Misery non deve morire – La terrificante parabola del fanatismo secondo Stephen King
Misery non deve morire (1990).
Diretto da Rob Reiner e magistralmente sceneggiato dal premio Oscar William Goldman, il film è l'adattamento cinematografico del celebre romanzo Misery di Stephen King del 1987. La pellicola deve la sua eterna fama alla spaventosa e monumentale interpretazione di Kathy Bates, affiancata da un eccellente James Caan nei panni di una vittima immobile e disperata. Un'opera ipnotica che trasforma una tranquilla casa isolata dalla neve in un vero e proprio teatro delle torture.
L'amore per un artista può trasformarsi in una prigione di follia e violenza. Uscito nei cinema americani sul finire del 1990 e arrivato in Italia nel marzo del 1991, Misery non deve morire rappresenta uno dei vertici assoluti dei thriller a ambientazione singola. Rob Reiner abbandona le atmosfere più distese dei suoi successi precedenti per immergere lo spettatore in una trappola di neve e sangue, orchestrando una spietata partita a scacchi tra uno scrittore di successo e la sua inquietante "ammiratrice numero uno".
❄️ La Trama: L'incidente, la resurrezione di Misery e l'album degli orrori
Paul Sheldon (James Caan) è un celebre scrittore stanco del personaggio che gli ha dato la fama, Misery Chastain. Deciso a voltare pagina, pubblica un libro in cui la fa morire e si ritira nel suo solito hotel in Colorado per completare un romanzo del tutto nuovo. Durante il viaggio di ritorno, una violenta tormenta di neve gli fa perdere il controllo della sua Ford Mustang, che precipita in una scarpata. A salvarlo dalle lamiere è Annie Wilkes (Kathy Bates), un'ex infermiera che lo porta a casa sua per curargli le gravissime fratture alle gambe. Inizialmente premurosa e fiera di ospitare il suo autore preferito, Annie rivela presto una mente profondamente instabile. Quando scopre che nel finale dell'ultimo libro Paul ha ucciso Misery, la donna va su tutte le furie: lo isola dal mondo, gli brucia il manoscritto inedito e lo costringe, sotto costante minaccia, a scrivere un nuovo libro per "resuscitare" l'eroina.
Costretto sulla sedia a rotelle, Paul tenta più volte la fuga durante le assenze di Annie. In una di queste occasioni scopre un album di ritagli di giornale che svela il passato da serial killer della donna, un tempo accusata dell'omicidio del marito e di diversi neonati in ospedale. Ogni tentativo di resistenza si rivela inutile: accortasi delle sue sortite grazie a una forcina e allo spostamento millimetrico di un pinguino di ceramica, Annie decide di punirlo brutalmente fratturandogli entrambe le caviglie con una mazza. Nemmeno l'intervento del tenace sceriffo Buster McCain salverà la situazione, poiché l'uomo viene barbaramente ucciso dal fucile di Annie sotto gli occhi dello scrittore. Per sopravvivere, Paul capisce di dover usare l'astuzia: finge di ricambiare il suo amore e, al termine della scrittura del libro, attira la donna in un tranello dando fuoco alle pagine del finale. Segue una lotta selvaggia all'ultimo sangue in cui Paul riesce finalmente a uccidere la sua aguzzina colpendola con un pesante soprammobile metallico. Diciotto mesi dopo, nonostante il successo del nuovo libro e la guarigione fisica, il trauma psicologico continuerà a perseguitarlo.
🎬 Dietro le quinte: Modifiche alla sceneggiatura, rifiuti illustri e schegge di genio
La realizzazione della pellicola è costellata di aneddoti produttivi che ne hanno modificato radicalmente il destino:
Dalla pagina allo schermo (con meno sangue): Nel romanzo originale di Stephen King, la folle Annie Wilkes tagliava un piede a Paul Sheldon utilizzando un'ascia. Lo sceneggiatore William Goldman voleva assolutamente mantenere la scena originale, ma il regista Rob Reiner impose la modifica optando per il martello ("l'atto del correggere le caviglie") per evitare che la sequenza diventasse un eccesso puramente cruento. Col tempo, lo stesso Goldman ammise che fu la scelta migliore per non far perdere totalmente al pubblico la percezione della pura e disturbante follia del personaggio.
Il valzer dei no per il ruolo di Paul: Trovare l'attore per il protagonista fu un'impresa titanica. Il ruolo venne rifiutato ben due volte da William Hurt e incassò i secchi "no" di star del calibro di Kevin Kline, Michael Douglas, Harrison Ford, Dustin Hoffman, Robert De Niro, Al Pacino, Richard Dreyfuss, Gene Hackman e Robert Redford. Persino Warren Beatty fu vicino alla parte, ma dovette rinunciare per sovrapposizione con le riprese di Dick Tracy. James Caan accettò infine la sfida, affascinato dall'idea di interpretare un ruolo insolitamente reazionario e passivo anziché il classico uomo d'azione.
La scoperta di Kathy Bates: Prima di questo film, Kathy Bates era un volto quasi sconosciuto al grande pubblico cinematografico. Fu William Goldman a intuire che possedeva la fisicità e il talento perfetto per incarnare Annie Wilkes. Per la parte erano state inizialmente considerate Anjelica Huston e Bette Midler (quest'ultima dichiarò in seguito di essersi pentita amaramente del rifiuto).
I cammei nascosti: Nel film appaiono due brevi cammei non accreditati: l'attore J. T. Walsh veste i panni del poliziotto Sherman Douglas, mentre lo stesso regista Rob Reiner fa una brevissima apparizione nel ruolo di pilota di un elicottero.
Le location e le note musicali: Sebbene la storia sia ambientata in Colorado, le scene esterne della cittadina vennero girate a Genoa, in Nevada, mentre gli interni vennero ricostruiti negli studi di Los Angeles. La colonna sonora, curata da Marc Shaiman, include brani di Junior Walker e celebri pezzi del pianista Liberace, il musicista preferito della folle protagonista.
🏆 Premi e Successo Finanziario: Un trionfo da Oscar
A fronte di un budget di produzione piuttosto contenuto, stimato attorno ai 20.000.000 $, la pellicola si rivelò una miniera d'oro incassando la bellezza di 61.276.872 $ nei soli Stati Uniti d'America, diventando uno dei maggiori successi commerciali del 1990 (battuto in quell'anno solo dal fenomeno Mamma, ho perso l'aereo).
L'accoglienza della critica fu unanime nel definire il film un capolavoro del genere (vanta oggi il 90% di recensioni positive su Rotten Tomatoes e un punteggio di 75 su Metacritic). La straordinaria performance di Kathy Bates le valse sia il Premio Oscar che il Golden Globe come Migliore Attrice Protagonista. Nel 2003, l'American Film Institute ha inserito la sua Annie Wilkes al 17º posto nella classifica dei 50 migliori cattivi della storia del cinema statunitense.
🔍 Il Verdetto di Gio
Misery non deve morire è una vera e propria lezione di cinema su come costruire la tensione e la suspense in uno spazio limitatissimo. James Caan offre una delle prove più mature e difficili della sua carriera, interpretando la sofferenza e il terrore psicologico quasi esclusivamente attraverso lo sguardo e i movimenti del busto. Ma il film appartiene anima e corpo a Kathy Bates: la sua capacità di passare in una frazione di secondo da una placida e infantile dolcezza a una furia omicida glaciale e animalesca toglie letteralmente il fiato. Stephen King stesso ha inserito questa pellicola nella ristrettissima cerchia dei suoi adattamenti cinematografici preferiti di sempre. Un cult assoluto del cinema thriller che non ha perso un briciolo della sua magnetica, spaventosa e grottesca potenza.
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