La terra dei morti viventi (Land of the Dead) Anno: 2005 Regia: George A. Romero Attori principali: Simon Baker, Dennis Hopper, Asia Argento, John Leguizamo Budget: $15 milioni — Incassi mondiali: $46.8 milioni
L'evoluzione della specie
Se in Zombi i morti tornavano al centro commerciale per istinto, in questo quarto capitolo Romero compie il passo successivo: l'apprendimento. Gli zombie non sono più solo ostacoli famelici, ma iniziano a provare sentimenti, a usare attrezzi e a comunicare. Il film è una satira spietata dell'era Bush e delle disuguaglianze sociali: mentre i poveri lottano nel fango contro i mostri, l'élite vive nel lusso di un grattacielo, convinta che il denaro possa tenerli al sicuro dall'inevitabile.
La trama nel dettaglio
In un mondo ormai dominato dai morti, Pittsburgh è diventata una roccaforte protetta da fiumi e barriere elettriche. Al suo interno vige un sistema feudale: Paul Kaufman (Dennis Hopper) governa dal grattacielo Fiddler’s Green, mentre fuori la gente muore di fame. Riley Denbo (Simon Baker) guida il Dead Reckoning, un mostruoso carro armato corazzato usato per razziare provviste nelle zone infestate.
Il precario equilibrio si spezza su due fronti. All'esterno, lo zombie Big Daddy, un ex benzinaio, sviluppa un'autocoscienza superiore e guida un esercito di morti verso la città, insegnando loro ad attraversare l'acqua camminando sul fondo dei fiumi. All'interno, il mercenario Cholo (John Leguizamo), tradito da Kaufman, sequestra il Dead Reckoning e minaccia di bombardare la città. Riley, insieme alla ribelle Slack (Asia Argento) e al fido Charlie, viene incaricato di fermare Cholo, ma si ritroverà nel mezzo di un'invasione che segnerà la fine dell'illusione di sicurezza degli umani.
Il concept — perché funziona
Romero usa il genere horror per fare sociologia. Il Dead Reckoning rappresenta la potenza militare cieca (piena di luci e fuochi d'artificio per distrarre i "semplici" zombie), mentre il grattacielo di Kaufman è il simbolo dell'isolamento dei potenti. Il film funziona perché ci fa quasi tifare per gli zombie: Big Daddy non è un mostro cattivo, è un leader che cerca giustizia per il massacro gratuito del suo popolo. È la fine dell'antropocentrismo: gli umani sono diventati i veri cattivi, mentre i morti sono solo la nuova fase del mondo.
Le curiosità: Camei e Citazioni
Blades è tornato: Tom Savini riprende il ruolo di "Blades", il motociclista di Zombi (1978). Qui appare come uno zombie (ancora col suo machete) che attacca i ricchi nel parcheggio sotterraneo.
Omaggio agli inglesi: Simon Pegg ed Edgar Wright, creatori di Shaun of the Dead (L’alba dei morti dementi), appaiono in un cameo come zombie incatenati usati per farsi le foto. Romero amò così tanto il loro film da volerli sul set.
Produzione canadese: Sebbene ambientato a Pittsburgh, il film è stato girato interamente a Toronto, in Canada, per questioni di budget.
Il ritorno di Romero: Questo film segnò il ritorno del regista al genere che aveva inventato, ben 20 anni dopo Il giorno degli zombi (1985), grazie al rinnovato interesse per i morti viventi generato dal remake di Zack Snyder e da 28 giorni dopo.
Il finale — Un nuovo equilibrio
Il finale è potente e malinconico. Kaufman muore per mano di uno zombie-Cholo, vittima della sua stessa avidità. Quando Riley ha finalmente Big Daddy nel mirino del cannone, decide di non sparare. Dice: "Stanno solo cercando un posto dove andare, proprio come noi". Gli umani superstiti partono verso il Canada in cerca di pace, mentre gli zombie proseguono la loro marcia. Non c'è una "vittoria" dell'uomo, ma l'accettazione che la Terra non appartiene più a noi.
Perché rivederlo oggi
Perché è un horror "pensante". In un'epoca di cinecomic e film d'azione frenetici, La terra dei morti viventi ci ricorda che si può spaventare e intrattenere parlando di lotta di classe e politica. È un film visivamente ricco, con effetti speciali di alto livello e una regia solida che chiude degnamente (prima dei successivi esperimenti "found footage") l'epopea dei morti viventi di Romero.
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