La morte ti fa bella – L'eterna e frantumata danza macabra di Robert Zemeckis
La morte ti fa bella (1992).
Diretto dal geniale e visionario Robert Zemeckis (fresco del successo della trilogia di Ritorno al Futuro), il film vanta un cast stellare d'eccezione composto da Meryl Streep, Goldie Hawn, Bruce Willis e Isabella Rossellini. Passata alla storia del cinema tanto per la sua trama corrosiva quanto per i suoi rivoluzionari ed eccezionali effetti speciali (premiati nel 1993 con un meritatissimo Premio Oscar), la pellicola trasforma il dramma dell'invecchiamento in una macabra, spettacolare e spassosa danza macabra.
Cosa saresti disposto a fare pur di restare giovane, bello e attraente per sempre? Uscito nelle sale nel 1992, La morte ti fa bella risponde a questa domanda orchestrando una commedia cinica, bizzarra e spaventosamente divertente. Zemeckis mette alla gogna l'ipocrisia dello star system e il terrore biologico del decadimento fisico, regalando al pubblico un'opera pop barocca in cui i corpi si torcono, si bucano e si spezzano, ma non muoiono mai.
🧪 La Trama: L'elisir di Lisle, i corpi sfasciati e il finale al cimitero
La vicenda prende il via nel 1978: l'attrice di scarso successo Madeline Ashton (Meryl Streep) soffia il fidanzato, il chirurgo estetico Ernest Menville (Bruce Willis), all'insipida ex compagna di classe e aspirante scrittrice Helen Sharp (Goldie Hawn). Sette anni più tardi, Helen è diventata un'obesa e depressa gattara reclusa in manicomio, ossessionata dal successo della rivale. Passano altri sette anni: il matrimonio di Madeline ed Ernest è ormai a pezzi, la carriera dell'uomo è naufragata a causa dell'alcolismo e l'ex chirurgo si ritrova ridotto a truccare i cadaveri delle celebrità. Durante la presentazione del nuovo libro di Helen, Madeline resta sotto shock: la sua antica nemica appare ora magra, radiosa, incredibilmente giovane e sensuale.
In preda a una crisi di nervi e disperata per i segni del tempo, Madeline accetta il misterioso biglietto da visita di una clinica privata guidata da Lisle von Rhoman (Isabella Rossellini), una seducente donna che confessa di avere ben 71 anni grazie a un prodigioso elisir di lunga vita. Madeline beve il filtro e ringiovanisce all'istante, ma Lisle la avverte: dovrà nascondersi tra dieci anni e trattare con cura il suo nuovo corpo immortale. Nel frattempo, Helen ha convinto Ernest a uccidere Madeline simulando un incidente. In seguito a un violento litigio, Ernest spinge Madeline dalle scale: la donna sopravvive ma il suo collo si frattura in modo grottesco. Quando Helen accorre per verificare il decesso, Madeline le spara con un fucile, ma Helen si rialza con un enorme buco nella pancia. Si scopre così che anche Helen ha assunto lo stesso elisir anni prima (precisamente il 26 ottobre 1985, un geniale omaggio alle date di Ritorno al Futuro).
Dopo un epico scontro a colpi di badile, le due rivali stringono un'alleanza: hanno disperatamente bisogno delle mani d'oro di Ernest per sistemare i loro corpi in decomposizione con vernice color carne e stucco. Tentano quindi di costringere l'uomo a bere l'elisir durante un sontuoso ricevimento privato a cui partecipano icone immortali come Marilyn Monroe ed Elvis Presley. Ernest, tuttavia, rifiuta l'immortalità giudicandola una noiosa condanna e riesce a fuggire dal castello. Saltiamo al 2029: Ernest è morto anziano ma felice e realizzato, circondato da una numerosa famiglia. Al suo funerale presenziano, nascoste, anche Madeline ed Helen, ormai ridotte a due mostruosi manichini ambulanti tenuti insieme dal cerone. All'uscita della chiesa, le due iniziano a litigare, inciampano sulle scale e scivolano rovinosamente, frantumandosi in mille pezzi sul cemento. Ma i loro pezzi sono ancora vivi, e la testa di Helen può ancora chiedere a Madeline dove abbiano parcheggiato la macchina.
🎬 Dietro le quinte: Rifiuti salariali, esordi censurati e il finale alternativo
La produzione de La morte ti fa bella custodisce segreti, modifiche e tagli di montaggio che ne hanno totalmente rivoluzionato l'esito finale:
Il no a Kevin Kline: Originariamente, il personaggio del succube e alcolizzato Ernest Menville doveva essere interpretato dall'attore Kevin Kline. Kline fu tuttavia estromesso dalla produzione dopo aver avanzato la richiesta di ottenere un compenso economico paritario rispetto a quello degli altri tre attori protagonisti della pellicola.
Il debutto di una stella: Il film segna il primissimo debutto sul grande schermo per la celebre attrice Catherine Bell (futura star di JAG), la quale lavorò sul set做 da controfigura ufficiale per le audaci scene di nudo di Isabella Rossellini.
Il radicale cambio del finale originale: Nelle prime stesure della sceneggiatura era previsto un finale totalmente differente. Ernest riusciva a fuggire dalla setta di Lisle grazie all'aiuto di Toni (interpretata da Tracey Ullman), una barista con cui inscenava la propria morte per scappare in Europa. Il film si chiudeva 27 anni dopo, con Madeline ed Helen in vacanza che deridevano una coppia di anziani su una panchina; l'inquadratura si spostava sulla mano dell'anziano signore, mostrando una pelle giovanissima e svelando che si trattava proprio di Ernest.
Tagli drastici e scontenti: Questo epilogo romantico e meno dark fu mostrato a un pubblico di prova in una proiezione privata, riscuotendo forti pareri negativi. Zemeckis decise così di tagliare interamente il personaggio di Tracey Ullman, eliminando tutte le sue scene e sostituendo il finale con quello, decisamente più grottesco e azzeccato, della rovinosa caduta dalle scale. L'unica traccia rimasta del vecchio montaggio è la foto di Ernest invecchiato esposta vicino alla bara. Goldie Hawn non nascose il suo dispiacere per questo cambio, dichiarando di preferire di gran lunga il finale originale.
🏆 Un Trionfo di Effetti Speciali e Critica
Oltre all'enorme impatto sulla cultura pop e agli ottimi riscontri commerciali, il film è ricordato principalmente come una pietra miliare tecnologica dell'industria cinematografica. La complessa resa visiva dei colli ritorti della Streep e dei fori nell'addome della Hawn richiese un mix pionieristico di animatronica, trucco prostetico e primordiale CGI (computer-generated imagery). Questo straordinario sforzo creativo della Industrial Light & Magic permise alla pellicola di trionfare meritatamente agli Oscar del 1993, portando a casa la statuetta per i Migliori effetti speciali.
🔍 Il Verdetto di Gio
La morte ti fa bella è una perla rara che invecchia (ironicamente) benissimo, mantenendo intatta tutta la sua verve comica e cattiva. Meryl Streep e Goldie Hawn sono semplicemente strabilianti, impegnate in una gara di carisma e slapstick comedy che esalta la loro vis recitativa. Bruce Willis si spoglia del suo classico abito da eroe d'azione machista per interpretare un uomo debole, fragile e manipolabile, regalandoci una delle sue prove attoriali più atipiche e divertenti. Zemeckis gioca con il macabro con una leggerezza invidiabile, firmando una fiaba morale ed estetica che fa ridere di cuore pur lasciando un retrogusto amaro sulla nostra caducità. Un cult intramontabile da gustare e rigustare.
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