata lasciando la partita in sospeso.
Nel 1995, ventisei anni dopo, la maestosa villa dei Parrish è ormai un rudere abbandonato. La casa viene acquistata da Nora Shepherd, che vi si trasferisce con i nipoti Judy (Kirsten Dunst) e Peter (Bradley Pierce), rimasti orfani dopo la tragica morte dei genitori in Canada. Attratti dallo stesso sinistro suono di tamburi, i due fratelli trovano Jumanji in soffitta e iniziano a lanciare i dadi, materializzando in salotto zanzare giganti e un branco di scimmie dispettose. Leggendo le regole, capiscono che l'unico modo per far sparire quelle mostruosità è completare il gioco arrivando al centro del tabellone. Peter ottiene un doppio 1 e, nel tiro successivo, fa un 5: all'improvviso la casa viene invasa da un leone feroce, ma insieme alla belva si materializza un uomo con la barba lunga e vestito di foglie. È Alan Parrish (Robin Williams), finalmente libero dopo oltre due decenni di sopravvivenza nella giungla.
Alan corre in città, ma scopre con immenso dolore che la fabbrica di scarpe del padre ha chiuso, la città è in crisi e i suoi genitori sono morti da anni dopo aver speso l'intera vita e i loro averi a cercarlo. Judy e Peter convincono Alan a finire la partita, ma scoprono che le loro pedine si sono unite alla vecchia sessione del 1969: per poter lanciare, serve il turno della quarta giocatrice, Sarah Whittle. I tre la rintracciano: Sarah (Bonnie Hunt) vive isolata dal mondo e lavora come sensitiva sotto lo pseudonimo di Madame Serena, ancora profondamente traumatizzata dal trauma infantile a cui nessuno ha mai creduto. Convinta a fatica a lanciare i dadi, la partita riprende e l'inferno si scatena su Brantford: il gioco evoca piante carnivore velenose, una mandria impazzita di rinoceronti ed elefanti che distrugge la città, un acquazzone tropicale che allaga la casa con tanto di coccodrilli, e soprattutto Van Pelt (Jonathan Hyde), un sadico e spietato cacciatore ottocentesco ossessionato dall'uccidere Alan.
Tra inseguimenti in un discount, l'intervento del poliziotto Carl Bentley (vecchio amico d'infanzia di Alan) e Peter che viene punito dal gioco con tratti da scimmia per aver tentato di barare, il gruppo si barrica nella villa devastata per l'ultimo, disperato tiro. Mentre la terra trema e la casa si spacca a metà, Van Pelt mette Alan alle strette puntandogli contro il fucile. Proprio un secondo prima che il cacciatore prema il grilletto, i dadi lanciati da Alan finiscono la loro corsa sul tabellone mostrando il punteggio esatto. Alan sussurra la parola "Jumanji". In un istante, un potentissimo vortice risucchia Van Pelt, gli animali, le piante e ogni singola anomalia all'interno del gioco, invertendo incredibilmente il flusso del tempo. Alan e Sarah si ritrovano improvvisamente bambini nel 1969, nel momento esatto in cui era iniziata la partita. Consapevoli del futuro, Alan abbraccia il padre, si assume le sue responsabilità e i due bambini gettano il gioco nel fiume. Venticinque anni dopo, alla vigilia di Natale del 1994, Alan e Sarah sono felicemente sposati, l'azienda Parrish è florida e, durante una festa, riabbracciano Judy e Peter (che ovviamente non ricordano nulla) salvando preventivamente i loro genitori dal futuro incidente d'auto. Ma l'incubo non è finito: sulla spiaggia di una costa francese, due ragazzine sentono nuovamente il suono dei tamburi provenire dalla sabbia...
🎬 Il Dietro le Quinte: Software rivoluzionari, dinieghi illustri e dediche speciali
L'effetto speciale dei peli digitali: Per l'epoca, gli effetti speciali curati dalla mitica Industrial Light & Magic furono una pietra miliare assoluta dell'industria cinematografica. Per ricreare i corpi dei leoni e delle scimmie in modo realistico, i programmatori scrissero da zero due software innovativi: uno chiamato iSculpt per donare espressività facciale realistica alle creature digitali, e un altro codice rivoluzionario che per la primissima volta nella storia del cinema permise di generare e muovere realisticamente i peli e la pelliccia tridimensionale sui modelli al computer.
La sfilata dei grandi rifiuti (e una Scarlett Johansson esordiente): La produzione ottenne il sì della TriStar Pictures solo a patto di avere Robin Williams come protagonista, ma l'attore accettò solo dopo che la sceneggiatura venne riscritta per renderla più solida e strutturata. Prima di lui, la parte era stata offerta a Tom Hanks (che scelse Apollo 13) e Bruce Willis (Die Hard - Duri a morire), oltre a una sfilata di icone tra cui Harrison Ford, Arnold Schwarzenegger e Michael Keaton. Per la parte della piccola Judy, inoltre, fece un provino una giovanissima e allora del tutto sconosciuta Scarlett Johansson.
Una dedica d'ore e ore di trucco: Il film è ufficialmente dedicato alla memoria di Stephen L. Price (1960-1995), il talentuoso supervisore agli effetti speciali digitali scomparso prematuramente prima che la pellicola debuttasse nelle sale. Un'altra grande prova di resistenza sul set fu quella del giovanissimo Bradley Pierce (Peter): per le scene della sua regressione animale, doveva sottoporsi ogni singolo giorno a tre ore e mezza di pesantissimo trucco prostetico per un blocco di oltre due mesi di riprese.
🏆 Il Successo Commerciale e la Critica dell'epoca
All'epoca della sua uscita nei cinema, Jumanji fu un successo travolgente e inarrestabile al botteghino mondiale. A fronte di un investimento produttivo importante, la pellicola arrivò a incassare $100.499.940 nel mercato del Nord America e ben $162.322.000 nel resto del mondo, per un sontuoso bottino complessivo di $262.821.940. Questo risultato straordinario lo incoronò ufficialmente come il decimo maggiore incasso cinematografico globale dell'intero anno 1995.
Se il pubblico lo amò fin dal primo istante trasformandolo in un fenomeno di culto che avrebbe generato serie animate, sequel spirituali (Zathura) e fortunatissimi capitoli moderni con The Rock, la critica dell'epoca si mostrò più tiepida e divisa, con un indice di gradimento del 51% su Rotten Tomatoes e una media di 39 su Metacritic, che ne lamentavano il tono a tratti troppo cupo per i bambini più piccoli.
🔍 Il Verdetto di Gio
Jumanji è il prototipo perfetto del grande cinema fantastico e d'avventura degli anni Novanta: un'opera dotata di un'atmosfera magica, a tratti squisitamente inquietante, ma pervasa da un senso di meraviglia e di avventura semplicemente irresistibile. La regia di Joe Johnston si muove con un ritmo impeccabile, orchestrando il caos della giungla urbana in una serie di sequenze memorabili (la carica nel corridoio o il pavimento di sabbie mobili sono pura antologia pop). Ma il cuore pulsante del film resta Robin Williams: la sua interpretazione dell'adulto rimasto intrappolato nell'animo di un bambino spaventato è straordinaria, capace di oscillare tra la commedia fisica esilarante e una profonda, commovente malinconia d'infanzia perduta. Perfettamente spalleggiato da una bravissima Bonnie Hunt e da una giovanissima Kirsten Dunst, è un capolavoro assoluto della nostalgia cinefila che merita una celebrazione monumentale e ricca di interazioni sulla nostra bacheca!
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