L'uomo del giorno dopo – La fiaba postapocalittica della rinascita americana (The Postman)
Questa volta facciamo un viaggio nei territori desolati di una Hollywood di fine anni novanta con una delle opere più ambiziose, discusse e finanziariamente tormentate della carriera di Kevin Costner: L'uomo del giorno dopo.
Uscito nel 1997 con la regia, co-produzione e interpretazione di Kevin Costner, L'uomo del giorno dopo (The Postman) è l'adattamento cinematografico del romanzo di fantascienza del 1985 Il simbolo della rinascita (The Postman) scritto da David Brin. Ambientata in un futuro distopico e desolato, la pellicola segue la scia del precedente e altrettanto travagliato Waterworld (1995), offrendo una visione monumentale e fiabesca di un'America che tenta faticosamente di ritrovare la propria identità attraverso la ricostruzione di un servizio postale. Nonostante le ottime intenzioni ideali di Costner, il film andò incontro a una durissima accoglienza da parte di critica e pubblico.
Allacciate la borsa della posta e sellate i cavalli, viaggiamo verso il 2013:
✉️ La Trama: La bugia che divenne speranza
Nel 2013, sono trascorsi quindici anni da una catastrofica guerra che ha causato il crollo totale della società globale. I sopravvissuti negli Stati Uniti nord-occidentali vivono isolati in piccole comunità protette, costantemente minacciati dall'anarchia e dalla prepotenza degli Holnisti, una feroce milizia para-militare guidata dal brutale Generale Bethlehem. Un viaggiatore solitario e senza nome viene catturato da questa milizia, spogliato di tutto e arruolato con la forza. Sfruttando la prima occasione utile, l'uomo riesce a fuggire durante un temporale e trova riparo all'interno di un vecchio automezzo postale abbandonato. Al suo interno giace il cadavere di un postino d'anteguerra: l'uomo decide così di rubargli l'uniforme e la borsa piena di vecchie lettere per sopravvivere al freddo.
Arrivato nei pressi del villaggio fortificato di Pineview, per vincere l'iniziale ostilità degli abitanti, l'uomo si inventa una gigantesca bugia: dichiara di essere un portalettere ufficiale inviato dal ricostituito governo degli Stati Uniti per riallacciare le comunicazioni nel Paese. Mostrando come prova una lettera d'anteguerra indirizzata proprio a una donna del villaggio, l'uomo viene creduto e accolto con tutti gli onori. La sua presenza accende una scintilla di speranza: l'adolescente Ford si lascia ispirare a tal punto da voler diventare un postino a sua volta, mentre una donna di nome Abby gli chiede di concepire un figlio con lei, dato che il marito Michael è sterile.
L'uomo è costretto a ripartire per mantenere viva la sua recita, ma poco dopo il Generale Bethlehem fa irruzione a Pineview. Scoperta l'esistenza di questo presunto nuovo governo (che minaccia la legittimità del suo potere tirannico), Bethlehem scatena una sanguinosa caccia all'uomo, uccide il marito di Abby e prende la donna con sé. Dopo alterne vicende e la distruzione di un altro villaggio ribelle, l'uomo riesce a liberare Abby e a fuggire con lei sulle montagne, dove i due passano l'inverno in una cascina abbandonata, innamorandosi.
Con l'arrivo della primavera, i due scoprono con immenso stupore che la bugia del "Portalettere" ha camminato da sola: in sua assenza, il giovane Ford ha fondato una vera e propria rete organizzata di giovanissimi portalettere volontari a cavallo (lo United States Postal Service), fingendo di essere in contatto radio costante con lui e con il Presidente. Commosso e messo alle strette, l'uomo accetta di guidarli. Bethlehem però non molla la presa e inizia a decimare i giovani corrieri, catturando lo stesso Ford. Nel tentativo di salvare delle vite, il protagonista scrive una lettera a Bethlehem confessando la sua vera identità e dichiarando sciolto il servizio postale. Ma il mito del Portalettere è ormai diventato inarrestabile e si è diffuso persino in California. Capito che la speranza non si può spegnere con un pezzo di carta, l'uomo accetta finalmente il proprio ruolo di leader e raduna un piccolo esercito di rinforzi in California per lo scontro finale.
Per evitare un inutile bagno di sangue tra i due schieramenti, il Portalettere sfida Bethlehem a un duello singolo, avvalendosi del codice degli Holnisti (avendo ancora sulla pelle il marchio impresso della sua vecchia cattura). L'uomo vince il duello, risparmia il generale e, quando quest'ultimo tenta di ucciderlo alle spalle, viene freddato dai suoi stessi soldati ormai stanchi della tirannia e decisi a rispettare il codice. Trent'anni dopo, nel 2043, in un'America ormai completamente ricostruita e tornata alla modernità, la figlia del Portalettere e di Abby inaugura una maestosa statua equestre in memoria del padre.
🎬 Curiosità dal Set, Cammei e il Record dei Razzie
Un sindaco di nome Tom Petty: Verso la parte finale del film, i protagonisti raggiungono l'insediamento di Bridge City (una comunità costruita su un ponte sospeso). Ad accoglierli c'è il bizzarro Sindaco della città, interpretato in un iconico cammeo dalla leggenda del rock americano Tom Petty.
Chi è il Presidente? Quando il protagonista entra per la prima volta a Pineview e deve inventarsi i dettagli sul nuovo governo degli Stati Uniti Ricostituiti, gli abitanti gli domandano chi sia l'attuale Presidente. Preso alla sprovvista, l'uomo risponde "Richard Starkey", ovvero il vero nome di Ringo Starr, lo storico batterista dei Beatles.
L'anonimato del protagonista: Nonostante la mastodontica durata del film (quasi tre ore), per tutta la durata della storia non viene mai rivelato o pronunciato il vero nome del personaggio interpretato da Kevin Costner, che viene accreditato e chiamato semplicemente "Il Postino" o "Il Portalettere".
La bizzarra parabola dei Razzie e degli Oscar: Il film ottenne un triste primato ai parodistici Razzie Awards del 1998, vincendo in tutte e cinque le categorie a cui era candidato (Peggior film, Peggior attore, Peggior regista, Peggior sceneggiatura e Peggior canzone). La cosa incredibile? Il giorno immediatamente successivo alla premiazione dei Razzie, lo sceneggiatore del film Brian Helgeland salì sul palco del Dorothy Chandler Pavilion per ritirare il Premio Oscar alla migliore sceneggiatura non originale per il film L.A. Confidential.
💰 Dati Finanziari: Un Pesante Flop Commerciale
Il film ha seguito purtroppo il destino di molte grandi produzioni fantascientifiche degli anni novanta, scontrandosi con perdite vertiginose al botteghino:
Budget di Produzione (Costi): La Warner Bros. Pictures investì pesantemente nell'ambizioso progetto di Kevin Costner, stanziando un budget di produzione stimato attorno agli 80 milioni di dollari.
Incassi (Ricavi): L'esito nelle sale fu disastroso. Nel weekend d'esordio nei cinema americani (il giorno di Natale del 1997) il film incassò appena 5,3 milioni di dollari, fallendo persino l'ingresso nella top 10 degli incassi settimanali. Al termine della sua corsa nelle sale a livello globale, il film racimolò la miseria di 20,8 milioni di dollari complessivi. Un bilancio pesantemente in rosso, che lasciò alla produzione un passivo di decine di milioni di dollari.
🔍 Il Verdetto di Gio
Rivalutato a distanza di anni, L'uomo del giorno dopo mostra tutto il coraggio e l'idealismo romantico del cinema di Kevin Costner. Sebbene la critica dell'epoca lo abbia stroncato accusandolo di eccessivo sentimentalismo, patriottismo (jingoismo) e di una durata fluviale, il film possiede una grandiosità visiva d'altri tempi. È una favola postapocalittica atipica: non ci sono mostri o guerre cibernetiche, ma c'è la riscoperta del valore dei legami umani, della parola scritta e della comunicazione come elementi fondanti della civiltà. Un'opera imperfetta, forse un po' pretenziosa, ma dotata di un'anima enorme e sincera che merita assolutamente di essere riscoperta nella nostra bacheca.
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