The Italian Job Anno: 2003 Regia: F. Gary Gray Attori principali: Mark Wahlberg, Charlize Theron, Edward Norton, Jason Statham, Seth Green, Mos Def, Donald Sutherland Budget: $60 milioni — Incassi mondiali: $176 milioni

Il colpo perfetto, il tradimento peggiore e tre Mini Cooper leggendarie Nel 2003, Hollywood ha deciso di rimettere mano a un classico del 1969 con Michael Caine. Il risultato? Uno dei rari casi in cui il remake regge il confronto con l'originale, modernizzando la tecnologia ma mantenendo intatto il fascino del "colpo impossibile". The Italian Job è un meccanismo a orologeria che mescola l'eleganza di Venezia con il caos del traffico di Los Angeles, mettendo insieme un cast di stelle che sprizza carisma da ogni inquadratura. La storia nel dettaglio Il film si apre con una rapina magistrale a Venezia. Una banda di professionisti guidata dal veterano John Bridger (Donald Sutherland) e dal suo pupillo Charlie Croker (Mark Wahlberg) riesce a rubare 35 milioni di dollari in lingotti d'oro. Il piano è perfetto, l'esecuzione impeccabile. Ma durante la fuga sulle Alpi, il membro della squadra Steve (Edward Norton) tradisce tutti: uccide Bridger a sangue freddo, ruba l'oro e fa precipitare il resto della banda in un lago ghiacciato. Un anno dopo, Charlie e i sopravvissuti (l'hacker Lyle, il pilota Rob e l'esperto di esplosivi "Orecchio Sinistro") scoprono che Steve si nasconde a Los Angeles con un nuovo nome. Per riprendersi il bottino e vendicare John, Charlie recluta Stella (Charlize Theron), la figlia di Bridger ed esperta scassinatrice tecnologica. Il piano è folle: hackerare il sistema dei semafori di L.A. per creare il più grande ingorgo della storia e fuggire con l'oro attraverso tunnel della metropolitana e canali di scolo, usando tre Mini Cooper appositamente modificate per reggere il peso dei lingotti. Il concept — perché funziona Il film è un trionfo di ritmo. Ogni membro della banda ha una specializzazione chiara e un talento che viene messo in risalto, creando quella dinamica di gruppo che rende gli heist movie così divertenti. La regia di F. Gary Gray predilige l'azione reale: gli inseguimenti non sono quasi mai in CGI, ma frutto di stunt estremi. La contrapposizione tra lo stile "vecchia scuola" di Bridger (che apriva le casseforti al tatto) e quello tecnologico di Stella crea un ponte emotivo che dà profondità alla storia. Le curiosità che non tutti sanno Edward Norton sotto costrizione: Norton non voleva assolutamente fare questo film. Fu costretto a partecipare a causa di un obbligo contrattuale con la Paramount Pictures (doveva allo studio un terzo film dopo Schegge di paura e The Score). Nonostante la sua riluttanza, la sua interpretazione del viscido Steve è impeccabile. Il vero inventore di Napster: Nel flashback in cui vediamo Lyle (Seth Green) al college, il ragazzo che gli ruba il floppy disk è il vero Shawn Fanning, il creatore di Napster. È un cameo geniale che conferma la leggenda metropolitana del personaggio nel film. Venezia ad alta velocità: Per girare l'inseguimento tra i canali di Venezia, la produzione ha ottenuto un permesso speciale rarissimo per superare i limiti di velocità acquatici, solitamente rigidissimi per evitare danni ai palazzi storici. Addestramento Mini: Gli attori sono stati obbligati a frequentare una vera scuola di guida acrobatica. Charlize Theron si è rivelata la migliore pilota del gruppo, tanto da riuscire a compiere manovre che persino gli stuntman trovavano difficili. Le 32 Mini: In totale sono state utilizzate 32 Mini Cooper durante le riprese. Poiché non era permesso usare motori a combustione nei tunnel della metropolitana di L.A., la produzione ha dovuto far costruire dalla BMW due Mini completamente elettriche (una rarità assoluta per il 2003). Il finale — da proteggere Il finale di The Italian Job è una sinfonia di precisione millimetrica. Dopo un inseguimento mozzafiato che vede le Mini volare letteralmente sopra e sotto le strade di Los Angeles, la resa dei conti con Steve non avviene con una sparatoria, ma con un incastro perfetto. Il traditore si ritrova faccia a faccia non solo con Charlie, ma con la mafia ucraina a cui aveva venduto l'oro "sporco" di sangue. Non vi diciamo come finisce la sua corsa, ma la giustizia poetica di vederlo portato via da chi ha realmente truffato è soddisfacente quasi quanto vedere i lingotti sparire nel sottofondo stradale. Perché rivederlo oggi Perché è cinema d'intrattenimento allo stato puro, fatto con classe. In un'epoca di film d'azione caotici e pieni di effetti digitali, la fisicità di The Italian Job è rinfrescante. Le Mini sono le vere co-protagoniste e l'alchimia tra gli attori è contagiosa. Se volete vedere una rapina che è anche una danza di ingegneria e nervi saldi, questo è il film definitivo.

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