The Deaths of Ian Stone Anno: 2007 Regia: Dario Piana Attori principali: Mike Vogel, Christina Cole, Jaime Murray, Michael Feast Produttore: Stan Winston Budget: $11 milioni — Incassi mondiali: $1,5 milioni

C'è un'idea al centro de Le Morti di Ian Stone che è più originale di quanto il film riesca a sfruttare completamente — un uomo che muore ogni giorno e si risveglia in una vita diversa, sempre lo stesso Ian Stone, sempre la stessa Jenny, sempre gli stessi predatori che lo cacciano. Non è Groundhog Day. Non è Matrix. È qualcosa di più oscuro e più personale — una storia su cosa significa essere un mostro che sceglie di diventare umano per amore. La storia Ian Stone è un ragazzo americano che vive a Londra. Una notte, tornando a casa dopo una partita di hockey sul ghiaccio, vede qualcosa vicino ai binari ferroviari. Indaga. Viene attaccato. Muore travolto da un treno. Si sveglia in un ufficio. È più vecchio. Vive con una donna diversa. Non ricorda niente. Poi muore di nuovo. Si sveglia ancora. Tassista, tossicodipendente, studente — ogni volta una vita diversa, ogni volta gli stessi predatori nell'ombra, ogni volta la stessa ragazza Jenny da qualche parte vicino a lui. Un vecchio misterioso inizia ad avvertirlo — deve ricordare. Deve proteggere Jenny. Prima che sia troppo tardi. I Mietitori I predatori che cacciano Ian — i Mietitori — sono creature che si nutrono della paura umana. Non sono demoni nel senso classico. Sono esseri che hanno costruito la propria esistenza sul dolore degli altri, che si muovono tra le vite degli esseri umani come parassiti invisibili. Il design delle creature fu curato dallo Studio Stan Winston — lo stesso di Terminator, Aliens, Jurassic Park. I Mietitori sono masse pulsanti di vene nere e muscoli, con volti appena riconoscibili come umani. Disturbanti precisamente perché non sono completamente alieni. La rivelazione — senza svelare tutto La verità su Ian Stone e sui Mietitori ribalta completamente quello che pensavi di capire nella prima metà del film. Non è una rivelazione spettacolare — è una rivelazione emotiva, che cambia il significato di ogni scena precedente. Non diciamo altro. È uno di quei film che funzionano meglio quando non sai dove stanno andando. Le curiosità nascoste Il film fu prodotto con un budget di 11 milioni di dollari — cifra considerevole per un horror indipendente dell'epoca. Grokipedia Al botteghino americano incassò soli 97.182 dollari, distribuito in sole 323 sale come parte dell'After Dark Horrorfest 2 — un festival di horror indipendenti dove ogni film divideva lo spazio con altri sette titoli. Impossibile emergere in quelle condizioni. Grokipedia Internazionalmente incassò circa 1,4 milioni di dollari, con l'Italia come mercato principale con 644.924 dollari — un dato sorprendente. Il pubblico italiano apprezzò il film più di qualsiasi altro mercato europeo. Grokipedia Fu uno degli ultimi film prodotti da Stan Winston prima della sua morte nel giugno 2008 — il leggendario supervisore agli effetti speciali che aveva creato il Terminator, gli Xenomorfi di Aliens, i dinosauri di Jurassic Park. Le Morti di Ian Stone fu praticamente il suo testamento produttivo. Moria Reviews Il regista Dario Piana è italiano — un pubblicitario e regista di spot commerciali al suo esordio nel lungometraggio. Fatto quasi completamente sconosciuto in Italia, dove il film fu distribuito senza che nessuno sottolineasse la nazionalità del regista. L'ambientazione originale della sceneggiatura era americana — con Ian Stone come giocatore di football universitario. Fu spostata a Londra durante la produzione per ragioni logistiche e di marketing internazionale. Stan Winston — l'ultimo progetto Stan Winston è uno dei nomi più importanti della storia degli effetti speciali cinematografici. Oscar per Aliens, Terminator 2, Jurassic Park. Creatore del Predator, dell'Endoskeleton, dei Velociraptor. Morì di mieloma multiplo nel giugno 2008, pochi mesi dopo l'uscita del film. Le Morti di Ian Stone fu uno dei suoi ultimi lavori come produttore — e porta la firma dello Stan Winston Studio nelle creature. Un dettaglio che rende il film parte della storia del cinema indipendentemente dal suo valore commerciale. Perché rivederlo oggi Le Morti di Ian Stone è un film imperfetto — la sceneggiatura lascia alcune domande senza risposta, il ritmo nella seconda metà rallenta, e alcune spiegazioni rimangono vaghe. Ma ha una premessa genuinamente originale, creature memorabili, e una storia d'amore al centro che funziona meglio di quanto ci si aspetti da un horror. In Italia è quasi completamente dimenticato nonostante sia stato il mercato europeo principale per il film. Nessun articolo serio esiste in italiano su questo lavoro — e il fatto che il regista sia italiano è praticamente sconosciuto al pubblico del suo stesso paese. Il film che Stan Winston produsse prima di morire

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