Sin City – Il brutale, ipnotico e rivoluzionario capolavoro noir che ha fuso il cinema con l'arte del fumetto
Diretto a quattro mani da Robert Rodriguez e dal genio del fumetto Frank Miller (con la complicità di un "regista ospite" d'eccezione come Quentin Tarantino), questo film del 2005 ha letteralmente strappato le tavole della graphic novel originale per stamparle direttamente sul grande schermo, fondendo cinema e fumetto come mai si era visto prima.
Uscito nelle sale nel 2005, Sin City è un esperimento visivo e narrativo senza precedenti, un'opera d'arte ultra-stilizzata che ha ridefinito l'uso del digitale a Hollywood. Il film traspone tre delle storie più famose dell'omonima serie a fumetti di Frank Miller, intrecciandole tra i vicoli bui e violenti di Basin City (soprannominata appunto "Sin City", la città del peccato). C'è Marv, un gigantesco e inarrestabile brutto ceffo dal cuore d'oro, pronto a scatenare un massacro biblico per vendicare l'omicidio di Goldie, l'unica donna che gli abbia mai concesso una notte d'amore. C'è Dwight, un fotografo dal passato misterioso che si ritrova a difendere le prostitute di Vecchia Città dopo l'uccisione accidentale di un poliziotto corrotto. E infine c'è Hartigan, un anziano poliziotto onesto a un passo dalla pensione, incastrato e imprigionato per aver salvato la piccola Nancy dalle grinfie di un sadico pedofilo imparentato con le alte sfere del potere.
Un noir viscerale, violento e poetico, dominato da un bianco e nero contrastatissimo dove il colore esplode solo per evidenziare dettagli simbolici e disturbanti.
Titolo originale: Sin City
Anno: 2005
Regia: Robert Rodriguez, Frank Miller (Special Guest Director: Quentin Tarantino)
Soggetto: Tratto dalla graphic novel di Frank Miller
Attori principali: Bruce Willis, Mickey Rourke, Clive Owen, Jessica Alba, Rosario Dawson, Benicio del Toro, Elijah Wood
Budget: $40 milioni — Incassi mondiali: Oltre $160 milioni
«Camminare nei vicoli di questa città è come camminare all'inferno. Ma qui ci sono nato. E ci vivo.» Alzate il bavero del cappotto, caricate le pistole e fate attenzione alle ombre!
🔫 La Trama: Sangue, sesso e vendetta nella Città del Peccato
Il film è una struttura a episodi intrecciati che si aprono e si chiudono all'interno del losco e fumoso Kadie's Bar, il fulcro della vita notturna di Basin City.
1. Il duro addio: Marv (Mickey Rourke) è un colosso d'uomo sfigurato, instabile e imbottito di psicofarmaci, che vive ai margini della società. Una notte, una bellissima prostituta d'alto borgo di nome Goldie gli concede una notte di pura e inaspettata passione. Al suo risveglio, Marv trova Goldie morta al suo fianco nel letto, assassinata brutalmente nel sonno. Pochi istanti dopo, la polizia circonda l'edificio, rivelando che qualcuno ha teso a Marv un'imboscata per incastrarlo. Furioso e devastato dal dolore, Marv sfugge alla cattura e inizia una caccia all'uomo spietata e sanguinosa per scoprire chi ha ucciso la sua "dea". La sua indagine ravviserà una verità raccapricciante: Goldie è stata la vittima di Kevin (Elijah Wood), un serial killer cannibale muto e agilissimo che mangia le sue vittime protetto dal potente Cardinale Patrick Henry Roark. Marv penetra nella fortezza di Kevin e, dopo un combattimento brutale, lo mutila e lo dà in pasto ai suoi stessi lupi. Successivamente si reca dal Cardinale Roark, massacrandolo a mani nude. Catturato infine dalla polizia corrotta, Marv viene condannato alla sedia elettrica, morendo con il sorriso sulle labbra per aver compiuto la sua vendetta.
2. Un pugno di stracci (QuelCustomers di Vecchia Città): Dwight McCarthy (Clive Owen) è un fotografo dal volto ricostruito chirurgicamente che lavora come vigilante privato. Quando scopre che il viscido ed eccentrico "Jackie Boy" (Benicio del Toro) sta perseguitando la sua nuova fiamma Shellie, Dwight lo segue fino a Vecchia Città, il quartiere a luci rosse gestito in totale autonomia e con le armi in pugno da una letale corporazione di prostitute guidata da Gail (Rosario Dawson). Jackie Boy esagera e minaccia una delle ragazze, venendo istantaneamente giustiziato dalla silenziosa e letale mercenaria Miho (Devon Aoki). Il problema è che Jackie Boy era in realtà Jack Rafferty, un pluridecorato detective della polizia di Sin City. La sua morte rischia di infrangere la fragile tregua tra le prostitute, la mafia e la polizia corrotta. Dwight decide così di nascondere il cadavere di Jackie Boy nelle fogne delle segherie, ma cade in un'imboscata tesa dai mercenari della mafia guidati dall'irlandese Manute. Ne segue una gigantesca e spettacolare guerriglia urbana tra le ragazze di Vecchia Città e i mafiosi, che si conclude con un totale massacro di questi ultimi grazie alle trappole di Dwight e alle lame di Miho.
3. Quel bastardo giallo: L'anziano e onesto detective John Hartigan (Bruce Willis), a un'ora esatta dalla pensione e affetto da gravi problemi cardiaci, compie un ultimo gesto eroico: disobbedisce agli ordini del suo partner corrotto Bob e penetra in un magazzino abbandonato per salvare Nancy Callahan, una bambina di undici anni rapita da Roark Junior, il sadico figlio pedofilo del potentissimo senatore Roark. Hartigan evira e riduce in fin di vita Junior, ma viene tradito da Bob che gli spara alle spalle. Per proteggere Nancy dalla vendetta della famiglia Roark, Hartigan accetta di addossarsi tutte le colpe, passando otto lunghissimi anni in isolamento in prigione mentre il senatore Roark lo tortura psicologicamente. Una volta scarcerato, Hartigan ritrova Nancy (Jessica Alba), diventata una sensuale ballerina del Kadie's Bar. Ma la liberazione è una trappola: Roark Junior è ancora vivo, ma a causa delle operazioni chirurgiche è diventato un mostro deforme dalla pelle gialla e dall'odore nauseabondo (il "Bastardo Giallo"). Junior rapisce nuovamente Nancy per completare l'opera di otto anni prima, ma Hartigan lo rintraccia in una fattoria isolata: lo massacra di botte e lo uccide brutalmente. Capendo che il senatore Roark non smetterà mai di dare la caccia a Nancy finché lui rimarrà in vita, Hartigan si punta la pistola alla tempia e si suicida nella neve, salvando per l'ultima volta la ragazza.
🎬 Il Dietro le Quinte: Lo strappo con la Directors Guild e l'ospitata di Tarantino
Il folle addio alla DGA: Per convincere Frank Miller a cedergli i diritti del fumetto, il regista Robert Rodriguez gli promise che avrebbero co-diretto la pellicola insieme, in modo da garantire il rispetto assoluto dell'opera originale. Tuttavia, le rigide regole della Directors Guild of America (il sindacato dei registi americani) vietavano tassativamente che un film avesse più di un regista accreditato, a meno che non si trattasse di un duo consolidato (come i fratelli Coen). Rodriguez lottò duramente con il sindacato e, pur di non togliere il nome di Frank Miller dai titoli di testa, diede clamorosamente le dimissioni dalla DGA a pochi giorni dall'inizio delle riprese, rinunciando a coperture sindacali e a futuri contratti milionari pur di difendere la paternità creativa del suo amico fumettista.
La scommessa di Quentin Tarantino: All'interno del film è presente una memorabile scena diretta interamente da Quentin Tarantino (quella dell'episodio di Dwight in cui Jackie Boy, ormai morto con una lama conficcata nella gola, continua a parlare e a delirare all'interno dell'auto in corsa). Tarantino accettò l'invito dell'amico fraterno Rodriguez come "regista ospite speciale", facendosi pagare la cifra simbolica di 1 solo dollaro. Rodriguez utilizzò quel set per dimostrare a Tarantino l'efficacia delle nuove telecamere digitali ad alta definizione (le Sony HDC-F950), che Tarantino fino a quel momento aveva sempre rifiutato, preferendo la classica pellicola da 35mm.
🏆 La Rivoluzione Digitale e il Successo
Sin City è stato uno dei primissimi film della storia del cinema (insieme a Sky Captain and the World of Tomorrow) a essere girato interamente su un green screen totale (lo "sfondo verde"). Gli attori recitavano all'interno di un magazzino vuoto a Austin, in Texas, senza alcuna scenografia reale. Tutte le imponenti e geometriche architetture della città, le automobili, la pioggia battente e le ombre espressioniste sono state interamente disegnate al computer in post-produzione, ricalcando millimetricamente le tavole inchiostrate da Frank Miller.
Il film fu un trionfo straordinario sia di critica (venne presentato in concorso al Festival di Cannes, vincendo il Premio Tecnico) sia di pubblico, incassando ben 160 milioni di dollari a fronte di un budget di soli 40 milioni. Nel 2014 è uscito un sequel, Sin City - Una donna per cui uccidere.
🔍 Il Verdetto di Gio
Sin City è un capolavoro monumentale che ha cambiato per sempre il rapporto tra il cinema e i fumetti. Non si tratta di un semplice adattamento, ma di una vera e propria trasmutazione della cellulosa in pixel. Robert Rodriguez e Frank Miller firmano una regia spietata, poetica, ipnotica e violentissima, che scorre come un fiume di inchiostro nero e sangue. Mickey Rourke regala la performance della vita sotto chili di trucco prostetico, creando un Marv indimenticabile e tragico, mentre Bruce Willis incarna alla perfezione l'ultimo barlume di romanticismo e integrità del cinema noir classico. Il cast di contorno è un parterre di stelle in stato di grazia, esaltato da un montaggio sincopato e da una fotografia digitale in bianco e nero che, a distanza di vent'anni, taglia ancora lo schermo come un rasoio. Un cult assoluto e intramontabile che brilla di luce propria nella nostra bacheca.
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