Il buono, il brutto, il cattivo – La quintessenza dello Spaghetti Western
Questa volta torniamo alle origini del mito di Sergio Leone con il capitolo finale della celebre "trilogia del dollaro", una pellicola che ha ridefinito le regole del cinema western a livello mondiale: Il buono, il brutto, il cattivo.Uscito nel 1966, Il buono, il brutto, il cattivo è il terzo tassello della leggendaria "trilogia del dollaro" di Sergio Leone. Girato sulla scia dei trionfi di Per un pugno di dollari e Per qualche dollaro in più, il regista romano decide qui di spingersi oltre per evitare il rischio di ripetersi: espande il nucleo dei protagonisti da due a tre e inserisce le loro avide peripezie all'interno di una cornice storica monumentale, quella della guerra civile americana. Il risultato è un capolavoro assoluto, una favola picaresca che demistifica i concetti assoluti di Bene e Male in un mondo dominato dal cinismo e dalla violenza.
Analizziamo i segreti e la trama di questa pietra miliare:
💰 La Trama: Tre uomini, un deserto e 200.000 dollari in oro
Stati Uniti, durante la sanguinosa guerra di secessione americana. Tre uomini cinici e spietati incrociano i loro destini sulle tracce di un tesoro nascosto:
Il "Biondo" (Clint Eastwood), il Buono: Un laconico cacciatore di taglie che si guadagna da vivere con un trucco rischioso: cattura il bandito Tuco, intasca la taglia dallo sceriffo e poi, al momento dell'impiccagione, taglia la corda del cappio con una fucilata di precisione per dividere il bottino.
Tuco Benedicto Pacifico Juan María Ramírez (Eli Wallach), il Brutto: Un logorroico, bizzarro e vendicativo bandito messicano ricercato per innumerevoli reati, che oscilla costantemente tra una comica goffaggine e una ferocia imprevedibile.
"Sentenza" (Lee Van Cleef), il Cattivo: Uno spietato e glaciale sicario a pagamento che scopre l'esistenza di una cassa contenente 200.000 dollari in oro sottratti all'esercito confederato da un certo Jackson, che ora si nasconde sotto il falso nome di Bill Carson.
La società tra il Biondo e Tuco si rompe quando il pistolero decide di abbandonare il bandito nel deserto. assetato di vendetta, Tuco riesce a catturare l'ex socio e lo costringe a una marcia forzata sotto il sole cocente, riducendolo in fin di vita. Proprio mentre sta per dargli il colpo di grazia, una diligenza militare sudista piena di soldati morti piomba su di loro. A bordo c'è un unico superstite: il moribondo Bill Carson.
In cambio di aiuto, Carson rivela a Tuco il nome del cimitero in cui è sepolto l'oro (Sad Hill), ma sviene prima di svelare il nome sulla tomba. Mentre Tuco si allontana per cercare dell'acqua, Carson riprende i sensi quel tanto che basta per sussurrare il nome esatto della tomba al Biondo, prima di morire. Da quel momento, i due sono costretti a diventare alleati-nemici: Tuco conosce il cimitero, il Biondo conosce la tomba.
Tra travestimenti da soldati, una degenza nel convento di Sant'Antonio diretto da Padre Pablo (fratello di Tuco), e la cattura da parte delle truppe yankee, i due finiscono nel campo di prigionia di Betterville. Lì incontrano Sentenza, che si è arruolato come sergente unionista per continuare le ricerche. Dopo aver fatto torturare Tuco per farsi rivelare il nome del cimitero, Sentenza stringe una fragile alleanza con il Biondo per trovare la tomba.
Fuggito anche Tuco, i tre destini convergono nei pressi del ponte di Langstone, teatro di una logorante battaglia tra nordisti e sudisti. Il Biondo e Tuco minano e fanno saltare il ponte per permettere agli eserciti di evacuare la zona e attraversare finalmente il fiume.
Il Finale: Il Triello e il cappio
Giunti a Sad Hill, Tuco trova la tomba di Arch Stanton (il nome falso datogli dal Biondo) e inizia a scavare furiosamente, ma la bara contiene solo uno scheletro. Raggiunti da Sentenza, il Biondo svela che il vero nome è scritto su una pietra che posiziona al centro dello spiazzo circolare del cimitero e sfida i due rivali a un "triello" (uno stallo alla messicana a tre vie).
Sotto lo sguardo immobile delle telecamere e sulle note epiche della colonna sonora di Ennio Morricone, la tensione raggiunge il culmine. All'estrazione delle armi, il Biondo uccide Sentenza (che cade in una fossa aperta), mentre Tuco scopre di avere la pistola scarica, svuotata dal Biondo la notte precedente.
Il Biondo rivela che l'oro si trova nella tomba senza nome accanto a quella di Stanton. Dissotterrato il tesoro, il Biondo costringe Tuco a salire su una croce di legno traballante con un cappio al collo, gli lega le mani, prende la sua metà del bottino e si allontana a cavallo. Ma, proprio come ai vecchi tempi, da lunghissima distanza il Biondo spara un colpo di fucile preciso, tagliando la corda e salvando la vita a un furioso e urlante Tuco, prima di sparire all'orizzonte.
🎬 Dietro le quinte: Aneddoti e visioni di un mito
Un'idea nata dal nulla: Dopo il successo dei primi due film, la United Artists propose a Luciano Vincenzoni (sceneggiatore) e Alberto Grimaldi (produttore) un accordo milionario per un nuovo western. I due non avevano alcuna storia pronta, ma Vincenzoni inventò sul momento l'idea di "tre mascalzoni che cercano un tesoro durante la guerra civile". Il budget finale toccò la cifra di 1,3 milioni di dollari, una somma stratosferica per Leone.
La delusione della sceneggiatura: Leone coinvolse la celebre coppia Age & Scarpelli per scrivere il copione, ma il loro lavoro si rivelò un disastro troppo orientato alla commedia tradizionale. Il regista dovette rimettere mano alla sceneggiatura insieme a Sergio Donati per restituirle lo stile epico e crudo tipico del suo cinema.
Le trattative estenuanti con Clint Eastwood: Eastwood inizialmente rifiutò il ruolo del Biondo, ritenendo che il personaggio di Tuco fosse molto più interessante, sfaccettato e centrale. Leone e sua moglie Carla dovettero volare in California per convincerlo. L'attore accettò solo dopo aver strappato un compenso record di 250.000 dollari più il 10% degli incassi occidentali, incrinando in parte il rapporto con il regista.
L'ispirazione chapliniana di Eli Wallach: Per la parte di Tuco, Gian Maria Volonté si propose fortemente, ma Leone cercava un attore con un naturale talento comico. Scelse Eli Wallach dopo averlo visto compiere un gesto ironico e "chapliniano" nel film La conquista del West. Molti dei tic di Tuco, il celebre segno della croce ricorrente e i suoi stessi abiti furono idee personali dello stesso Wallach sul set.
La denuncia della guerra: Sergio Leone utilizzò l'ambientazione della Guerra di Secessione per muovere una durissima critica all'assurdità e alla violenza della guerra, ispirandosi apertamente alle immagini reali dei campi di concentramento nazisti e all'archivio fotografico storico di Mathew B. Brady per ricostruire il campo di prigionia di Betterville.
🎼 Una Colonna Sonora leggendaria
Impossibile scindere la forza visiva del film dalle musiche di Ennio Morricone. Il celebre motivo principale (che imita il verso del coyote) e il brano Il triello scandiscono il ritmo del montaggio e dei primissimi piani leoniani, trasformando lo stallo finale in una vera e propria coreografia lirica e monumentale, capace di influenzare generazioni di registi, a partire da Quentin Tarantino.
🔍 Il Verdetto di Gio
Se Per un pugno di dollari ha aperto la strada, Il buono, il brutto, il cattivo è il film che consacra lo Spaghetti Western nel mito eterno del cinema globale. Leone firma un'opera anarchica, picaresca, dove non esistono eroi ma solo sopravvissuti. La dicotomia tra la freddezza geometrica del Biondo e l'umanità strabordante, sporca e istintiva di Tuco rappresenta uno dei vertici assoluti della scrittura cinematografica. Un capolavoro totale che a distanza di sessant'anni continua a rimanere una lezione di regia e montaggio insuperata.
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