Morbius (2022): Il vampiro che visse due volte (grazie ai meme)

Ci sono film che passano alla storia per la loro bellezza e altri che ci restano perché diventano il bersaglio perfetto della rete. Morbius appartiene alla seconda categoria. Nato come il terzo tassello del Sony’s Spider-Man Universe, il film di Daniel Espinosa doveva essere un horror-cinecomic cupo e viscerale. È finito per essere un esperimento di marketing andato stallo, capace di generare una popolarità virtuale così distorta da ingannare la stessa Sony. Il mondo: Tra premi Nobel e sangue sintetico Michael Morbius (Jared Leto) è un genio tormentato, un uomo che ha passato la vita a cercare una cura per una rara e mortale malattia del sangue che condivide con l'amico d'infanzia Milo (Matt Smith). Il mondo di Morbius è quello della scienza di confine: laboratori high-tech, esperimenti illegali in acque internazionali e il tentativo disperato di fondere il DNA umano con quello dei pipistrelli vampiri. L'idea di base è un classico: l'uomo che, nel tentativo di guarire, crea un mostro. Una volta iniettata la "cura", Morbius ottiene forza sovrumana, ecolocalizzazione e una sete di sangue insaziabile. Il dramma però non è solo biologico, ma fraterno: Milo, geloso della guarigione, ruba il siero diventando la sua nemesi violenta e senza freni inibitori. La Storia: Il massacro della nave e il duello nelle fogne Il film segue la discesa di Michael nel vampirismo transgenico. Dopo un inizio brutale a bordo di una nave mercantile, dove Morbius massacra l'equipaggio in preda al primo attacco di fame, la trama si sposta a New York. Qui inizia un gioco al gatto e al topo con l'FBI, mentre Milo abbraccia con gioia la sua natura di predatore. Il culmine è uno scontro nelle fogne della città, dove Morbius evoca un esercito di pipistrelli per sconfiggere l'amico. È un finale che cerca l'epica, ma che si scontra con una CGI spesso confusa e una sceneggiatura che corre troppo velocemente verso scene post-credit che cercano disperatamente di connettersi al Multiverso e all'Adrian Toomes di Michael Keaton. L'Estetica: Fumo e sciami Visivamente, Morbius cerca di distinguersi con un effetto "scia" colorata che segue i movimenti dei vampiri, un tentativo di rendere graficamente la loro velocità e l'uso del sonar. Sebbene alcune atmosfere siano azzeccate, il film soffre di una mancanza di identità precisa, oscillando tra l'horror gotico e il classico blockbuster d'azione, senza mai affondare davvero i denti in nessuno dei due generi. Numeri: Costi e il "Miraggio" dei Meme Budget: Il film è costato circa 75 milioni di dollari (inclusi i costi di distribuzione). Un budget contenuto rispetto agli standard Marvel, pensato per limitare i rischi. Incassi: Ha incassato circa 167 milioni di dollari a livello globale. Analisi Economica: Sulla carta, il film ha coperto i costi, ma il vero fallimento è stato d'immagine. La Sony, spinta dal tormentone web "It's Morbin' Time", ha ridistribuito il film in 1000 sale a giugno 2022, convinta che i meme si trasformassero in biglietti venduti. Risultato? Un secondo flop clamoroso che ha incassato solo 300.000 dollari in quel weekend. Perché rivederlo oggi? Morbius merita una visione come reperto sociologico. È il primo film della storia a essere stato "bullizzato" da internet fino a convincere i produttori a riportarlo al cinema per farlo fallire una seconda volta. Al di là dei meme, resta la curiosità di vedere Jared Leto in un ruolo molto trattenuto (quasi l'opposto del suo Joker) e un Matt Smith che, invece, si diverte tantissimo a interpretare il cattivo. Se volete capire come il marketing moderno possa scontrarsi con l'ironia spietata della rete, Morbius è il titolo fondamentale. Non è "l'inizio di una nuova era" come sperava la Sony, ma è sicuramente un film che non dimenticheremo facilmente, per i motivi sbagliati.

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