The Color of Money Anno: 1986 Regia: Martin Scorsese Attori principali: Paul Newman, Tom Cruise, Mary Elizabeth Mastrantonio, Helen Shaver Budget: $14 milioni — Incassi mondiali: $52 milioni
C'è un film del 1986 che contiene una delle migliori performance della carriera di Paul Newman, il giovane Tom Cruise nel ruolo che lo consacrò definitivamente come star, la regia di Martin Scorsese al massimo della sua eleganza visiva — e una battuta di dialogo che 7 anni dopo diede il titolo a uno dei videogiochi più influenti della storia.
Il Colore dei Soldi è tutto questo. Ed è uno dei film più sottovalutati del decennio.
La storia
Eddie Felson — detto Eddy lo Svelto — era il miglior giocatore di biliardo d'America. Venticinque anni dopo gli eventi de Lo Spaccone, il film di Robert Rossen del 1961, Eddie è diventato un ricco procacciatore di alcolici. Il biliardo è un ricordo lontano.
Poi vede Vincent Lauria giocare in un bar.
Vincent è giovane, arrogante, straordinariamente talentuoso — e completamente incapace di controllare il proprio ego. Eddie rivede in lui se stesso da giovane. E sente riaccendersi qualcosa che pensava spento per sempre.
Gli propone un accordo — Eddie lo porta in giro per i saloni del paese, gli insegna il mestiere, divide i guadagni. Vincent accetta. Insieme alla fidanzata Carmen, i tre iniziano un tour attraverso gli stati americani alla ricerca di avversari da battere.
Il conflitto generazionale
Il cuore del film non è il biliardo. È il rapporto tra Eddie e Vincent — due generazioni di talento che si scontrano su cosa significhi davvero essere bravi.
Eddie ha imparato nel modo più duro che il talento puro non basta. Servono pazienza, controllo, la capacità di perdere quando conviene per guadagnare di più dopo. Vincent non vuole sentire niente di tutto questo — vuole vincere ogni partita, sempre, al massimo delle sue possibilità.
È il conflitto eterno tra l'istinto e l'esperienza. E Scorsese lo racconta senza prendere le parti di nessuno dei due.
Paul Newman — l'Oscar tardivo
Paul Newman era stato candidato all'Oscar sette volte prima del 1987 senza mai vincere — tra cui una candidatura per Lo Spaccone nel 1961, il film che aveva creato il personaggio di Eddie Felson venticinque anni prima.
Con Il Colore dei Soldi vinse finalmente la statuetta per il Miglior Attore. Non era presente alla cerimonia — dopo così tante candidature andate a vuoto aveva smesso di presenziare.
È una delle performance più mature e controllate della sua carriera. Eddie Felson non è più il ragazzo arrogante del 1961 — è un uomo che ha pagato il prezzo delle sue scelte e ha imparato a vivere con esso. Newman porta tutto questo con una semplicità che fa sembrare facile qualcosa di straordinariamente difficile.
Tom Cruise
Il Colore dei Soldi uscì un anno dopo Top Gun — Tom Cruise era già una star, ma Vincent Lauria dimostrò che poteva fare qualcosa di più complesso del pilota atletico e sicuro di sé. È un personaggio contraddittorio, irritante, affascinante — e Cruise lo gestisce con più sfumature di quanto la sua reputazione di star d'azione suggerisse.
Curiosità — Cruise realizzò personalmente molti dei propri tiri al biliardo durante le riprese. Non è un attore che si tira indietro davanti alla preparazione fisica.
Scorsese e il biliardo
Martin Scorsese trasforma il tavolo da biliardo in un campo di battaglia psicologico. Le riprese ravvicinate delle bilie, i movimenti della macchina da presa che seguono i tiri, il ritmo del montaggio che accelera durante le partite — è cinema che usa lo sport come linguaggio visivo senza mai ridurlo a puro spettacolo.
La colonna sonora — che include brani di Eric Clapton, Warren Zevon e Don Henley — definisce l'atmosfera dei saloni americani degli anni 80 con la stessa precisione con cui le immagini definiscono i personaggi.La curiosità nascosta — DOOM John Carmack, uno dei creatori di DOOM, stava guardando Il Colore dei Soldi con i colleghi. C'è una scena in cui Tom Cruise entra in un salone da biliardo portando la sua stecca in una custodia. Qualcuno gli chiede cosa ha lì dentro. Cruise risponde con sicurezza assoluta: "Doom."
Carmack trovò quella risposta perfetta — non spiegava nulla, era minacciosa, sicura, immediata. Il giorno dopo propose quel titolo per il nuovo sparatutto che stavano sviluppando.
Non è una battuta sul gioco al biliardo — è la risposta di un personaggio che porta qualcosa di devastante con sé e lo sa benissimo.Il finale
Eddie scopre che Vincent si è fatto battere deliberatamente in una partita del torneo per guadagnare soldi scommettendo contro sé stesso. La purezza del gioco — quella cosa che Eddie stava cercando di insegnargli — è stata sacrificata per il profitto.
Eddie abbandona il torneo e chiede una partita finale a Vincent — non per i soldi, ma per sé stesso. Il film finisce lì, con l'inizio della partita. Non sappiamo chi vince.
Non ha importanza. Per Eddie, essere tornato a giocare davvero è già una vittoria.
Perché rivederlo oggi
Il Colore dei Soldi è un film che vive nell'ombra dei capolavori di Scorsese — Taxi Driver, Raging Bull, Goodfellas. Ma è un lavoro elegante e preciso che meriterebbe molta più attenzione di quella che riceve.
In Italia è quasi completamente dimenticato come film da analizzare seriamente — pochissimi articoli approfondiscono il rapporto tra Lo Spaccone e questo sequel, la performance di Newman, o la curiosità sul titolo di DOOM.
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