Le Mans '66 - La grande sfida – Il viscerale, emozionante e perfetto kolossal sportivo che sfreccia a 7000 giri al minuto
Accogliamo un capolavoro biografico sportivo che profuma di asfalto, benzina e leggenda automobilistica: il monumentale Le Mans '66 - La grande sfida (Ford v Ferrari).Diretto magistralmente da James Mangold (regista di Logan e Walk the Line), questo film del 2019 è un'epopea cinematografica straordinaria che unisce la grandiosità visiva delle corse automobilistiche alla profonda, ironica e commovente amicizia tra due icone dei motori, interpretate da una coppia di attori in stato di grazia assoluta: Matt Damon e Christian Bale.
Uscito nelle sale nel 2019, Le Mans '66 è un trionfo di artigianato cinematografico d'altri tempi, capace di entusiasmare sia gli amanti della velocità sia chi non ha mai visto una corsa in vita sua. La storia è ambientata nei primi anni Sessanta, quando la Ford Motor Company naviga in brutte acque commerciali a causa del cambio generazionale dei consumatori. Per rilanciare l'immagine del marchio, il visionario manager Lee Iacocca propone a Henry Ford II un'idea folle: acquistare la leggendaria scuderia italiana Ferrari per dominare il mercato delle auto sportive. Di fronte al netto e sprezzante rifiuto di Enzo Ferrari (che usa la proposta di Ford solo per ottenere un accordo migliore con la Fiat), un infuriato Henry Ford II ordina ai suoi ingegneri di costruire un'auto da corsa rivoluzionaria capace di umiliare la Rossa di Maranello nella gara più dura e prestigiosa del mondo: la 24 Ore di Le Mans. Per compiere questa missione impossibile, la Ford assume l'eclettico progettista Carroll Shelby, l'unico americano ad aver vinto a Le Mans, il quale accetta l'incarico a una sola condizione: avere come pilota il bizzarro, spigoloso, instabile ma geniale meccanico britannico Ken Miles.
Un cult moderno vincitore di due Premi Oscar, acclamato per la fedeltà storica e per la straordinaria fisicità delle sue sequenze d'azione in pista.
Titolo originale: Ford v Ferrari
Anno: 2019
Regia: James Mangold
Attori principali: Matt Damon, Christian Bale, Jon Bernthal, Caitríona Balfe, Josh Lucas, Remo Girone
Budget: $98 milioni — Incassi mondiali: Oltre $225 milioni
«A 7000 giri al minuto è lì che accade. Tutto sfoca. L'unica cosa che resta è un corpo che si muove nello spazio e nel tempo.» Allacciate le cinture di sicurezza, scaldate i cilindri e preparatevi a fare la storia dei motori!
🏎️ La Trama: La nascita della Ford GT40 e l'inferno di Le Mans
Detroit, 1963. Henry Ford II (Tracy Letts), nipote del leggendario fondatore della casa automobilistica, è frustrato dal calo delle vendite aziendali. Il giovane e brillante dirigente Lee Iacocca (Jon Bernthal) intuisce che le nuove generazioni vogliono auto veloci e affascinanti, non le sobrie vetture familiari prodotte fino a quel momento dalla Ford. Iacocca suggerisce di acquistare la Ferrari, un'azienda italiana sull'orlo del fallimento finanziario ma dominatrice assoluta delle corse automobilistiche mondiali. La trattativa diplomatica in Italia si rivela però un disastro: Enzo Ferrari (Remo Girone) scopre una clausola nel contratto che gli toglierebbe il controllo totale sul reparto corse e respinge l'offerta con insulti pesantissimi diretti sia alla Ford che al suo presidente.
Ferito nell'orgoglio, Henry Ford II firma un assegno in bianco per dare vita a un reparto corse speciale d'avanguardia con un unico scopo: battere la Ferrari a Le Mans nel 1966. Iacocca contatta Carroll Shelby (Matt Damon), un ex pilota texano costretto al ritiro precoce a causa di una grave patologia cardiaca, diventato un venditore e progettista di auto sportive di successo. Shelby accetta la sfida ma sa che per battere il genio artigianale di Maranello non bastano i soldi della catena di montaggio: serve un'auto d'avanguardia e, soprattutto, un pilota fuori dal comune che sappia "sentire" la macchina a livello molecolare. Shelby sceglie Ken Miles (Christian Bale), un veterano di guerra britannico dal carattere spigoloso, cinico e senza filtri, che gestisce una modesta officina meccanica a Los Angeles ed è costantemente sull'orlo della bancarotta.
L'inizio del progetto è un calvario tecnologico e politico. Shelby e Miles lavorano giorno e notte per testare e modificare il prototipo della Ford GT40, un'auto incredibilmente veloce ma instabile, aerodinamicamente imperfetta e letale per i freni. Oltre ai problemi meccanici, i due devono combattere contro la soffocante burocrazia aziendale della Ford, incarnata dal viscido vicepresidente Leo Beebe (Josh Lucas), che disprezza profondamente il look trasandato e l'atteggiamento ribelle di Miles, ritenendolo inadatto a rappresentare l'immagine pulita e conformista della multinazionale. Beebe riesce persino a escludere Miles dalla spedizione di Le Mans del 1964 e 1965, che si conclude con un totale e umiliante fallimento per le vetture Ford, tutte ritiratesi per guasti meccanici.
Henry Ford II, furioso per i milioni di dollari sprecati, convoca Shelby per chiudere il programma. Con un discorso magistrale e portando il miliardario a fare un folle e terrificante giro di pista a bordo della GT40 per fargli capire cosa sia la vera velocità, Shelby ottiene il controllo totale del team. Shelby scommette il proprio intero patrimonio aziendale su un accordo definitivo: se Miles vincerà la prestigiosa corsa della 24 Ore di Daytona, sarà lui il pilota ufficiale a Le Mans. Nonostante i tentativi di sabotaggio interno da parte di Beebe, Miles domina la gara di Daytona, conquistando il pass per la Francia.
Giugno 1966. Il team Ford arriva sul leggendario circuito della Sarthe per la 24 Ore di Le Mans. La sfida con la Ferrari guidata dal campione Lorenzo Bandini è brutale, tesa e logorante. Fin dalla partenza, Miles deve fare i conti con una portiera difettosa che non si chiude a causa di una deformazione del telaio, costringendolo a fermarsi ai box per farla riparare a colpi di martello da Shelby. Sotto una pioggia battente e durante la notte, Miles mette in mostra tutto il suo spaventoso talento, guidando al limite estremo, infrangendo più volte il record sul giro della pista e portando i freni della GT40 a temperature incandescenti. La Ferrari di Bandini cede sotto l'incredibile ritmo imposto dal pilota inglese, fondendo il motore durante la mattinata e lasciando la Ford padrona assoluta del circuito con tre vetture in testa.
A poche ore dal traguardo, con Ken Miles saldamente al primo posto e con un vantaggio immenso sugli inseguitori, Leo Beebe architetta un'ultima, cinica mossa pubblicitaria per conto della Ford: ordina a Shelby di far rallentare Miles per permettere alle altre due Ford GT40 di tagliare il traguardo contemporaneamente, regalando una storica foto di gruppo per la stampa mondiale. Miles inizialmente rifiuta l'ordine aziendale e continua a correre a ritmi da record, ma all'ultimo giro, per rispetto verso il sacrificio del team e per l'amicizia fraterna che lo lega a Shelby, decide di rallentare, tagliando il traguardo in parata perfetta insieme ai compagni di squadra.
Qui si consuma la beffa storica e drammatica: a causa di un cavillo del regolamento tecnico della corsa, la vittoria del Gran Premio viene assegnata ufficialmente al compagno di scuderia Bruce McLaren, poiché quest'ultimo era partito diversi metri più indietro nella griglia di partenza iniziale e aveva quindi coperto una distanza fisica maggiore nell'arco delle 24 ore. Miles, privato di una vittoria leggendaria che lo avrebbe reso l'unico pilota della storia a vincere Sebring, Daytona e Le Mans nello stesso anno, accetta la sconfitta con una dignità e una serenità d'animo commoventi, felice solo di aver dimostrato al mondo che la sua macchina era la più veloce del pianeta.
Il film si chiude con un epilogo drammatico e doloroso. Pochi mesi dopo la gara di Le Mans, nell'agosto del 1966, Ken Miles si trova sul circuito di Riverside, in California, per testare un nuovo e rivoluzionario prototipo della Ford, la J-Car. A causa di un improvviso guasto meccanico all'impianto frenante, l'auto esce di pista ad altissima velocità, esplodendo in un rogo fiammeggiante e uccidendo il pilota sul colpo. Sei mesi dopo, un Carroll Shelby profondamente distrutto e svuotato dal dolore fa visita alla vedova di Ken, Mollie, e al figlioletto Peter, regalando al ragazzo la chiave inglese che Ken gli aveva lanciato contro scherzosamente durante un litigio a Los Angeles prima di cambiare la storia dell'automobilismo per sempre.
🎬 Il Dietro le Quinte: Christian Bale camaleontico e la vera pista ricostruita
La clamorosa trasformazione di Christian Bale: Per interpretare il ruolo del magrissimo e spigoloso Ken Miles, Christian Bale ha dovuto compiere l'ennesimo e incredibile miracolo fisico della sua carriera cinematografica. L'attore britannico era reduce dalle riprese del film Vice - L'uomo nell'ombra (2018), per il quale aveva dovuto ingrassare di oltre 20 chili per interpretare il politico Dick Cheney. In appena sette mesi di tempo prima dell'inizio delle riprese di Le Mans '66, Bale ha perso ben 32 chili grazie a una dieta ferrea e a sedute estenuanti di corsa, arrivando a pesare pochissimo pur di riuscire a entrare fisicamente e comodamente all'interno dello strettissimo e claustrofobico abitacolo della Ford GT40.
Addestramento da veri piloti: Christian Bale non ha voluto controfigure per la maggior parte delle inquadrature ravvicinate all'interno dell'auto in corsa. Per questo motivo, prima delle riprese si è addestrato duramente per una settimana intera presso la Bondurant High Performance Driving School sotto la supervisione del leggendario pilota Bob Bondurant (il quale era stato un amico fraterno e compagno di squadra del vero Ken Miles negli anni Sessanta), imparando le tecniche di derapata e di gestione dei giri del motore ad alte velocità.
Effetti fisici e veri circuiti: Il regista James Mangold voleva che lo spettatore percepisse il pericolo e la fisicità delle corse degli anni Sessanta, rifiutando quasi totalmente l'uso del green screen e della CGI per le auto. Le spettacolari sequenze della 24 Ore di Le Mans sono state girate ricreando fedelmente le tribune e i box d'epoca (la più grande scenografia storica mai costruita in California) e unendo tra loro diverse strade di campagna e circuiti reali dislocati tra la Georgia e la California per riprodurre fedelmente la conformazione geometrica del circuito della Sarthe del 1966.
🏆 Il Successo Internazionale e il Trionfo agli Oscar
Il film fu un eccellente e caloroso successo sia di critica che di pubblico nell'autunno del 2019, incassando la cifra notevole di oltre 225 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un budget di produzione importante di circa 98 milioni, dimostrando che il grande cinema drammatico e d'azione classico per adulti ha ancora una fortissima presa sul pubblico internazionale.
L'incredibile qualità tecnica della pellicola è stata consacrata durante la notte dei Premi Oscar del 2020, dove il film ha fatto man bassa di statuette tecniche vincendo ben due premi prestigiosi: Miglior Montaggio e Miglior Montaggio Sonoro, oltre a ottenere la nomination principale come Miglior Film.
🔍 Il Verdetto di Gio
Le Mans '66 - La grande sfida è un capolavoro assoluto del cinema biografico e sportivo contemporaneo. James Mangold firma una regia magistrale, solida, viscerale ed elegante, capace di dosare perfettamente i tempi del dramma aziendale con l'adrenalina pura delle corse automobilistiche (le inquadrature ravvicinate sui freni incandescenti e sui volti distorti dalla velocità lasciano letteralmente senza fiato). Matt Damon regala una delle sue prove più mature e carismatiche nei panni di Carroll Shelby, ma il film è un palcoscenico monumentale per un Christian Bale strabiliante, capace di infondere a Ken Miles una combinazione struggente di follia e tenerezza paterna. Un film epico che celebra l'amore per la velocità e la bellezza del talento puro contro i cinici compromessi del marketing aziendale. Un cult assoluto da custodire con il massimo dell'orgoglio nella nostra bacheca
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