Parliamo di Torque - Circuiti di fuoco (2004), un film che ha provato a fare con le moto quello che Fast and Furious aveva fatto con le auto, spingendo però l'acceleratore sul pedale dell'assurdo e del divertimento visivo. Se pensi che la fisica sia una legge universale e inviolabile, allora non hai mai visto Torque - Circuiti di fuoco. Uscito nel 2004 sotto la regia del visionario regista di videoclip Joseph Kahn e prodotto da Neal H. Moritz (lo stesso uomo dietro la saga di Fast and Furious), questo film è un frullato di adrenalina pura, colori ipersaturi, CGI spinta al limite e acrobazie che sfidano la gravità.
🏍️ La Trama: Droga, Vendetta e Moto Truccate
Cary Ford (Martin Henderson) torna nella sua città natale per ripulire il suo nome e riconquistare l'ex ragazza Shane (Monet Mazur). Il problema? Ford è scappato tempo prima con alcune motociclette appartenenti a Henry James (Matt Schulze, già visto proprio in Fast and Furious nel ruolo di Vince), uno spietato trafficante di droga. All'insaputa di Ford, i serbatoi di quelle moto nascondono un carico di cristalli di metanfetamina.
Per vendicarsi, Henry uccide Junior, il fratello di Trey Wallace (Ice Cube), il temibile capo della gang di motociclisti dei Reapers, e fa cadere la colpa su Ford. Braccato dall'FBI e da un Ice Cube infuriato e in cerca di sangue, Ford dovrà usare tutta la sua abilità su due ruote per sopravvivere e dimostrare la sua innocenza in una folle corsa contro il tempo.
🎬 Un Festival di Citazioni e "Easter Egg"
Il film è infarcito di chicche per veri nerd del cinema d'azione:
L'omaggio a Spielberg: All'inizio del film, due moto incrociano una Plymouth Valiant rossa e un vecchio camion cisterna Peterbilt. È un esplicito e geniale tributo a Duel, il capolavoro d'esordio di Steven Spielberg.
La frecciatina a Vin Diesel: A metà pellicola, Ford pronuncia la fatidica frase: "Vivo la mia vita a un quarto di miglio alla volta". Shane lo guarda e risponde: "È la stronta più grande che io abbia mai sentito!". Un colpo diretto e ironico al manifesto filosofico di Dominic Toretto.
Cars Suck: Nella primissima scena, quando una moto sfreccia a velocità folle tra due auto, lo spostamento d'aria fa girare un cartello stradale. Per un millisecondo si può leggere la scritta: "Cars suck" (Le auto fanno schifo).
🚀 I Mostri a Due Ruote: Dalla Ninja alla Turbina Y2K
Per gli amanti delle moto, Torque è un catalogo di sogni proibiti su due ruote, anche se adattati alle bizzarre esigenze del set. Si vedono sfrecciare Yamaha R1 e R6, Triumph Daytona 955i, Honda CBR 900RR, e Suzuki GSX-R.
La vera chicca stilistica è l'Aprilia RSV Mille guidata dal protagonista, l'unica moto del film a cui è stata risparmiata la livrea originale. Ma il pezzo forte arriva nel finale con la comparsa della MTT Turbine Superbike (Y2K): un mostro presente nel Guinness dei primati come moto più potente (e costosa) del mondo, spinta nientemeno che dal motore a turbina Rolls-Royce di un elicottero. Nel film viene usata per infrangere la barriera del suono tra le strade di Los Angeles in una sequenza talmente esagerata da fare il giro e diventare memorabile.
L'occhio del motociclista: Nelle scene girate sullo sterrato, i più attenti noteranno che le moto da strada montano improvvisamente forcelle rialzate da cross, manubri alti e gomme tassellate per poter fare acrobazie nella terra, per poi tornare magicamente in configurazione stradale non appena toccano l'asfalto.
🎵 Una Colonna Sonora Nu-Metal e Rock
La musica riflette perfettamente lo spirito dei primi anni 2000. Il regista ha assemblato un EP promozionale intitolato proprio Torque, dove spiccano tracce incendiarie come Someday dei Nickelback, oltre a pezzi di Hoobastank, Jane's Addiction, Kid Rock, Static-X e i N.E.R.D. di Pharrell Williams. Il ritmo perfetto per accompagnare le sgommate e i motori su di giri.
💰 Il Bilancio Finanziario: Costi e Ricavi
Budget di Produzione: Circa 40.000.000 $. Una cifra considerevole per l'epoca, spesa in gran parte per gli allora pionieristici (e massicci) effetti digitali necessari a ricreare gli impossibili inseguimenti urbani e i duelli acrobatici a velocità supersoniche.
Incasso Mondiale: Il film ha incassato circa 46.500.000 $ globalmente. Sebbene al botteghino cinematografico non sia stato il successo travolgente sperato dalla Warner Bros (andando quasi in pari con i costi di produzione e marketing), Torque ha trovato una seconda e redditizia vita nel mercato dell'Home Video (DVD e noleggi), diventando a tutti gli effetti un guilty pleasure generazionale. Torque non va guardato cercando il realismo, ma va preso per quello che è: un fumetto pop e iperbolico che viaggia a 300 all'ora. Joseph Kahn usa la macchina da presa come se stesse girando un video musicale di MTV con steroidi, regalandoci inquadrature assurde (come la telecamera che passa attraverso i pistoni del motore). È divertente, sfrontato, esagerato e non si prende mai sul serio. Un cult assoluto per chi ama la cultura motoristica dei primi anni Duemila.
Blob - Il Fluido che Uccide (1988): il film che non dimentichi
Nel 1989, se volevi vedere del vero horror a Torino, dovevi sperare che i cinema di seconda visione o i piccoli cinema di barriera come il Monterosa azzeccassero la programmazione giusta, oppure dovevi fare i salti mortali tra i videonoleggi di quartiere. Quando The Blob arrivò da noi in VHS, fu una mazzata tra i denti. Nessuno si aspettava che il remake di un classico anni '50 potesse essere così cattivo, violento e claustrofobico. Mentre la Hollywood di oggi censura anche l'ombra, Chuck Russell nel 1988 non faceva sconti a nessuno: i corpi si scioglievano nel fango rosa vivo e persino i bambini facevano una brutta fine. Rivisto oggi, è un manuale di come si usano gli effetti speciali fisici prima che la computer grafica rovinasse il cinema di genere. Un cult totale, sporco e cattivo, che purtroppo in Italia è diventato un fantasma per i collezionisti. Un fanta-horror granitico e iper-splatter, capace di trasformare una minaccia informe in un incubo implacabile che divora una...
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