Pathfinder - La leggenda del guerriero vichingo – Lo scontro brutale tra due mondi

Uscito nel 2007 per la regia di Marcus Nispel (già regista del remake di Non aprite quella porta), Pathfinder - La leggenda del guerriero vichingo (Pathfinder) è un action-movie viscerale e cupo, vagamente ispirato alla pellicola norvegese del 1987 L'arciere di ghiaccio. Il film reinterpreta in chiave fanta-storica e fumettistica i leggendari primi contatti tra i colossi scandinavi e i nativi americani, mettendo in scena un brutale scontro di civiltà dove i vichinghi, per aumentare il senso di estraneità e minaccia, si esprimono esclusivamente nella loro lingua originale, il norreno. Prepariamo archi e frecce, addentriamoci nei boschi del Nuovo Mondo: 🪓 La Trama: Il ragazzo cresciuto tra i fantasmi del passato Tanti secoli prima dello sbarco di Colombo, una banda di spietati guerrieri berserker vichinghi approda in Nord America guidata dal desiderio di razzia e sterminio. Durante una violenta tempesta, la loro imbarcazione, una drakkar, si schianta contro le rocce. Tutti i guerrieri muoiono, tranne il figlio del capo, un ragazzino che viene fortunosamente ritrovato da una donna indigena. La tribù dei nativi decide di accoglierlo, crescendolo secondo le proprie usanze e la propria cultura e ribattezzandolo con il nome di Fantasma. Una volta cresciuto, il giovane desidera ardentemente diventare un guerriero come gli altri maschi del villaggio, ma l'anziano capo-tribù lo frena: lo considera spiritualmente immaturo e tormentato, spiegandogli che diventerà un uomo a tutti gli effetti solo quando si sarà liberato definitivamente dai demoni del suo passato. I demoni, purtroppo, tornano a bussare alla sua porta sotto forma di acciaio e ferro. Una nuova e ancora più terribile ondata di vichinghi scandinavi sbarca sul continente con i medesimi propositi di conquista. Fantasma scorge le navi e corre ad avvisare la sua gente, ma è troppo tardi: gli "uomini-drago" hanno già massacrato l'intero villaggio, compresa la donna che lo aveva adottato. Catturato dai nemici, Fantasma viene riconosciuto per i suoi tratti somatici come un membro della loro stessa razza, ma riesce a fuggire sfruttando la sua profonda conoscenza del territorio boscoso. Trova rifugio in un secondo villaggio indigeno e implora il capo di scappare, ma i guerrieri più giovani scelgono di restare a combattere. Fantasma decide allora di affrontare i vichinghi in prima persona per difendere la sua terra adottiva e scoprire una volta per tutte a quale popolo appartenga davvero, affiancato lungo il percorso dalla figlia del capo-tribù. Dopo aver teso una trappola ai vichinghi che costa la vita a molti guerrieri indigeni, Fantasma, il capo-tribù e la figlia vengono catturati. Il leader vichingo tortura il capo dei nativi per farsi rivelare la posizione degli altri insediamenti, ma l'anziano resiste fino a essere brutalmente giustiziato. Per evitare che la ragazza subisca la stessa fine, Fantasma finge di cedere e accetta di fare da guida ai vichinghi verso l'altro villaggio. Con l'inganno, Fantasma li conduce su un pericolosissimo e stretto sentiero di montagna che costeggia un profondo burrone. Per evitare cadute, consiglia astutamente ai soldati di legarsi tutti insieme con una fune. Credendo che il ragazzo sia tornato dalla loro parte, i vichinghi accettano, ma giunti nel punto più critico Fantasma fa cadere l'ultimo uomo della fila nel precipizio, trascinando con sé tutti gli altri compagni legati. Il brutale signore vichingo riesce a liberarsi in tempo della corda e attacca furiosamente Fantasma. Al termine di un breve e concitato scontro ravvicinato, Fantasma riesce a sopraffarlo, lasciandolo appeso a un ciglio scivoloso e fangoso. Consapevole della fine, il vichingo chiede a Fantasma l'ultimo onore: una morte dignitosa con la spada in pugno, da vero guerriero scandinavo. È in quel preciso istante che Fantasma capisce finalmente a quale popolo appartiene: rifiuta di trafiggerlo con l'arma e lo lascia cadere impietosamente nel vuoto, rinnegando per sempre il suo sangue d'origine per abbracciare la sua vera natura di difensore dei nativi. 🎨 Lo Stile Visivo e il Merchandise Il regista Marcus Nispel, proveniente dal mondo dei videoclip musicali, ha impresso al film uno stile visivo estetico fortissimo, quasi desaturato, dove i colori sono ridotti al minimo e il sangue risalta in modo netto, ricordando pellicole come 300 o Sin City. Proprio a causa di questa forte impostazione grafica e del taglio fortemente avventuroso della pellicola, la celebre casa editrice Dark Horse Comics (la stessa di Hellboy e Star Wars) ha prodotto e distribuito una graphic novel ufficiale basata sulla sceneggiatura del film, intitolata anch'essa Pathfinder, che approfondisce ulteriormente il background dei personaggi. 💰 Il Verdetto di Gio Pathfinder non cerca la precisione storica assoluta, ma punta tutto sull'atmosfera: i vichinghi sono dipinti come colossi corazzati quasi mitologici, spietati e implacabili, in netto contrasto con la spiritualità e la simbiosi con la natura dei nativi americani. Nonostante una sceneggiatura molto semplice e incentrata sull'azione pura, il film regala ottime coreografie di combattimento e una fotografia tetra e nebbiosa davvero suggestiva. Un action-survival d'altri tempi che merita una riscoperta da parte degli amanti del genere!

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