The Mask – Il cult intramontabile che ha trasformato Jim Carrey in un mito dei fumetti e del cinema
Uscito nelle sale nel 1994 per la regia di Chuck Russell, The Mask è uno spumeggiante e visionario blockbuster liberamente tratto dall'omonimo personaggio dei fumetti creato nel 1989 da John Arcudi e Doug Mahnke. Interpretata dalla critica come una brillante satira postmoderna sul tema del doppio – che rilegge in chiave comico-fumettistica il celebre romanzo Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson – la pellicola ha fatto la storia del cinema d'intrattenimento. Il film ha consacrato a livello planetario la straordinaria fisicità plastica di Jim Carrey e ha segnato il folgorante debutto cinematografico di una giovanissima Cameron Diaz.
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👺 La Trama: Da bancario imbranato a cartone animato vivente
Al largo della costa di Edge City, un sommozzatore impegnato in attività subacquee nota sul fondo del mare un'antica scatola metallica rimasta sommersa per secoli. Nel tentativo di aprirla, l'uomo viene travolto da un pesante tubo caduto accidentalmente da una nave: l'urto libera una misteriosa maschera di legno, che viene trasportata dalle maree fino alla riva della città. Stanley Ipkiss (Jim Carrey) è un impiegato bancario mite, di buon cuore e generoso, ma anche profondamente sfortunato, timido e impacciato con le donne. La sua vita quotidiana è un incubo: viene costantemente umiliato dal suo arrogante capoufficio, il signor Dickey, e vessato dalla sua arcigna e violenta padrona di casa, la signora Peenman. Grande appassionato di cartoni animati classici, Stanley trova conforto solo nell'affetto del suo intelligentissimo cagnolino Milo e nella sincera amicizia del collega Charlie Schumaker. La sua routine viene sconvolta dall'ingresso in banca della bellissima Tina Carlyle (Cameron Diaz), una cantante che si mostra apparentemente attratta dai modi gentili di Stanley. In realtà, la ragazza sta filmando l'interno della banca con una telecamera nascosta per favorire una rapina orchestrata dal suo fidanzato, il sadico gangster Dorian Tyrell (Peter Greene), che necessita di fondi per spodestare Niko, il potente boss mafioso locale e proprietario del prestigioso Coco Bongo Club. Quella stessa sera, Charlie invita Stanley a una festa al Coco Bongo ma, a causa di un malinteso all'ingresso, il bancario viene respinto dal buttafuori Bobby. Sulla via del ritorno, la malandata auto sostitutiva che gli è stata prestata si guasta del tutto su un ponte che si affaccia sul porto cittadino. Mentre guarda sconsolato verso l'acqua, Stanley scorge una figura umanoide galleggiare a riva e, pensando si tratti di un uomo che sta annegando, si tuffa nella baia di San Pedro per salvarlo. Una volta in acqua, scopre che la sagoma non è altro che un cumulo di spazzatura galleggiante contenente l'antica maschera di legno trovata dal subacqueo.
Tornato sconsolato nel suo appartamento, Stanley esamina il cimelio e, quasi per gioco, lo accosta al viso. La maschera si incolla magicamente alla sua pelle, trasformandolo in un bizzarro ed eccentrico essere dalla faccia verde brillante, vestito con un elegante zoot suit giallo anni Quaranta: la Maschera. Questo alter ego è la manifestazione fisica dei pensieri, delle fantasie e della sanità mentale repressa del bancario, e possiede l'invulnerabilità fisica e i superpoteri tipici dei cartoni animati, in grado di violare le leggi della fisica e della realtà. Spinto da una ritrovata e folle fiducia in se stesso, Stanley si lancia in una furia comica notturna: terrorizza la signora Peenman, umilia una banda di teppisti di strada e si vendica barbaramente dei meccanici disonesti che gli avevano rifilato l'auto difettosa. Il mattino seguente, l'ispettore di polizia Mitch Kellaway e il suo Partner Doyle bussano alla porta di Stanley per indagare sugli atti di vandalismo commessi nella notte, mentre la giornalista Peggy Brandt approccia il bancario in cerca di informazioni sullo strano individuo verde. Scoperto che Tina si esibirà quella sera stessa al Coco Bongo Club, Stanley decide di indossare nuovamente la maschera per fare colpo sulla ragazza. Per potersi permettere l'ingresso nel locale d'élite, la Maschera rapina la banca di Edge City pochi istanti prima dell'arrivo degli scagnozzi di Dorian Tyrell, ridicolizzandoli e fuggendo con il bottino. Al Coco Bongo, la Maschera ipnotizza la platea e balla un travolgente pezzo swing con Tina, ma i gangster di Dorian riconoscono il ladro. Ne segue uno scontro a fuoco da cui la Maschera riesce a fuggire indenne, perdendo però un brandello della sua cravatta che, una volta staccato, si tramuta in un pezzo del pigiama di Stanley. Subito dopo, il tenente Kellaway irrompe nel club e arresta Tyrell e i suoi uomini per la rapina in banca; trovando sul pavimento il brandello di stoffa identico al pigiama notato a casa di Stanley, l'investigatore inizia a sospettare seriamente del bancario.
Il giorno successivo, Kellaway sottopone Stanley a un duro interrogatorio senza ottenere prove schiaccianti, mentre Tina fa visita all'impiegato in banca e, colpita dalla sua dolcezza, accetta di incontrare la Maschera al tramonto in un parco cittadino. Nel pomeriggio, Stanley consulta il dottor Arthur Neuman, uno stimato psicologo autore del libro La Maschera Che Portiamo. Esaminando l'oggetto, il medico teorizza che possa trattarsi di una rarissima raffigurazione di Loki, il malvagio dio norvegese delle malefatte e della discordia, i cui poteri magici e caotici si attivano solo durante le ore notturne. Quella sera, Stanley incontra Tina al parco nei panni della Maschera, ma la polizia ha monitorato i suoi spostamenti e gli tende una massiccia imboscata. Sfruttando i suoi poteri surreali, la Maschera improvvisa un travolgente spettacolo di canto e ballo sulle note di Cuban Pete, ipnotizzando l'intero corpo di polizia e costringendo gli agenti a ballare con lui prima di scappare grazie al tempestivo intervento dell'auto di Peggy Brandt. Una volta al sicuro, tuttavia, la giornalista si rivela essere in combutta con Dorian Tyrell per intascare una ricompensa in denaro: la donna tradisce Stanley consegnandolo al gangster, che gli strappa la maschera di legno e la indossa, trasformandosi in una gigantesca e mostruosa parodia di un boss mafioso, simile a un orco massiccio dagli occhi di serpente. Tyrell invia i suoi sgherri a recuperare il denaro della rapina a casa di Stanley e incastra il bancario facendolo arrestare dalla polizia. Stanley passa così la notte in una cella d'isolamento, sorvegliato a distanza dal fedele cagnolino Milo, rimasto ad aspettarlo fuori dalle finestre del distretto.
Il mattino seguente, Tina ottiene il permesso di visitare Stanley in prigione e lo ringrazia per averla trattata con rispetto e vero romanticismo, a differenza di Dorian che l'ha sempre considerata un oggetto. Su pressante consiglio di Stanley, la ragazza tenta di fuggire da Edge City per mettersi in salvo, ma viene intercettata e catturata dagli scagnozzi di Dorian. Assistendo alla scena dalla finestra della sua cella, Stanley escogita un piano di fuga: grazie all'incredibile agilità del cane Milo, riesce a recuperare le chiavi delle celle, evade dalla prigione e prende in ostaggio il tenente Kellaway per farsi fare da autista. Nel frattempo, Dorian indossa la maschera di Loki, irrompe al Coco Bongo Club, uccide brutalmente il suo boss Niko e fa posizionare una bomba a orologeria ad alto potenziale al centro della sala per distruggere il locale, legando Tina proprio sopra l'ordigno. Stanley si infiltra nel club lasciando Kellaway in auto a chiamare i rinforzi, ma viene rapidamente scoperto e catturato dai gangster Sweet Eddy e Orlando. Con astuzia e sangue freddo, Tina manipola l'ego di Dorian chiedendogli un ultimo bacio d'addio con le sue vere sembianze umane; il gangster, lusingato, si sfila la maschera per un istante, e la ragazza la colpisce con un calcio facendola volare via. Nella confusione generale che ne segue, la maschera viene raccolta e indossata temporaneamente dal cane Milo, che acquisisce superpoteri cartooneschi e si fa strada azzannando i malviventi. Stanley riesce a liberarsi, recupera il cimelio e indossa nuovamente la maschera: con i suoi poteri divini ingoia la bomba a orologeria un secondo prima della detonazione, attutendo l'esplosione nel proprio stomaco, e scarica definitivamente Dorian all'interno della fontana ornamentale del club, facendolo risucchiare nelle tubature. Grazie all'intervento provvidenziale del sindaco Tilton Mitchell, testimone oculare del salvataggio del locale, Stanley viene scagionato da ogni accusa e Kellaway è costretto ad arrestare unicamente i membri superstiti della banda di Tyrell.
Il mattino successivo, un ritrovato e sicuro Stanley torna sul ponte del porto insieme a Tina e Charlie. La ragazza getta la maschera di legno nelle acque del fiume e si lancia in un romantico bacio con Stanley. Charlie si tuffa immediatamente in acqua nel disperato tentativo di recuperare il prezioso manufatto per diventare a sua volta un mito, ma il piccolo Milo lo anticipa, afferrando la maschera tra i denti e nuotando via trionfante.
🎬 Il Dietro le Quinte e il Casting Mancato
Un cast di provini stellari: Prima che la produzione affidasse la parte a un allora emergente Jim Carrey (che grazie a questo film, insieme a Ace Ventura e Scemo & più scemo, divenne la superstar cinematografica del 1994), il ruolo del bancario Stanley Ipkiss venne proposto a una sfilza incredibile di divi di Hollywood. Tra i nomi considerati spiccano Nicolas Cage, Matthew Broderick, Steve Martin, Rick Moranis, Martin Short, Keanu Reeves, Mike Myers, John Ritter e Robin Williams, mentre Will Ferrell rifiutò ufficialmente la parte. Per il ruolo della seducente Tina Carlyle, prima di lanciare la debuttante Cameron Diaz, vennero provinati volti noti come Vanessa L. Williams e Kristy Swanson, e fu avanzata un'offerta persino alla modella Anna Nicole Smith.
Location storiche della California: Il film è stato interamente girato tra l'agosto e l'ottobre del 1993 sfruttando location iconiche di Los Angeles e dintorni:
L'officina dei meccanici truffatori è in realtà la storica Fire Station No. 23, una famosa ex stazione dei vigili del fuoco di Los Angeles.
Gli splendidi interni del Coco Bongo Club sono stati allestiti all'interno del celebre Ambassador Hotel.
Gli esterni del commissariato di polizia appartengono al Los Angeles City Hall (il municipio della città).
Le Spring Street Towers sono state utilizzate come set per le scene ambientate all'interno della banca di Edge City.
Titoli e Musica: Nel primissimo trailer distribuito in Italia, il film era stato provvisoriamente intitolato The Mask - Dalle stalle alle stelle, prima di optare per il definitivo The Mask - Da zero a mito. La colonna sonora del film ha avuto una tale risonanza mediatica da influenzare sensibilmente la rinascita e il grande ritorno commerciale della musica swing e del genere pachuco negli Stati Uniti durante la metà degli anni Novanta.
💰 Dati Finanziari: Il film tratto da fumetti più redditizio della storia
Un budget super ottimizzato: Prodotto dalla New Line Cinema, il film venne realizzato con un budget iniziale straordinariamente contenuto, stimato tra i 18 e i 23 milioni di dollari (circa 18 milioni netti spesi per le riprese sul set).
Un Box Office leggendario: Al termine della sua corsa nelle sale di tutto il mondo, il film si rivelò una spaventosa macchina da soldi, incassando ben 120 milioni di dollari sul mercato nazionale americano e superando la strabiliante cifra di 351 milioni di dollari globali.
I Record storici: All'epoca della sua uscita, The Mask si piazzò al secondo posto nella classifica dei film di supereroi con il maggior incasso della storia del cinema, posizionandosi subito dietro al colossale Batman di Tim Burton. Inoltre, esaminando il rapporto matematico tra il budget investito e il lordo globale guadagnato al botteghino, è stato a lungo il film basato sui fumetti più redditizio di tutti i tempi.
🏆 Il Successo della Critica e lo Sfruttamento del Brand
Il film ottenne un punteggio di approvazione "certificato fresco" dell'81% sul celebre aggregatore Rotten Tomatoes, accompagnato dal plauso dei più importanti critici cinematografici dell'epoca (tra cui la celebre coppia televisiva Gene Siskel e Roger Ebert, che assegnarono al film "due pollici in su"). L'incredibile impatto culturale generato dal film portò la New Line Cinema e la Hasbro a espandere immediatamente il marchio, realizzando l'anno successivo una fortunata serie televisiva animata, un videogioco ufficiale per Super Nintendo e una linea di action figure di grandissimo successo commerciale. Nel 2005 venne realizzato un seguito a sé stante intitolato The Mask 2 (Son of the Mask), che tuttavia si rivelò un disastro totale di pubblico e critica, raccogliendo ben 7 nomination ai Razzie Awards.
🔍 Il Verdetto di Gio
The Mask è un capolavoro assoluto di comicità visiva e ritmo slapstick, in grado di unire l'animazione classica della Warner Bros. e di Tex Avery con la recitazione dal vivo. La mimica facciale di Jim Carrey, esaltata da un trucco prostetico verde che è entrato di diritto nell'immaginario collettivo, è semplicemente irreale e regge da sola l'intero peso emotivo e comico della pellicola. La regia di Chuck Russell è fluida, coloratissima e supportata da effetti speciali digitali della ILM che, a distanza di oltre trent'anni, risultano ancora incredibilmente freschi, puliti e godibili. Una commedia perfetta, divertente ed energetica che non stanca mai e che merita il posto d'onore nell'archivio
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