Kong: Skull Island – Il Dio della Guerra nel cuore del Vietnam Anno: 2017 Regia: Jordan Vogt-Roberts
Dimenticate la New York degli anni '30 e le damigelle in pericolo. Con Kong: Skull Island, il MonsterVerse di Warner e Legendary compie un balzo temporale e stilistico incredibile, portandoci nel 1973, alla fine della Guerra del Vietnam. Qui King Kong non è una scimmia da esibire, ma una forza della natura primordiale, un "Dio solitario" che non accetta invasori nel suo dominio.
🌴 Trama: Benvenuti all'inferno (del Pacifico)
Mentre gli Stati Uniti si ritirano dal Vietnam, un gruppo eterogeneo composto da soldati stanchi della guerra (Samuel L. Jackson), un tracker britannico (Tom Hiddleston) e una fotoreporter pacifista (Brie Larson) viene reclutato dall'organizzazione segreta Monarch. La missione? Mappare un'isola misteriosa perennemente avvolta dalle tempeste.
Ma non appena iniziano a lanciare cariche sismiche per "esplorare" il sottosuolo, il guardiano dell'isola si palesa: un Kong alto 32 metri che abbatte gli elicotteri come fossero moscerini. Da qui inizia un viaggio allucinato verso il cuore dell'isola, dove i veri mostri non sono quelli che camminano alla luce del sole, ma gli Strisciateschi (Skullcrawlers), creature bipedi che hanno sterminato la famiglia di Kong.
🎨 Estetica e Regia: Apocalypse Kong
Il regista Jordan Vogt-Roberts firma un'opera visivamente sbalorditiva. Il film è una continua citazione ad Apocalypse Now e Platoon: i tramonti rossi, il napalm, il rock acido degli anni '70 e la follia militare.
Design: Il design di Kong torna alle origini del 1933 (posizione eretta e bipede), allontanandosi dal gorilla realistico di Peter Jackson.
Creature: L'influenza di Hayao Miyazaki (La Principessa Mononoke) è evidente nella creazione degli animali dell'isola: creature meravigliose e terrificanti che sembrano parte di un ecosistema magico e antico. L'evoluzione di Kong: Per la prima volta vediamo un Kong adolescente, "piccolo" rispetto a quello che affronterà Godzilla anni dopo, ma già incredibilmente letale.
Samuel L. Jackson vs Kong: Il conflitto tra il colonnello Packard e il gorilla è una delle sottotrame umane più riuscite del franchise. È l'ossessione dell'uomo che vuole dominare la natura, anche a costo dell'autodistruzione.
La Scena Post-Credit: Fondamentale. Ci mostra che Kong è solo un tassello di un puzzle più grande, introducendo le pitture rupestri di Godzilla, Mothra, Rodan e Ghidorah. È l'inizio ufficiale della guerra tra Titani. Se amate il cinema che fonde l'azione muscolare con un'estetica ricercata e una colonna sonora da urlo (Black Sabbath, Creedence, Jefferson Airplane), questo è il miglior film di mostri degli ultimi dieci anni. Non cerca di essere un dramma strappalacrime: è un'esplosione di intrattenimento intelligente che rispetta il mito originale trasformandolo in qualcosa di nuovo. Voce,Dati
Budget di produzione,$185.000.000
Incasso Mondiale,$568.652.812
MonsterVerse,2° capitolo (dopo Godzilla 2014)
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