Splice – Il bio-horror moderno che raccoglie l'eredità di Frankenstein e Cronenberg
Prepariamo le provette di contenimento bio-hazard, isoliamo i laboratori della N.E.R.D. e, mi raccomando, non lasciamoci ingannare da quegli occhioni curiosi: gli esperimenti genetici non autorizzati hanno sempre un prezzo altissimo da pagare!Tornando nel cuore del cinema di fantascienza biologica con un fanta-horror torbido, disturbante e visivamente magnetico: Splice (2009).
Prodotto dal maestro del fantastico Guillermo del Toro e diretto dal canadese Vincenzo Natali (il geniale regista dietro al cult claustrofobico Cube - Il cubo), il film vede come protagonisti un solido Adrien Brody (premio Oscar per Il pianista) e una magnetica Sarah Polley, affiancati dalla straordinaria performance fisica della modella e attrice francese Delphine Chanéac nei panni della creatura.
Se c'è un regista capace di trasformare la claustrofobia architettonica e biologica in un thriller psicologico, quello è Vincenzo Natali. Con Splice (2009), presentato con enorme successo di critica al Sitges Film Festival e arrivato nelle sale italiane il 13 agosto del 2010, il regista canadese raccoglie la pesante eredità del Frankenstein di Mary Shelley e la fonde con le mutazioni carnose e disturbanti del cinema di David Cronenberg. Il risultato è una pellicola destabilizzante, che parte come un classico esperimento di laboratorio per poi deviare in territori psicologici e sessuali decisamente audaci, capaci di raggelare lo spettatore.
🧬 La Trama: L'ibrido genetico e la degenerazione del triangolo familiare
Clive Nicoli (Adrien Brody) e Elsa Kast (Sarah Polley) sono una giovane, ambiziosa e anticonformista coppia di scienziati genetisti che lavorano per la multinazionale farmaceutica Newstead. La loro specializzazione consiste nel fondere il DNA di diverse specie animali per creare incredibili organismi ibridi in grado di produrre proteine mediche rivoluzionarie per la cura di gravi malattie. Quando la compagnia decide di bloccare le loro ricerche volte a fare il passo successivo – ovvero introdurre DNA umano nella fusione – Clive ed Elsa decidono di contravvenire agli ordini e portare avanti l'esperimento in totale segretezza nei laboratori sotterranei.
L'esperimento dà vita a una creatura unica: un ibrido umano-animale che si sviluppa a una velocità impressionante. Inizialmente simile a una larva, l'organismo muta rapidamente assumendo sembianze antropomorfe, sebbene presenti zampe giuntate come quelle di un uccello predatore, occhi distanti, una pelle traslucida e una pericolosa coda dotata di un pungiglione velenoso. Elsa, mossa da un istinto materno distorto e protettivo (figlio di traumi infantili mai superati), battezza la creatura Dren (l'anagramma di "Nerd", il soprannominato dello studio). Con il passare dei giorni, Dren sviluppa un'intelligenza acuta, impara a comunicare tramite simboli e manifesta la capacità di respirare sott'acqua e di volare grazie ad ali retrattili. Quando le sue dimensioni diventano ingestibili per il laboratorio, la coppia la trasferisce nella vecchia fattoria isolata della madre di Elsa. Lì, Dren raggiunge la maturità sessuale. Il rapporto tra i tre scienziati degenera drammaticamente: Dren sviluppa una fortissima attrazione erotica per Clive e una feroce gelosia verso Elsa, trasformando la dinamica familiare in un incubo edipico e incestuoso che precipiterà verso la violenza più brutale quando la biologia dell'ibrido riserverà un'ultima, sconvolgente mutazione di genere.
🎬 Dietro le quinte: Un parto durato dieci anni e il trucco di Dren
La genesi e la realizzazione visiva di questo fanta-horror sono costellate di dettagli affascinanti:
Una sceneggiatura congelata: Vincenzo Natali scrisse la prima stesura di Splice subito dopo il successo di Cube nel 1997. Tuttavia, a causa della mancanza di fondi e dei limiti evidenti della computer grafica dell'epoca (il regista si rifiutava di usare un banale mostro in CGI digitale), il progetto rimase bloccato in un cassetto per oltre dieci anni, finché l'intervento di Guillermo del Toro come produttore non sbloccò i finanziamenti.
La straordinaria interpretazione di Delphine Chanéac: Per interpretare Dren nella sua fase adulta, l'attrice francese Delphine Chanéac si sottopose a un duro allenamento fisico per imparare a muoversi in modo felino e non umano. Per il look, l'attrice dovette radersi completamente la testa a zero e indossare ogni giorno protesi alle gambe e lenti a contatto speciali. I dettagli digitali (come gli occhi distanziati e la coda) vennero aggiunti in post-produzione combinando perfettamente trucco reale e green screen.
La metafora dei nomi: I nomi dei due scienziati protagonisti, Clive ed Elsa, non sono casuali. Si tratta di un esplicito e colto omaggio cinefilo a Colin Clive (l'attore che interpretò il Dr. Henry Frankenstein nel leggendario film del 1931) e a Elsa Lanchester (la memorabile interprete della sposa nel cult La moglie di Frankenstein del 1935).
💰 Il Bilancio Finanziario: Un cult da riscoprire
Budget di Produzione (Costi): Realizzato con un budget stimato di circa 26.000.000 $. Una cifra gestita con intelligenza da Natali, che scelse di concentrare le spese sul design impeccabile e realistico di Dren e su pochi ambienti isolati e claustrofobici (il laboratorio asettico e la decadente fattoria di campagna).
Incasso Globale (Ricavi): Al botteghino il film non ottenne il successo sperato, incassando circa 17 milioni di dollari nei soli Stati Uniti e fermandosi a un totale globale di poco superiore ai 27.000.000 $. Nonostante gli incassi tiepidi in sala (dovuti a una campagna di marketing errata che lo spacciava per un banale monster-movie d'azione), la pellicola è stata ampiamente rivalutata nel mercato dell'Home Video e dello streaming, diventando un'opera di culto assoluto per gli amanti della fantascienza hardcore.
🔍 Il Verdetto di Gio
Splice è un film coraggioso che non ha paura di sporcarsi le mani e di disturbare profondamente la moralità dello spettatore. Vincenzo Natali firma un'opera splendida dal punto di vista visivo, dove la tensione non nasce dai classici jump scare, ma dall'evoluzione psicologica morbosa e perversa dei tre protagonisti. Adrien Brody e Sarah Polley sono perfetti nel mostrare l'arroganza della scienza che si scontra con l'imprevedibilità della natura. Ma la vera stella è Delphine Chanéac, capace di infondere a Dren una carica di erotismo alieno, tenerezza e spietatezza animale che la rende uno dei "mostri" più complessi e indimenticabili del cinema moderno. Un film affascinante e malato, consigliatissimo a chi cerca una fantascienza adulta e priva di compromessi.
Commenti
Posta un commento