L'ultimo Boy Scout – Il re dei polizieschi cinici e spettacolari anni '90
Ci sono film d'azione che non si limitano a mettere in scena sparatorie, ma che elevano il genere grazie a dialoghi al fulmicotone, personaggi meravigliosamente distrutti dalla vita e un'ironia così nera da diventare memorabile. L'ultimo Boy Scout - Missione: sopravvivere (1991) è il perfetto punto d'incontro tra il genere buddy-cop e il noir metropolitano più spietato. Arrivato nelle sale italiane il 26 marzo 1992, il film di Tony Scott è un concentrato di adrenalina d'altri tempi, sorretto da una sceneggiatura affilata come un rasoio.
🏈 La Trama: Due eroi caduti contro il fango della corruzione
Joe Hallenbeck (Bruce Willis) è la quintessenza dell'investigatore privato fallito: ex agente stimatissimo dei Servizi Segreti (aveva persino salvato la vita al Presidente Carter), è caduto in disgrazia per essersi opposto a un senatore corrotto. Oggi è un uomo alcolizzato, tradito dalla moglie, disprezzato dalla figlia adolescente Darian e ridotto a dormire in auto. La sua vita si incrocia con quella di Jimmy Dix (Damon Wayans), un ex quarterback di football professionistico degli Stallions, radiato a vita a causa di scommesse illegali e abuso di stupefacenti.
I due vengono uniti dal destino quando Cory (Halle Berry, in uno dei suoi primissimi ruoli), spogliarellista e fidanzata di Jimmy, ingaggia Joe per farsi proteggere, ma viene brutalmente assassinata da un gruppo di sicari in mezzo alla strada. Indagando sull'omicidio, Joe e Jimmy scoprono un enorme e letale complotto che coinvolge Sheldon Marcone, il potentissimo proprietario della squadra degli Stallions, intenzionato a corrompere e poi eliminare il senatore Baynard per ottenere la legalizzazione del gioco d'azzardo sportivo. Incastrati, catturati e torturati, i due improbabili partner dovranno scatenare l'inferno dentro e fuori lo stadio di Los Angeles per ripulire i loro nomi, salvare la pelle e proteggere la famiglia di Joe.
🎬 Una produzione turbolenta e lo scontro tra titani
La lavorazione del film, durata 90 giorni tra l'inizio di marzo e giugno del 1991, fu tutt'altro che una passeggiata. Sul set si respirava un'aria di fortissima tensione a causa dei continui contrasti caratteriali tra i membri del cast e il regista. Inoltre, i produttori della Silver Pictures fecero enormi pressioni sullo sceneggiatore Shane Black per modificare in corsa lo script originale: l'obiettivo dello studio era sfruttare l'enorme scia di successo di Trappola di cristallo (Die Hard) per trasformare il film in una sorta di sequel spirituale delle avventure di John McClane. Sia Shane Black che il regista Tony Scott hanno ammesso anni dopo che, a causa di questi continui rimaneggiamenti commerciali, la sceneggiatura originale era decisamente migliore e più cupa rispetto al prodotto finale arrivato nelle sale.
💰 Il Record Finanziario e il gioco dei ruoli negati
Nonostante i problemi sul set, il film ha scritto una pagina importante nella storia economica di Hollywood:
Una sceneggiatura d'oro: La produzione pagò a Shane Black la cifra record di 1,75 milioni di dollari per i diritti dello script, stabilendo il primato assoluto per l'epoca (superato l'anno successivo dai 3 milioni di dollari incassati da Joe Eszterhas per Basic Instinct).
Casting Alternativo: Nelle primissime fasi di sviluppo della pellicola, la produzione aveva pensato a una coppia di protagonisti completamente diversa e monumentale: Jack Nicholson per il ruolo del cinico investigatore Joe Hallenbeck e Mel Gibson per quello dell'ex sportivo Jimmy Dix.
L'ammirazione di un re: Tra i più grandi estimatori di questa pellicola c'è un certo Quentin Tarantino, che ha più volte dichiarato pubblicamente di considerare L'ultimo Boy Scout uno dei suoi film d'azione preferiti di sempre.
🔍 Il gioco delle citazioni pop
Il film si diverte a inserire chicche e riferimenti interni geniali:
Autocitazione: In una scena del film, Darian (la figlia di Joe) sta guardando la televisione in salotto. Il film trasmesso è proprio Arma letale, diretto tributo pop scritto dallo stesso Shane Black.
Velocità da Delorean: Durante un rocambolesco inseguimento d'auto, Jimmy fa una battuta fulminea sulla velocità del mezzo, citando esplicitamente la DeLorean di Ritorno al futuro e la sua famosa soglia delle 88 miglia orarie per viaggiare nel tempo.
Teste di cavallo: Durante il duro faccia a faccia con il malavitoso Sheldon Marcone, Joe evoca l'immaginario de Il Padrino di Francis Ford Coppola, ironizzando sul rischio di svegliarsi con una testa di cavallo mozzata nel letto come avvertimento. L'ultimo Boy Scout è un saggio perfetto di come si scrive e si dirige l'intrattenimento d'azione duro e puro. Bruce Willis è semplicemente perfetto nei panni dell'eroe riluttante, trasandato ma letale (la scena in cui uccide un sicario con un solo pugno sul naso è passata alla storia del cinema). La regia di Tony Scott è frenetica, patinata e ricca di stile, con quel fumo e quelle luci al neon tipiche del suo cinema. Un film scorretto, volgare al punto giusto, divertentissimo e con un ritmo che non lascia un attimo di respiro. Un pezzo da novanta per iniziare la nuova decina del blog!
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