Le colline hanno gli occhi – Il brutale remake che ha ridefinito il survival horror moderno
Uscito nel 2006 per la regia del visionario cineasta francese Alexandre Aja, Le colline hanno gli occhi (The Hills Have Eyes) è il rifacimento dell'omonimo cult movie del 1977 diretto da Wes Craven. Prodotto dallo stesso Craven, il film abbandona le atmosfere tipiche degli slasher tradizionali per addentrarsi nei territori di un horror viscerale, spietato e intriso di critica sociale. La pellicola, interpretata da un cast solido che include Aaron Stanford, Emilie de Ravin, Dan Byrd e Ted Levine, traspone la paura dell'era atomica in un incubo contemporaneo sotto il sole cocente del deserto.
Mettetevi comodi in roulotte, ma non imboccate quella scorciatoia:
🏜️ La Trama: L'incubo atomico della famiglia Carter
Un prologo iniziale svela che tra il 1945 e il 1962 il governo degli Stati Uniti ha condotto oltre trecento esperimenti atomici nel deserto del Nuovo Messico, tenendo nascosti i devastanti effetti genetici delle radiazioni. Dopo l'uccisione barbara di un gruppo di scienziati nella zona contaminata, la narrazione si sposta sui Carter, una tipica famiglia media americana in viaggio verso San Diego a bordo di una roulotte. Il nucleo è guidato dal poliziotto in pensione "Big Bob" e da sua moglie Ethel, accompagnati dai figli Brenda e Bobby, dalla primogenita Lynn, dal genero Doug Bukowski e dalla nipotina neonata, Catherine. Durante il tragitto, su indicazione di un inquietante e ambiguo benzinaio che ha stretto un patto segreto con i mutanti per derubare i passanti, Big Bob imbocca una pista sterrata tra le colline presentata come una scorciatoia. Qualcuno posiziona una catena con spuntoni sulla carreggiata, squarciando gli pneumatici e facendo sbandare il mezzo. Isolata e senza alcun contatto con il mondo esterno, la famiglia si ritrova bloccata in un ex sito militare per i test nucleari degli anni Cinquanta.
Mentre si organizzano i soccorsi — con Big Bob che torna a piedi verso la pompa di benzina e Doug che avanza nella direzione opposta lungo la strada interrotta — Bobby segue i cani tra le rocce e fa la macabra scoperta della cagna Beauty, squartata da un mutante di nome Goggle. Bobby cade in un crepaccio e viene protetto da Ruby, una ragazzina mutante deforme ma dotata di compassione. Nel frattempo, Big Bob raggiunge la stazione di servizio deserta e scopre ritagli di giornale che documentano la storia di una vecchia comunità di minatori rimasta nella zona nonostante i test nucleari. Il benzinaio, disperato e ubriaco, si suicida sparandosi davanti a lui. Poco dopo, Bob viene aggredito dal feroce patriarca mutante, Papa Jupiter, e trascinato via dai cugini Lizard e Pluto. Calata la notte, i mutanti scatenano un attacco coordinato e spietato: usano Big Bob come esca legandolo a un albero e dandogli fuoco. Mentre il resto dei Carter tenta disperatamente di spegnere le fiamme, Lizard e Pluto si intrufolano nella roulotte incustodita, dove violentano Brenda e aggrediscono Lynn. Nello scontro che segue, sia Lynn che sua madre Ethel vengono brutalmente uccise a colpi di pistola, e la piccola Catherine viene rapita per essere mangiata. Beast, il pastore tedesco superstite della famiglia, uccide la vedetta Goggle staccandogli un braccio, che stringe ancora un walkie-talkie da cui i Carter apprendono le prossime mosse del clan.
Il mattino seguente, Doug prende la mazza da baseball e, guidato dall'infallibile fiuto di Beast, penetra nel covo dei mutanti: un villaggio finto costruito per i test atomici degli anni Cinquanta, popolato da manichini logori. Dopo essere sfuggito a una donna mutante chiamata Big Mama, Doug incontra Big Brain, un mutante idrocefalo costretto su una sedia a rotelle che, prima di ordinare via radio l'uccisione della neonata, spiega che le loro atrocità sono solo la conseguenza diretta degli esperimenti compiuti dal governo americano sui loro padri minatori. Ne segue una colluttazione violentissima: Pluto aggredisce Doug mozzandogli due dita con un'ascia, ma Doug lo uccide infilandogli una bandierina americana nella gola e finendolo con la stessa arma. All'esterno, Doug elimina anche il mutante Cyst e si appropria del suo fucile, mentre Beast sbrana Big Brain. Nel frattempo, Ruby ruba la neonata per salvarla e fugge sulle colline inseguita dal furioso fratello Lizard. Alla roulotte, intanto, Bobby e Brenda riescono a tendere una trappola a Papa Jupiter, saturando l'abitacolo di gas e facendolo esplodere non appena il mutante apre la porta. Sulle colline si consuma lo scontro finale: Doug affronta Lizard in un combattimento all'ultimo sangue. Sarà il sacrificio estremo di Ruby, che si getta in un burrone trascinando con sé il fratello, a permettere a Doug di mettere in salvo la propria figlia. Doug riabbraccia Brenda e Bobby tra le macerie della roulotte, pronti a incamminarsi verso la salvezza, mentre l'inquadratura finale rivela che altri occhi misteriosi li stanno ancora spiando dalle colline.
🎬 Dietro le quinte e il Design dei Mutanti
Dalla Namibia al Marocco: Wes Craven decise di avviare il progetto dopo i grandi successi commerciali dei remake di Non aprite quella porta e The Amityville Horror. Scelse come registi Alexandre Aja e Grégory Levasseur dopo essere rimasto folgorato dal loro slasher Alta tensione (2003). Per le riprese, la produzione cercò inizialmente location in Messico e in Sudafrica, ma alla fine si optò per la cittadina di Ouarzazate, nel Marocco sub-sahariano, i cui paesaggi desertici ricreavano perfettamente la desolazione del Nuovo Messico.
Un trucco ispirato alla realtà: Il regista Alexandre Aja ha dichiarato che l'aspetto grottesco dei mutanti non è stato inventato dal nulla, ma è basato sullo studio di foto, reperti e documenti storici reali riguardanti le persone contaminate dalle radiazioni del disastro di Chernobyl e dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki.
Sei mesi di protesi ed effetti speciali: Il trucco dei mutanti è stato curato dal KNB EFX Group (famoso per Sin City). Gli artisti hanno impiegato sei mesi di lavoro combinando il software di scultura digitale ZBrush e la grafica computerizzata per definire i lineamenti dei personaggi. Sul set, gli attori dovevano sottoporsi a sessioni di trucco di oltre tre ore al giorno per l'applicazione delle protesi fisiche. L'unica eccezione è stata l'attrice Laura Ortiz (Ruby), il cui design non è stato modificato in digitale ma ottenuto solo con il trucco tradizionale.
💰 Dati Finanziari: Un grande affare al botteghino
Budget di Produzione (Costi): La pellicola è stata realizzata con un budget di produzione di circa 15 milioni di dollari, una cifra contenuta che ha permesso ad Aja di ottimizzare al meglio gli effetti visivi cartacei e digitali e le scenografie marocchine.
Incassi (Ricavi): Uscito nelle sale americane il 10 marzo 2006 (e arrivato in Italia il 25 agosto dello stesso anno), il film si è rivelato un successo economico straordinario. Ha incassato 41.778.863 dollari nel mercato nordamericano e ben 27.844.763 dollari nel resto del mondo, per un incasso complessivo globale di ben 69.623.626 dollari, quadruplicando i costi di produzione e dando vita a un sequel l'anno successivo.
🔍 Il Verdetto di Gio
Le colline hanno gli occhi del 2006 è uno dei rari casi in cui il remake riesce a eguagliare, se non a superare, la pellicola originale per ferocia e tensione. Alexandre Aja firma un horror sporco, cattivo, polveroso, dove la violenza non è mai fine a se stessa ma amplifica l'angoscia della mutazione e del deserto. Eccezionale la trasformazione del personaggio di Doug (interpretato da Aaron Stanford), che passa dall'essere un pacifico e pacificatore uomo qualunque a un vendicatore spietato guidato dall'istinto di sopravvivenza. Un film vietato ai deboli di cuore, ma fondamentale per gli amanti del genere!
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