Rambo - First Blood (1982): il film che dovevano fare Clint Eastwood, Al Pacino e De Niro — e che Stallone trasformò in qualcosa di completamente diverso

C'è un film del 1982 che quasi nessuno dei grandi attori dell'epoca voleva fare. Clint Eastwood lo rifiutò. Al Pacino lo rifiutò. Robert De Niro lo rifiutò. Paul Newman lo rifiutò. Dustin Hoffman lo rifiutò. Steve McQueen voleva farlo ma era troppo vecchio. Persino Terence Hill fu contattato — disse no perché il ruolo era troppo violento. Alla fine lo fece Sylvester Stallone. E lo trasformò in qualcosa che nessuno di quegli attori avrebbe potuto fare meglio. La storia John Rambo è un veterano della guerra del Vietnam — ex membro dei Berretti Verdi, medaglia d'onore, sopravvissuto a torture e prigionia. Tornato negli Stati Uniti cerca uno dei suoi commilitoni — l'ultimo amico rimasto del suo gruppo. Lo trova morto, di cancro causato dall'esposizione all'Agente Arancio in Vietnam. Rambo è ora l'unico sopravvissuto della sua unità. Cerca di entrare in una piccola cittadina dello Stato di Washington per mangiare qualcosa. Lo sceriffo Will Teasle — arrogante, prevenuto — lo vede come un vagabondo e lo caccia. Rambo torna indietro provocatoriamente. Teasle lo arresta. Alla stazione di polizia inizia la violenza. Gli agenti lo umiliano, lo picchiano — e scatenano in Rambo i flashback delle torture subite in Vietnam. Rambo si ribella, evade e fugge sulle montagne vicine. Da quel momento inizia una caccia all'uomo che diventerà qualcosa di molto più grande di quanto Teasle avesse immaginato. Quello che rende questo film diverso First Blood non è un film d'azione nel senso classico. È un film sul PTSD — il disturbo da stress post-traumatico — prima che il termine fosse comunemente usato nel cinema. Rambo non attacca per violenza o crudeltà. Reagisce. Ogni aggressione dei poliziotti riattiva i ricordi delle torture in Vietnam. La sua fuga nei boschi non è quella di un criminale — è quella di un uomo che il sistema ha prima usato e poi abbandonato. Nel romanzo originale di David Morrell, Rambo uccideva molti dei suoi inseguitori ed era un personaggio più oscuro e violento. Stallone cambiò radicalmente il personaggio — rese Rambo meno sanguinario, aggiunse caratteristiche umane che ricordavano Rocky Balboa, e ridusse drasticamente le scene di violenza estrema. Il risultato è un film in cui Rambo causa indirettamente la morte di un solo agente — mentre nel romanzo ne uccide molti. Quella scelta trasformò un thriller d'azione in qualcosa di più complesso. Il finale che non fu mai visto La sceneggiatura originale prevedeva che Rambo morisse — come nel romanzo di Morrell. La scena fu effettivamente girata — in una versione in cui era Rambo stesso a suicidarsi invece di essere ucciso dal colonnello Trautman. Stallone si oppose al finale. Lo convinse a essere sostituito con quello che conosciamo — Rambo che si consegna a Trautman dopo un crollo emotivo in cui sfoga tutto il dolore accumulato. Quella scena finale — Rambo che piange raccontando gli orrori del Vietnam e il trattamento ingrato ricevuto al ritorno — è una delle performance più intense della carriera di Stallone. E quasi non esisteva. Il cast che poteva essere Per il ruolo dello sceriffo Teasle i produttori si avvicinarono a Gene Hackman e Robert Duvall — entrambi rifiutarono. Per il colonnello Trautman fu contattato Lee Marvin — rifiutò subito. Kirk Douglas accettò ma abbandonò il film perché contrario al cambio del finale rispetto al romanzo. Rock Hudson firmò ma dovette rinunciare per un intervento chirurgico al cuore. Furono proposti anche Jackie Mason e Milton Berle — nomi impensabili per quel ruolo. Alla fine Richard Crenna fu ingaggiato rapidamente e divenne il Trautman che tutti conoscono. Stallone pagato 3,5 milioni Dopo il successo di Rocky, Stallone aveva un potere contrattuale completamente diverso. Per interpretare Rambo fu pagato 3,5 milioni di dollari — una cifra enorme per l'epoca, soprattutto considerando che aveva accettato Rocky per 20.000 dollari appena sei anni prima. Il titolo — la confusione italiana Negli Stati Uniti il film uscì come First Blood. In Italia fu distribuito semplicemente come Rambo. Quando nel 2008 uscì il quarto capitolo della saga, la produzione decise di chiamarlo semplicemente Rambo — ignorando che quel titolo era già stato usato per il primo film in molti paesi. Di conseguenza in Italia il quarto capitolo dovette essere ribattezzato John Rambo per evitare confusione. Perché rivederlo oggi First Blood incassò 125 milioni di dollari nel mondo su un budget contenuto — un successo enorme che generò una saga intera. Ma il primo film è qualcosa che i sequel non hanno mai replicato — una storia di solitudine, di guerra non elaborata, di un uomo che il proprio paese ha addestrato a uccidere e poi non sa come reintegrare nella società civile. È un film che parla ancora oggi — forse più di allora. In Italia è conosciutissimo ma quasi mai analizzato per quello che è davvero — non un film d'azione, ma un film sul trauma di guerra e sull'abbandono dei veterani. Quella storia merita di essere raccontata bene. Titolo originale: First Blood Anno: 1982 Regia: Ted Kotcheff Attori principali: Sylvester Stallone, Richard Crenna, Brian Dennehy Budget: $15 milioni — Incassi mondiali: $125 milioni

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