Leviathan (1989): Alien sott'acqua — il clone italiano che nessuno ricorda ma vale la pena vedere
Nel 1989 qualcosa di strano successe nel cinema di fantascienza — tre film diversi uscirono nello stesso anno con la stessa ambientazione subacquea. The Abyss di James Cameron, Creatura degli Abissi, e Leviathan. Cameron vinse quella battaglia con budget e visione. Gli altri due sparirono quasi subito. Ma Leviathan merita di essere recuperato — non perché sia originale, ma perché fa quello che si propone di fare con una competenza tecnica che sorprende.
È Alien sott'acqua. Lo sa, non lo nasconde, e ci si diverte.
La storia
Sul fondo dell'oceano la Tri Oceanic ha costruito una base sottomarina per l'estrazione dell'argento. Un lavoro duro, isolato, lontano da tutto — esattamente come la Nostromo di Alien era lontana da tutto nello spazio.
Gli operai trovano nei dintorni della base il relitto di una nave russa affondata deliberatamente in acque profonde. A bordo recuperano quello che sembra una semplice bottiglia di vodka. Non è vodka — è l'ultimo residuo di un esperimento militare sovietico andato storto. Una miscela biologica progettata come arma che provoca mutazioni genetiche negli esseri umani.
Due membri dell'equipaggio la trafugano e la bevono. Uno muore in poche ore tra atroci sofferenze. L'altra, capendo cosa le sta succedendo, si suicida. I loro corpi nell'infermeria iniziano a fondersi in un'unica massa informe. E quella massa cresce.
Il pattern di Alien — riletto sott'acqua
Leviathan non si vergogna del suo debito con Alien — lo riconosce apertamente e lo traspone in un ambiente diverso con logica coerente. Il gruppo ristretto di lavoratori in un ambiente chiuso e isolato. La creatura che si evolve e attacca uno per uno. La scoperta che chi dovrebbe salvarli sta invece cercando di tenerli intrappolati per evitare il contagio. Il finale con pochissimi superstiti.
Il dettaglio più inquietante non è la creatura — è la superficie. La compagnia sa già della nave russa. Sa cosa c'era a bordo. E quando capisce cosa sta succedendo nella base, invece di mandare soccorsi mette fuori uso le capsule di salvataggio con la scusa di una tempesta. I lavoratori sono sacrificabili. Il contagio non deve uscire.
È la stessa Compagnia di Alien — diversa nazione, stesso cinismo.
La produzione italiana
Leviathan è una coproduzione italiana — la Filmauro di De Laurentiis — e questo è uno dei dettagli più curiosi del film. La maggior parte delle scene subacquee non è stata girata in acqua. È stata girata nello Studio 5 di Cinecittà, simulando l'ambiente sottomarino con effetti di luce e particelle in sospensione nell'aria.
Il risultato è convincente — la claustrofobia della base funziona, i corridoi stretti e bui ricordano quelli della Nostromo, e l'atmosfera di isolamento assoluto è mantenuta per tutto il film. Considerando il budget e i mezzi, è un lavoro tecnico solido.
Il cast
Peter Weller — lo stesso di RoboCop e Screamers — guida un cast che include Richard Crenna, Amanda Pays e Daniel Stern. Weller porta al personaggio la stessa qualità fredda e pragmatica che caratterizza tutti i suoi ruoli migliori. Non è un eroe cinematografico — è un tecnico che cerca di sopravvivere usando la testa.
Il finale
Tre tecnici riescono a far implodere la base. Solo due si salvano davvero — l'ultima creatura li attacca anche in superficie, nell'oceano aperto, prima di essere eliminata definitivamente.
Non è un finale trionfante. È un finale esausto — due persone sopravvissute per poco, in mezzo all'oceano, con alle spalle una base esplosa e una compagnia che li ha deliberatamente lasciati morire.
Perché rivederlo oggi
Leviathan non è un capolavoro. È un film di genere fatto bene, con una struttura solida, effetti pratici ancora convincenti, e un'atmosfera claustrofobica che funziona. Per chi ama Alien e vuole esplorare i film che ne hanno seguito le orme, Leviathan è uno dei più onesti — non finge di essere qualcosa di diverso da quello che è.
In Italia ha una curiosità in più — è una produzione italiana girata in parte a Cinecittà, ma quasi nessuno lo sa. Il nome De Laurentiis nei titoli di testa non è un dettaglio da poco.
Titolo originale: Leviathan Anno: 1989 Regia: George Pan Cosmatos Attori principali: Peter Weller, Richard Crenna, Amanda Pays, Daniel Stern
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