Salvate il soldato Ryan – L'epopea bellica definitiva di Steven Spielberg che ha fatto la storia del cinema

Salvate il soldato Ryan (Saving Private Ryan, 1998). Diretto da un Steven Spielberg in uno stato di grazia divino (premiato con l'Oscar alla regia) e sorretto da un cast straripante guidato da un immenso Tom Hanks, affiancato da Matt Damon, Tom Sizemore, Edward Burns e un giovanissimo Vin Diesel, il film è un'esperienza sensoriale totale. I primi venti minuti sullo sbarco in Normandia sono considerati, senza mezzi termini, tra le sequenze più impressionanti, realistiche e terrificanti mai impresse su pellicola.Ci sono traguardi che meritano di essere celebrati con i monumenti della settima arte. Per il post numero 200 della nostra bacheca, sbarchiamo sulle coste della Normandia per analizzare il capolavoro bellico che ha cambiato per sempre le regole del genere. Uscito nelle sale americane nel luglio del 1998 (e arrivato in Italia il 23 ottobre dello stesso anno), Salvate il soldato Ryan non è solo un film di guerra: è un'immersione brutale, ravvicinata e priva di filtri nella carne da macello della storia. Steven Spielberg abbandona ogni retorica patriottica o hollywoodiana per scaraventare lo spettatore dentro il fango, il sangue e il rumore assordante dei proiettili, firmando un atto d'amore doloroso verso il sacrificio umano. 🪖 La Trama: L'inferno di Omaha Beach e una missione d'onore 6 giugno 1944: il D-Day. Il capitano John Miller (Tom Hanks) guida i Rangers dell'esercito statunitense durante il tragico e sanguinoso sbarco a Omaha Beach, affrontando lo sbarramento di fuoco delle mitragliatrici tedesche in una vera e propria carneficina. Sopravvissuto miracolosamente all'inferno della spiaggia, Miller riceve un ordine insolito e ad altissimo rischio direttamente dall'alto comando a Washington: il generale George Marshall ha scoperto che tre fratelli della famiglia Ryan sono caduti in combattimento nel giro di pochissimi giorni. L'ultimo dei quattro fratelli, il paracadutista James Francis Ryan (Matt Damon), risulta disperso nell'entroterra francese dietro le linee nemiche dopo il lancio della 101ª Divisione Aviotrasportata. Per risparmiare alla madre il quarto, devastante dolore, Miller deve mettere in piedi una squadra di otto uomini per rintracciare il ragazzo e riportarlo a casa sano e salvo. La pattuglia guidata da Miller – che comprende il fedele sergente Horvath (Tom Sizemore), il cecchino devoto Jackson (Barry Pepper), il ribelle Reiben (Edward Burns), il giovane Caparzo (Vin Diesel) e l'inesperto interprete d'ufficio Upham (Jeremy Davies) – si addentra nel territorio occupato dai nazisti. Durante la marcia, tra cecchini nascosti, pioggia e villaggi distrutti, gli uomini cominciano a mettere in discussione il senso profondo della missione: ha davvero senso rischiare la vita di otto soldati validi per salvarne uno solo che non conoscono nemmeno? La risposta arriverà nel drammatico e d'antologia scontro finale a Ramelle, dove il destino di Miller e quello del soldato Ryan si incroceranno in un passaggio di consegne morale che risuonerà per il resto della vita. 🎬 Dietro le quinte: Trauma vero per i reduci, addestramenti brutali e colori sbiaditi La genesi e la realizzazione di questo colossal sono costellate di dettagli che testimoniano la cura maniacale e quasi documentaristica di Spielberg: Il disturbo da stress post-traumatico nei cinema: La celeberrima sequenza iniziale dello sbarco (lunga ben 24 minuti e costata da sola 12 milioni di dollari) fu girata su una spiaggia in Irlanda usando oltre 1.500 comparse, tra cui veri soldati dell'esercito irlandese e persone mutilate per rendere realistici gli effetti delle esplosioni. Il realismo del comparto sonoro e visivo fu così devastante che, all'uscita del film nei cinema americani, il Ministero degli Affari dei Veterani istituì un numero verde speciale per supportare psicologicamente i tantissimi reduci della Seconda Guerra Mondiale che avevano avuto attacchi di panico e crisi di pianto in sala a causa dei ricordi riaffiorati. Il finto "odio" per Matt Damon: Prima dell'inizio delle riprese, Spielberg costrinse tutti gli attori protagonisti a sottoporsi a un durissimo addestramento militare di sei settimane nei boschi, gestito dall'ex capitano dei Marines Dale Dye, facendoli dormire nel fango e razionando il cibo. C'era però un'unica eccezione: Matt Damon fu esentato dall'addestramento. Spielberg lo fece di proposito: voleva che gli altri attori provassero un reale risentimento e una sottile antipatia nei confronti di Damon, sentimenti che sarebbero poi emersi spontaneamente sul set durante i dialoghi in cui la squadra si lamenta di dover rischiare la pelle per lui. Una fotografia "rovinata" di proposito: Per dare al film l'aspetto cupo, granuloso e sbiadito dei vecchi cinegiornali d'epoca in 16mm (come i celebri scatti del fotografo Robert Capa a Omaha Beach), il direttore della fotografia Janusz Kaminski tolse i rivestimenti protettivi dalle lenti delle cineprese e modificò il processo chimico dello sviluppo della pellicola. Quando il film arrivò nei cinema, molte sale cinematografiche, convinte che la pellicola fosse difettosa o stampata male, tentarono di regolare la luminosità dei proiettori, costringendo la produzione a inviare un telegramma ufficiale per spiegare che quell'effetto sporco era voluto. 💰 Il Bilancio Finanziario: Un trionfo commerciale ed emotivo planetario Budget di Produzione (Costi): Notevole, pari a circa 70.000.000 $. Una cifra gestita al millesimo da Spielberg, spesa quasi interamente per la ricostruzione storica delle armi, dei mezzi corazzati (compresi veri carri armati Tiger ricostruiti su telai sovietici) e per la logistica impressionante delle riprese in Irlanda e Inghilterra. Incasso Globale (Ricavi): Il film fu un terremoto commerciale e culturale in tutto il mondo. Negli Stati Uniti portò a casa ben 216 milioni di dollari, mentre nei mercati internazionali polverizzò ogni record per un film drammatico vietato ai minori, chiudendo a un totale mondiale straordinario di ben 482.349.603 $. Diventò il maggior incasso americano del 1998. 🔍 Il Verdetto di Gio Salvate il soldato Ryan è un capolavoro assoluto che si è guadagnato di diritto un posto nel DNA della storia del cinema. Se la prima mezz'ora è una lezione di regia e montaggio che toglie il fiato, il film funziona magnificamente anche nella parte centrale, trasformandosi in una bellissima e intima riflessione sulla perdita dell'innocenza e sul senso del dovere. Tom Hanks regala una delle prove più mature e umane della sua straordinaria carriera, tratteggiando un capitano Miller segnato dai tremori alle mani e dagli incubi, ma sorretto da un'etica incrollabile. Le battute finali, con la celebre frase sussurrata a Ryan ("Meritatelo..."), stringono il cuore in una morsa emotiva ogni volta. Un film immenso, indimenticabile e perfetto per festeggiare il nostro traguardo.

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