Molly's Game Anno: 2017 Regia e Sceneggiatura: Aaron Sorkin Attori principali: Jessica Chastain, Idris Elba, Kevin Costner, Michael Cera Budget: $30 milioni — Incassi mondiali: $59.3 milioni

La "Principessa del Poker" che non ha mai giocato una mano Tratto dall'autobiografia di Molly Bloom, il film è un tour de force verbale. Se pensate che un film sul poker parli di carte, vi sbagliate: Molly's Game parla di potere, di etica e di quanto sia difficile per una donna brillante gestire l'ego smisurato di miliardari, star del cinema e criminali. Aaron Sorkin infonde al film il suo ritmo frenetico (già visto in The Social Network), trasformando le aule di tribunale e i tavoli verdi in un campo di battaglia intellettuale. La storia nel dettaglio Molly Bloom (interpretata da una monumentale Jessica Chastain) è una campionessa di sci olimpionico la cui carriera viene stroncata da un banale ramoscello sulla pista durante le qualificazioni. Invece di abbattersi, si trasferisce a Los Angeles e, quasi per caso, finisce per gestire le partite di poker clandestine di un produttore cinematografico. Molly impara in fretta: capisce le regole, studia i giocatori e capisce che l'importante non è il gioco, ma l'esclusività. Si mette in proprio, creando il giro di poker più elitario del mondo. Al suo tavolo siedono attori famosi (tra cui il misterioso e spietato "Giocatore X"), magnati di Wall Street e, senza che lei lo sappia inizialmente, membri della mafia russa. Molly non è una giocatrice, è un'organizzatrice impeccabile che non accetta mazzette e non si droga. Tuttavia, l'avidità dei suoi clienti e la pressione dell'FBI la portano al collasso. Quando viene arrestata, la sua unica difesa è l'avvocato Charlie Jaffey (Idris Elba), che dovrà capire perché questa donna preferisce andare in prigione piuttosto che fare i nomi dei suoi clienti e distruggere le loro vite. Il concept — perché funziona Il film funziona grazie alla struttura a incastro tra il passato (la scalata al successo di Molly) e il presente (la battaglia legale). Sorkin usa la voce narrante di Molly per spiegarci le strategie del poker e la psicologia dei perdenti, rendendo lo spettatore complice della sua ascesa. Il cuore emotivo del film è però il rapporto di Molly con le figure maschili: il padre severo (un ottimo Kevin Costner) che l'ha spinta oltre il limite, e l'avvocato Jaffey, che diventa l'unico uomo a rispettarla non per i suoi soldi, ma per la sua integrità. Le curiosità che non tutti sanno Il mistero del Giocatore X: Nel film, il personaggio interpretato da Michael Cera è una star del cinema crudele che gode nel distruggere la vita degli altri giocatori. Anche se il film non fa nomi, i lettori del libro sanno che il personaggio è ispirato a diverse celebrità reali che frequentavano le partite di Molly, tra cui spicca il nome di Tobey Maguire. Dialoghi a mitragliatrice: La sceneggiatura originale era lunghissima. Sorkin è noto per scrivere dialoghi che gli attori devono recitare a una velocità superiore alla media. Jessica Chastain e Idris Elba hanno dovuto studiare per settimane per mantenere il ritmo "sorkiniano" senza perdere l'intensità emotiva. La vera Molly Bloom: La vera Molly è stata presente sul set e ha collaborato strettamente con la Chastain. Ha dichiarato che vedere il suo incidente sciistico ricostruito nel film è stato catartico ma doloroso. Riconoscimenti: Il film ha ricevuto una candidatura all'Oscar per la Miglior Sceneggiatura Non Originale, confermando Sorkin come uno dei migliori scrittori di Hollywood, capace di rendere eccitante anche una discussione legale su dei file crittografati. Il finale — da proteggere Il finale non è la solita vittoria in stile Hollywood. È una vittoria morale. La scena in cui Molly si rifiuta di consegnare gli hard disk con i nomi dei suoi clienti — anche se questo le garantirebbe la libertà e la restituzione dei suoi soldi — definisce il suo personaggio. "Il mio nome è l'unica cosa che mi è rimasta", dice. La sentenza finale del giudice, che riconosce la sproporzione tra il reato e la persecuzione dell'FBI, è un momento di rara giustizia cinematografica. Il confronto finale al parco con suo padre chiude il cerchio, spiegando anni di traumi e ambizione in soli tre minuti di dialogo serrato. Perché rivederlo oggi Perché è una storia di "empowerment" femminile scritta con un'intelligenza superiore. Non ci sono armi, non ci sono inseguimenti, ma la tensione è più alta che in un film d'azione. Ci insegna che si può cadere rovinosamente — su una pista da sci o in un'aula di tribunale — e ci si può rialzare senza perdere la propria anima. Se amate i film dove l'intelligenza è la qualità più sexy, Molly's Game è il vostro gioco.

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