L'alba del pianeta delle scimmie – L'intelligente, emozionante e rivoluzionario fanta-thriller che ha reinventato un mito del cinema
Diretto con mano sicura da Rupert Wyatt, questo capitolo non è solo un prequel/reboot viscerale e tesissimo, ma è la pellicola che ha consacrato definitivamente il genio di Andy Serkis nel campo della Performance Capture, regalando un'anima e un'espressività straziante a un protagonista interamente digitale.
Uscito nelle sale nel 2011 per la regia di Rupert Wyatt, L'alba del pianeta delle scimmie è un'opera straordinaria che unisce il dramma intimo familiare alla fantascienza sociologica e d'azione. La storia ruota attorno a Will Rodman, uno scienziato che lavora per una potente azienda biotecnologica di San Francisco, ossessionato dal trovare una cura per l'Alzheimer, malattia che sta consumando la mente di suo padre. I suoi esperimenti su un virus modificato (l'ALZ-112) portano a un incremento prodigioso dell'intelligenza degli scimpanzé, ma un drammatico incidente sul lavoro costringe l'azienda a interrompere il progetto e ad abbattere tutte le cavie. Will riesce a salvare segretamente solo un neonato, Cesare, che ha ereditato geneticamente la super-intelligenza dalla madre. Cresciuto come un figlio ma inevitabilmente confinato nella sua natura di animale, Cesare si ritroverà strappato al suo mondo e rinchiuso in un brutale centro di detenzione per primati. Sarà lì che, di fronte alla crudeltà umana, lo scimpanzé prenderà coscienza della propria superiorità e guiderà la più grande e spettacolare rivolta animale che la Terra abbia mai visto.
Un cult moderno acclamato da pubblico e critica, che vanta effetti speciali sbalorditivi curati dalla leggendaria Weta Digital.
Titolo originale: Rise of the Planet of the Apes
Anno: 2011
Regia: Rupert Wyatt
Attori principali: James Franco, Andy Serkis, Freida Pinto, John Lithgow, Tom Felton, Brian Cox
Budget: $93 milioni — Incassi mondiali: Oltre $481 milioni
«No!» Spalancate gli occhi, spezzate le gabbie e preparatevi a marciare sul Golden Gate Bridge per la conquista della libertà!
🦍 La Trama: L'evoluzione del virus e il ruggito di Cesare
San Francisco, anni Duemila. Il brillante scienziato Will Rodman (James Franco) lavora presso la multinazionale farmaceutica Gen-Sys, coordinando una ricerca genetica per sviluppare una cura definitiva contro il morbo di Alzheimer. La sua motivazione è profonda e personale: suo padre Charles (John Lithgow), un ex musicista, sta perdendo rapidamente la memoria a causa della malattia. Il team di Will crea l'ALZ-112, un virus retrovirus benigno progettato per riparare le cellule cerebrali danneggiate. I test scientifici sugli scimpanzé danno risultati sbalorditivi, in particolare sulla cavia battezzata "Occhi Luminosi", che mostra un quoziente intellettivo fuori scala. Tuttavia, proprio durante la presentazione ufficiale del farmaco ai soci azionisti, Occhi Luminosi sfugge al controllo dei tecnici e devasta i laboratori prima di venire abbattuta dalle guardie. Il cinico direttore dell'azienda, Steven Jacobs, dichiara il progetto fallito e ordina l'immediata soppressione di tutti gli altri primati.
Subito dopo il massacro, il custode del laboratorio scopre che la rabbia improvvisa di Occhi Luminosi non era un effetto collaterale del farmaco, ma un istinto materno disperato: lo scimpanzé aveva partorito in segreto nella gabbia. Non avendo il coraggio di uccidere il cucciolo, Will lo nasconde nella sua borsa e lo porta a casa. Il neonato, battezzato Cesare (Andy Serkis), mostra fin da subito capacità cognitive straordinarie e una rapidità d'apprendimento sbalorditiva, avendo ereditato geneticamente il virus ALZ-112 dalla madre durante la gestazione. Will, colpito dai progressi della scimmia, decide di sperimentare clandestinamente il siero anche su suo padre Charles: la cura funziona miracolosamente, arrestando il declino cognitivo dell'uomo e restituendogli la memoria e la gioia di vivere.
Passano otto anni. Cesare è ormai uno scimpanzé adulto, colto, emotivo e legatissimo alla sua famiglia umana, ma inizia a soffrire a causa della sua condizione ambigua: non è un animale domestico, ma non è nemmeno un essere umano, ed è costretto a vivere nascosto nella soffitta di casa o a girare al guinzaglio. La situazione precipita quando il fisico di Charles inizia a rigettare il virus, sviluppando anticorpi che fanno tornare l'Alzheimer in una forma ancora più aggressiva. In un momento di totale confusione mentale, Charles ha un duro scontro verbale e fisico con un vicino di casa aggressivo. Cesare, assistendo alla scena dalla soffitta e desideroso di proteggere l'anziano nonno, si scaglia fuori dalla finestra e aggredisce ferocemente il vicino, terrorizzando l'intero quartiere.
A causa della sua pericolosità sociale, Cesare viene legalmente sottratto a Will e rinchiuso in un centro di detenzione per primati a San Bruno. Lì, il mondo idilliaco dello scimpanzé va in frantumi. La struttura, gestita dal viscido John Landon (Brian Cox) e dal suo sadico e crudele figlio Dodge (Tom Felton), è un vero e proprio inferno di cemento in cui le scimmie vengono maltrattate e umiliate. Inizialmente Cesare viene emarginato e brutalizzato anche dagli altri scimpanzé del gruppo, guidati dal maschio alfa Rocket. Tuttavia, sfruttando la sua intelligenza strategica superiore, Cesare stringe un'alleanza con Maurice, un saggio ex orango da circo che conosce la lingua dei segni, e libera Buck, un gigantesco e aggressivo gorilla rinchiuso in una gabbia d'isolamento. Guadagnatosi il rispetto e la sottomissione di Rocket, Cesare diventa il nuovo leader indiscusso del branco, ponendo fine alle rimescolanze interne per unire tutte le scimmie sotto un unico comando.
Nel frattempo, Will sviluppa una nuova e più potente variante gassosa del farmaco, l'ALZ-113, sperando di salvare suo padre. Nonostante Charles muoia serenamente nel sonno rifiutando ulteriori trattamenti, il direttore Jacobs ordina di testare l'ALZ-113 sui primati della Gen-Sys per scopi commerciali. Durante un test, lo scienziato Franklin respira accidentalmente il gas, iniziando a tossire sangue. Will, disgustato dall'avidità di Jacobs, si licenzia e si reca al centro di detenzione con i soldi necessari per riscattare Cesare. Ma lo scimpanzé, sentendosi tradito dal suo creatore e avendo compreso l'intrinseca crudeltà del genere umano, rifiuta clamorosamente di tornare a casa, chiudendo spontaneamente la porta della sua cella in faccia a Will.
La notte stessa, Cesare mette in atto il suo piano di fuga: evade temporaneamente dalla struttura, penetra nella villa di Will e ruba tre fiale del gas ALZ-113. Tornato al centro, Cesare rilascia il gas nelle condutture delle gabbie, infondendo l'intelligenza potenziata a tutti i primati presenti. Il giorno successivo, la rivolta esplode con inaudita violenza: Cesare affronta Dodge e, nel momento più iconico e raggelante del film, risponde alle provocazioni dell'istruttore urlando per la prima volta una parola umana a pieni polmoni: «NO!». Dodge muore folgorato accidentalmente e le scimmie, ormai libere, evadono in massa dalla struttura, riversandosi nelle strade di San Francisco.
Guidati dalla mente tattica di Cesare, gli scimpanzé assaltano i laboratori della Gen-Sys per liberare le altre cavie e si dirigono in massa verso i fitti boschi di sequoie del parco di Muir Woods per trovare rifugio. Lo scontro decisivo si consuma sul monumentale Golden Gate Bridge, avvolto da una fitta nebbia. La polizia e il direttore Jacobs tentano di fermare la marcia con barricate e un elicottero d'assalto armato di mitragliatrici. Cesare organizza un attacco geometrico perfetto su tre livelli (sull'asfalto, sui cavi del ponte e sotto la struttura), decimando le forze dell'ordine senza mai uccidere i poliziotti arresi. Il gorilla Buck si sacrifica eroicamente abbattendo l'elicottero di Jacobs, che viene poi fatto precipitare nel vuoto dal bonobo Koba.
Raggiunti finalmente i boschi di sequoie, le scimmie celebrano la loro libertà. Will riesce a raggiungere Cesare per un ultimo, disperato tentativo di mediazione, implorandolo di tornare a casa perché gli umani daranno loro la caccia. Cesare abbraccia teneramente lo scienziato e gli sussurra all'orecchio la sua decisione definitiva: «Cesare è a casa». Will accetta la scelta e si allontana, mentre Cesare sale sulla cima della sequoia più alta, guardando la città di San Francisco dall'alto insieme al suo nuovo popolo. Il film si chiude con una raggelante sequenza durante i titoli di coda: lo scienziato Franklin, infettato dall'ALZ-113, muore in casa, ma non prima di aver contagiato un pilota di linea all'aeroporto. Una mappa grafica mostra le rotte aeree globali che diffondono il virus in tutto il pianeta: se per le scimmie l'ALZ-113 è la fonte dell'intelligenza, per il genere umano si rivelerà essere l'influenza simiana, un virus letale che cambierà per sempre il destino della Terra.
🎬 Il Dietro le Quinte: La magia della Weta e la rivoluzione di Andy Serkis
L'addio ai costumi di gomma: A differenza di tutti i precedenti capitoli storici della saga (compreso il remake del 2001 di Tim Burton), L'alba del pianeta delle scimmie è il primo film del franchise in cui non è stato utilizzato nemmeno un costume di gomma o un trucco prostetico facciale per interpretare i primati. Tutte le scimmie visibili sullo schermo sono state create digitalmente in post-produzione dai maghi neozelandesi della Weta Digital. Gli attori hanno recitato sul set indossando tute grigie dotate di sensori magnetici e micro-telecamere montate sui caschi puntate costantemente sul volto, catturando ogni singola contrazione muscolare ed espressione facciale in tempo reale.
Andy Serkis da Oscar: Il fulcro emotivo e il trionfo assoluto della pellicola risiedono nell'interpretazione monumentale di Andy Serkis (già celebre per aver interpretato Gollum ne Il Signore degli Anelli e King Kong). Serkis ha studiato approfonditamente il comportamento degli scimpanzé in cattività e la loro struttura vocale per conferire a Cesare una transizione psicologica dolorosa, complessa e regale. La sua performance fu talmente intensa, sfaccettata e commovente che la critica cinematografica mondiale e la stessa major avviarsero una forte campagna mediatica per richiedere una storica nomination ai Premi Oscar come Miglior attore non protagonista, aprendo un accesissimo dibattito accademico sulla legittimità della recitazione digitale.
💰 Il Trionfo commerciale e l'Inizio della Trilogia
Il film fu un autentico e inaspettato colosso al botteghino mondiale nell'estate del 2011, polverizzando la concorrenza e incassando la cifra strabiliante di oltre 481 milioni di dollari a fronte di un investimento iniziale di 93 milioni.
Oltre allo straordinario successo finanziario, il film ottenne una meritatissima nomination ai Premi Oscar del 2012 per i Miglior effetti speciali e diede ufficialmente il via a una delle trilogie fantascientifiche più acclamate e di qualità del ventunesimo secolo, proseguita poi magistralmente con Apes Revolution e The War - Il pianeta delle scimmie diretti da Matt Reeves.
🔍 Il Verdetto di Gio
L'alba del pianeta delle scimmie è un capolavoro assoluto di scrittura, epica e tecnologia. Rupert Wyatt firma una regia solida e priva di fronzoli, capace di costruire una tensione psicologica d'altri tempi all'interno del centro di detenzione, trasformando la seconda metà del film in una via di mezzo tra Spartacus e La grande fuga. Il film ha il coraggio raro di abbracciare totalmente il punto di vista del non-umano: lo spettatore si ritrova a tifare incondizionatamente per la ribellione di Cesare, comprendendone ogni singola motivazione e brivido di rabbia. James Franco e John Lithgow regalano un cuore emotivo fortissimo alla componente umana, ma il film appartiene interamente a un immenso Andy Serkis, la cui espressività virtuale batte in intensità gran parte dei colleghi in carne e ossa. Un cult generazionale imprescindibile da custodire gelosamente nel nostro archivio.
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