: L'avvocato del diavolo – Il patto faustiano anni '90 tra aule di tribunale e deliri di onnipotenza

Mettiamo da parte ogni nostra morale cristiana, prepariamo i nostri abiti firmati più costosi per salire all'ultimo piano del grattacielo più lussuoso di New York e, soprattutto, ricordiamoci il vizio preferito di Satana: la vanità!L'avvocato del diavolo (The Devil's Advocate, 1997). Diretto da Taylor Hackford (Ufficiale e gentiluomo, Ray) e basato sull'omonimo romanzo di Andrew Neiderman, il film mette in scena un duetto attoriale memorabile e straripante: un giovane, febbrile e ambizioso Keanu Reeves (fresco del successo di Speed) e un monumentale, istrionico e assolutamente divino Al Pacino, che nei panni di John Milton regala uno dei monologhi più famosi, dissacranti e urlati della storia del cinema. Accanto a loro, una straordinaria e straziante Charlize Theron, in una delle sue interpretazioni drammatiche più intense e sottovalutate degli esordi. Se c'è un film capace di incarnare la sfrenata ambizione, il lusso sfrenato e il cinismo morale della New York di fine millennio, quello è senza dubbio L'avvocato del diavolo (1997). Uscito nelle sale americane nell'ottobre del 1997 e arrivato in Italia il 16 gennaio del 1998, la pellicola non è un banale legal drama, ma una monumentale e barocca parabola horror sulla perdita dell'anima. Taylor Hackford mette in scena un moderno patto con il diavolo ambientato non nei boschi medievali, ma sotto le luci neon delle aule di tribunale di Manhattan, dove la legge non serve a fare giustizia, ma a proteggere i mostri e a nutrire l'ego dei suoi paladini. ⚖️ La Trama: L'avvocato imbattuto, la grande mela e il monologo finale Kevin Lomax (Keanu Reeves) è un giovane, brillante e sfacciato avvocato difensore di Gainesville, in Florida, che non ha mai perso una sola causa in tutta la sua carriera. La sua striscia positiva continua anche quando decide di difendere un viscido professore di scuola superiore accusato di molestie su una studentessa, pur avendo la certezza matematica della sua colpevolezza. La sua incredibile capacità di manipolare la giuria attira l'attenzione della Milton & Associates, uno dei più potenti, ricchi e prestigiosi studi legali di New York. Il carismatico, enigmatico e ricchissimo fondatore dello studio, John Milton (Al Pacino), offre a Kevin un contratto faraonico e un lussuoso appartamento triplex a Manhattan. Kevin accetta al volo e si trasferisce a New York insieme alla bellissima moglie Mary Ann (Charlize Theron). Mentre il giovane avvocato si sprofonda totalmente nel lavoro, difendendo miliardari spietati e trafficanti d'armi e lasciandosi sedurre dal potere e dalla bellissima collega Christabella, Mary Ann comincia a essere tormentata da spaventose visioni demoniache e da un senso di isolamento asfissiante. John Milton tesse la sua tela attorno a Kevin come un ragno paziente, manipolando i suoi casi e allontanandolo sempre più dalla moglie, la quale scivola in una depressione psicotica che la condurrà a un tragico destino. Solo quando sarà troppo tardi, Kevin scoprirà la sconvolgente verità: John Milton non è semplicemente un avvocato senza scrupoli, ma Satana in persona, incarnatosi sulla Terra per generare l'Anticristo attraverso un diabolico piano dinastico che farà leva sull'unico punto debole a cui Kevin non sa rinunciare: la sua smisurata e distruttiva vanità. 🎬 Dietro ke quinte: Rinunce economiche, sculture di ghiaccio e il gran rifiuto di Al Pacino La lavorazione di questo fanta-thriller teologico è stata caratterizzata da incredibili bracci di ferro produttivi e da aneddoti rimasti nella storia di Hollywood: Il sacrificio di Keanu Reeves: Al Pacino rifiutò la parte di John Milton per ben tre volte, ritenendo la prima stesura della sceneggiatura troppo commerciale e priva di spessore filosofico. Quando Taylor Hackford fece riscrivere il copione inserendo i celebri monologhi, la Warner Bros. si rese conto di non avere abbastanza budget per coprire il cachet di Pacino. A quel punto, Keanu Reeves decise spontaneamente di ridursi lo stipendio di ben 2 milioni di dollari pur di permettere alla produzione di ingaggiare Al Pacino e poter recitare accanto al suo idolo. Le lacrime vere di Charlize Theron: Per interpretare la tragica discesa nella follia di Mary Ann, Charlize Theron si chiuse in isolamento per tre mesi, consultando quotidianamente uno psicoterapeuta per comprendere le dinamiche mentali della schizofrenia. Durante le riprese della straziante scena del suicidio, l'attrice era così emotivamente svuotata che continuò a piangere ininterrottamente per ore anche dopo che il regista aveva urlato il "Cut!". La causa legale contro la scultura: L'immenso e spettacolare bassorilievo bianco semovente posizionato dietro la scrivania nell'ufficio di John Milton (che si anima nel finale con corpi nudi che si fondono) causò una vera causa legale dopo l'uscita del film. Lo scultore Frederick Hart fece causa alla Warner Bros. sostenendo che l'opera fosse un plagio palese del suo celebre bassorilievo Ex Nihilo, situato sulla facciata della Washington National Cathedral. La produzione dovette pagare una grossa penale e modificare i dettagli dell'opera per le successive edizioni Home Video. 💰 Il Bilancio Finanziario: Un successo diabolico al botteghino Budget di Produzione (Costi): Notevole per l'epoca, pari a circa 57.000.000 $. Una cifra investita magnificamente nelle sfarzose scenografie newyorkesi (compreso il vero attico del miliardario Donald Trump, usato per alcune riprese), negli avveniristici effetti visivi digitali delle mutazioni demoniache e nei cachet del cast stellare. Incasso Globale (Ricavi): Il film fu un trionfo straordinario in tutto il mondo. Negli Stati Uniti portò a casa oltre 60 milioni di dollari, mentre nei mercati internazionali fece registrare numeri da capogiro, chiudendo la sua corsa nei cinema con un totale mondiale strabiliante di ben 152.944.893 $. Diventò un tormentone assoluto anche grazie alle vendite record in VHS e DVD. 🔍 Il Verdetto di Gio L'avvocato del diavolo è un film trascinante, magnetico e spudoratamente divertente, che poggia interamente sulla mostruosa chimica tra i suoi due protagonisti. Se Keanu Reeves offre una prova solida e misurata nei panni dell'ambizioso Lomax, Al Pacino mangia letteralmente la celluloide ogni volta che appare sullo schermo: il suo John Milton è affascinante, logorroico, beffardo e straripante (il monologo finale in cui descrive Dio come un "proprietario assenteista" è una lezione di recitazione teatrale d'antologia). Taylor Hackford gestisce benissimo il ritmo, dosando gli elementi horror e confezionando un finale ciclico e beffardo che fa riflettere su quanto ognuno di noi sia corruttibile. Un cult assoluto degli anni Novanta che non ci stancheremmo mai di riguardare.

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