The Big Short Anno: 2015 Regia: Adam McKay Attori principali: Christian Bale, Steve Carell, Ryan Gosling, Brad Pitt Budget: $28 milioni — Incassi mondiali: $133.4 milioni
Il film che ha spiegato al mondo come siamo stati truffati
Ci sono film che intrattengono e film che ti aprono gli occhi. La grande scommessa fa entrambe le cose. Tratto dal saggio di Michael Lewis, il film racconta la genesi della crisi finanziaria del 2007-2008 attraverso gli occhi degli unici "outsider" che avevano capito tutto mentre il mondo ballava sul ciglio del burrone. È una commedia nerissima, veloce come un proiettile, che usa la quarta parete per spiegare concetti complessi come i "mutui subprime" o i "CDO sintetici" con l'aiuto di guest star come Margot Robbie o Anthony Bourdain.
La storia nel dettaglio
Il film segue tre linee narrative parallele, unite da un unico filo conduttore: la scoperta che il mercato immobiliare americano è una gigantesca bolla pronta a esplodere.
Michael Burry (Christian Bale): Un ex neurologo affetto da Asperger che gestisce un fondo d'investimento. Analizzando migliaia di singoli mutui, scopre che sono basati su prestiti che nessuno rimborserà mai. Decide di "scommettere contro" l'America, convincendo le banche a creargli dei Credit Default Swap. Le banche ridono di lui, convinte che il mercato immobiliare sia solido come il granito, ma Burry ha ragione: il crollo gli frutterà miliardi, anche se al prezzo di una solitudine estrema e dell'odio dei suoi clienti.
Jared Vennett e Mark Baum (Ryan Gosling e Steve Carell): Vennett è un cinico banchiere della Deutsche Bank che intuisce il potenziale della scoperta di Burry. Contatta Baum, un gestore di fondi idealista e collerico, che vive con un senso di colpa perenne. Baum e il suo team scendono in campo, vanno in Florida a vedere con i propri occhi le case vuote, i quartieri fantasma e gli spogliarellisti che possiedono cinque appartamenti con mutui a tasso variabile. La loro scoperta è terrificante: non è solo un errore, è una frode sistemica protetta dalle agenzie di rating.
Charlie Geller e Jamie Shipley (John Magaro e Finn Wittrock): Due giovani investitori che partono dal nulla. Trovano per caso il documento di Vennett e decidono di entrare nel gioco. Vengono aiutati da Ben Rickert (Brad Pitt), un ex banchiere disgustato dal sistema che vive in isolamento paranoico. Sarà proprio Rickert a ricordare ai due ragazzi la triste verità: se loro vinceranno la scommessa, milioni di persone perderanno la casa, il lavoro e la dignità.
Il concept — perché funziona
Adam McKay, che veniva dalle commedie demenziali con Will Ferrell, ribalta completamente il suo stile. La telecamera è nervosa, quasi documentaristica. Il montaggio è frenetico, pieno di immagini pop, clip musicali e infografiche improvvisate. Funziona perché non tratta lo spettatore da stupido, ma ammette onestamente che la finanza è stata resa complicata apposta affinché nessuno facesse domande. Il contrasto tra l'entusiasmo dei protagonisti per la "vincita" e l'orrore morale della catastrofe imminente crea una tensione unica nel cinema contemporaneo.
Le curiosità che non tutti sanno
La trasformazione di Bale: Per interpretare Michael Burry, Christian Bale ha trascorso molto tempo con il vero Burry, studiando i suoi tic, il suo modo di camminare e persino la sua ossessione per la musica Heavy Metal. Nel film, Bale suona davvero la batteria in una scena per scaricare la tensione.
Spiegazioni pop: L'idea di usare celebrità nei panni di loro stessi (come Selena Gomez o Margot Robbie in una vasca da bagno) per spiegare i termini tecnici è stata di McKay. Voleva che lo spettatore non si sentisse annoiato dai numeri, ma coinvolto dalla narrazione.
Edward Norton (di nuovo): Curiosamente, Steve Carell ha dichiarato che per il ruolo di Mark Baum si è ispirato proprio a certe dinamiche di frustrazione che aveva visto in altri attori del metodo, portando una carica di rabbia e umanità incredibile al personaggio.
Nessun colpevole: Il film si chiude con una nota amara e realistica: nonostante la frode colossale che ha messo in ginocchio l'economia globale, solo un banchiere è finito in prigione. Il sistema ha semplicemente cambiato nome ai "prodotti tossici" e ha continuato a venderli.
Il finale — da proteggere
Non c'è gloria nel finale. Mark Baum liquida le sue posizioni ottenendo un profitto miliardario, ma lo fa con le lacrime agli occhi, sapendo che il contribuente americano pagherà il conto delle banche che hanno fallito. Michael Burry chiude il suo fondo e inizia a investire in un'unica risorsa: l'acqua. L'epilogo ci sbatte in faccia la realtà: la bolla è scoppiata, la gente è finita in strada, e chi ha causato il disastro ha ricevuto bonus milionari dallo Stato. È un finale che non ti lascia sollevato, ma incazzato nero.
Perché rivederlo oggi
Perché è una lezione di storia ed economia ancora tristemente attuale. Mentre guardiamo i protagonisti scommettere contro il sistema, non possiamo fare a meno di chiederci: "Qual è la prossima bolla?". È un film che insegna a guardare oltre i titoli dei giornali e a dubitare delle verità assolute. Un capolavoro di sceneggiatura (vincitore del premio Oscar) che diverte mentre ti racconta la fine del mondo come lo conoscevamo.
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