Predators – La caccia totale nel cuore della giungla aliena
Diretto da Nimród Antal e fortemente voluto da un visionario del cinema pop e violento come Robert Rodriguez (qui in veste di produttore e deus ex machina), il film si distacca nettamente dai crossover commerciali degli anni precedenti per riportare il franchise alle sue radici più gloriose: quelle del fanta-horror militare, brutale, sporco e senza esclusione di colpi. Dopo anni di crossover altalenanti che avevano un po' annacquato la spaventosa mitologia del cacciatore alieno più famoso di Hollywood, nel 2010 la 20th Century Fox decide di resettare le coordinate. Con Predators, il regista Nimród Antal e il produttore Robert Rodriguez firmano un vero e proprio sequel spirituale del capolavoro del 1987 con Arnold Schwarzenegger. Il risultato è un survival-thriller ad altissima tensione, che espande l'universo della saga introducendo una nuova e ancora più spietata fazione di cacciatori extraterrestri.
🪐 La Trama: I carnefici della Terra diventano prede
La pellicola si apre con un incipit mozzafiato: il mercenario americano Royce (Adrien Brody) si risveglia mentre sta precipitando nel vuoto, salvandosi solo grazie all'apertura automatica di un paracadute. Si ritrova nel cuore di una fittissima e misteriosa giungla, dove poco dopo atterrano altre persone, tutte armate fino ai denti e letali. Tra loro ci sono Isabel (Alice Braga), cecchina dell'esercito israeliano; Nikolai, uno Spetsnaz russo; Cuchillo, un narcotrafficante messicano; Hanzo, un killer della Yakuza giapponese; Stans, un detenuto condannato a morte; Mombasa, un guerrigliero africano; e infine Edwin (Topher Grace), un apparentemente innocuo medico.
Nessuno di loro sa come sia arrivato lì, ma Royce intuisce subito la verità: non si trovano sulla Terra, bensì su un pianeta-riserva artificiale. Quel variegato gruppo di spietati assassini umani è stato selezionato e "rapito" per un unico scopo: fungere da prede d'élite per una nuova, gigantesca e ancora più brutale razza di "Super-Predator". Braccati da mostri che usano persino segugi alieni per stanarli, i sopravvissuti dovranno unire le forze, scoprendo che a volte la minaccia più letale può nascondersi proprio all'interno del proprio gruppo.
🎬 Il Lungo Calvario Produttivo: Dagli anni '90 al Texas
Il film ha una storia dietro le quinte affascinante che i lettori del tuo blog adoreranno:
La prima bozza di Rodriguez: Robert Rodriguez aveva scritto un trattamento per un ipotetico Predator 3 già nei primi anni '90, che prevedeva il ritorno del "Dutch" di Schwarzenegger su un pianeta-giungla interamente dominato dagli alieni. La Fox all'epoca rifiutò l'idea perché gli effetti visivi digitali erano ancora troppo arretrati e i costi stimati (oltre 150 milioni di dollari) erano proibitivi per l'epoca. Lo studio preferì dirottare i fondi sulla saga di Alien vs Predator.
Il riscatto dei Troublemaker Studios: Solo nel 2009 la Fox riprese in mano quel vecchio trattamento. Rodriguez, impegnato su altri set, decise di produrre la pellicola attraverso la sua casa cinematografica, i Troublemaker Studios ad Austin, in Texas. Per mantenere l'atmosfera selvaggia ed evitare l'abuso di schermi verdi (Green Screen), le riprese esterne si sono svolte per quasi un mese nelle lussureggianti foreste pluviali delle Hawaii, riducendo al minimo la grafica computerizzata in favore di costumi prostetici reali e fango vero.
🔍 Chicche, Citazioni e Connessioni con il Classico del 1987
Predators è una vera e propria lettera d'amore al primo film della saga, infarcita di omaggi intelligenti:
Il fango e il duello: Nello scontro finale, Royce si ricopre interamente di fango per mascherare il proprio calore corporeo e confondere la visuale a infrarossi del Predator dominante, esattamente come fece Arnold Schwarzenegger nel 1987.
Musica e Nostalgia: Il compositore John Debney ha ripreso e riadattato i celebri temi musicali orchestrali scritti da Alan Silvestri per il film originale. Inoltre, durante i titoli di coda, risuona la celebre canzone Long Tall Sally di Little Richard, lo stesso brano che la squadra di "Dutch" ascoltava sull'elicottero all'inizio del capolavoro dell'87.
Omaggi d'autore: Il personaggio dello Yakuza Hanzo è un chiaro omaggio sia al celebre duello di Billy in Predator, sia ai film dell'amico fraterno di Rodriguez, Quentin Tarantino (il nome Hanzo richiama direttamente il mitico fabbricatore di spade di Kill Bill).
💰 Il Bilancio: Un Ottimo Ritorno Economico
Budget di Produzione (Costi): Circa 40.000.000 $. Grazie all'ottimizzazione delle riprese nei teatri di posa texani di Rodriguez e alla scelta di usare stuntmen in costume piuttosto che costosi effetti digitali della ILM, il budget è stato mantenuto straordinariamente basso per gli standard di un blockbuster fantascientifico.
Incasso Mondiale (Ricavi): Il pubblico promosse a pieni voti l'operazione nostalgia in chiave Hard-R (vietata ai minori negli USA per l'alto tasso di sangue e violenza). Predators ha incassato ben 52.000.574 $ sul suolo americano, raggiungendo un totale globale di ben 127.233.108 $. Un successo commerciale solidissimo che ha riacceso i riflettori sul franchise, spianando la strada per il successivo The Predator del 2018. Predators è un fanta-action muscolare che fa esattamente quello che promette: diverte, spaventa e gasa lo spettatore dal primo all'ultimo minuto. La scelta controcorrente di Adrien Brody (noto per ruoli ben più drammatici ed esili) come carismatico leader mercenario si rivela azzeccatissima e controbilanciata da un cast di caratteristi eccezionali (tra cui spicca un folle Laurence Fishburne). L'introduzione della faida interna tra le diverse tribù di Predator aggiunge spessore alla lore della saga. Un survival-movie teso e spietato che merita un posto d'onore sul blog!
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