The Transporter – L'action al cardiopalma che ha consacrato Jason Statham
The Transporter (2002).
Prodotto e sceneggiato ancora una volta dall'instancabile Luc Besson insieme a Robert Mark Kamen, questo lungometraggio fonde le arti marziali di Hong Kong (grazie alla regia di Corey Yuen, affiancato da Louis Leterrier) con lo stile dei polizieschi europei, regalando a Jason Statham il ruolo della vita.
Ci sono film nati con il preciso scopo di ridefinire un genere, prendendo un attore emergente e trasformandolo in un'icona globale di letalità e carisma. Uscito nei cinema americani nell'ottobre del 2002 (e arrivato in Italia nel luglio del 2003), The Transporter è un concentrato puro di adrenalina, arti marziali e inseguimenti automobilistici mozzafiato. Con una struttura narrativa snella e coreografie di combattimento curatissime, la pellicola ha dato il via a una delle saghe d'azione più longeve e amate degli anni Duemila.
📦 La Trama: Tre regole ferree, un pacco umano e la Costa Azzurra
Frank Martin (Jason Statham) è un ex soldato decorato delle operazioni speciali che si è rifugiato nel sud della Francia, dove lavora come trasportatore freelance per incarichi non esattamente legali. Per sopravvivere in questo mondo, Frank segue rigidamente tre regole: mai cambiare l'accordo, nessun nome e non aprire mai la confezione. Dopo aver dimostrato la sua incredibile abilità al volante della sua BMW nera a Nizza durante la fuga di alcuni rapinatori, Frank viene ingaggiato dal losco Darren Bettencourt, detto "Wall Street", per consegnare un pacco da 50 chilogrammi.
Durante una sosta per cambiare una gomma bucata, Frank si accorge che il carico si muove: violando la sua terza regola, apre il sacco e trova Lai (Shu Qi), una giovane donna cinese legata e imbavagliata. Nonostante tenti di richiudere il pacco e completare la consegna, la sua coscienza è ormai compromessa. Quando Wall Street tenta di ucciderlo facendo esplodere la sua auto, Frank decide di vendicarsi. Con l'aiuto dell'ispettore di polizia Tarconi (François Berléand) – inizialmente sospettoso ma poi alleato – e della stessa Lai, Frank scopre che Wall Street e il padre di Lai, il signor Kwai, sono trafficanti di esseri umani che tengono intrappolati centinaia di immigrati cinesi all'interno di container. Ne seguirà una caccia all'uomo spietata tra i moli di Marsiglia e le autostrade francesi, dove Frank dovrà usare ogni grammo della sua forza per salvare quegli innocenti.
🎬 Dietro le quinte: Le coreografie di Hong Kong e i tagli della censura USA
La produzione del film e la sua successiva distribuzione nascondono dettagli tecnici e differenze sostanziali tra le versioni internazionali:
Un ponte tra Europa e Hong Kong: Dietro al successo di The Transporter c'è l'unione di due mondi. Se la produzione è interamente francese (firmata da EuropaCorp, TF1 Films Production, Current Entertainment e Canal+), la regia è stata affidata al maestro di Hong Kong Corey Yuen per le scene d'azione e a Louis Leterrier. Questa sinergia ha permesso di inserire combattimenti in stile arti marziali orientali all'interno di un contesto europeo.
La censura americana: La versione distribuita nelle sale degli Stati Uniti ha subito diversi tagli rispetto all'edizione originale francese. Nella battaglia all'interno del magazzino è stata eliminata una scena in cui Frank utilizza un coltello. Inoltre, il finale originale mostra lo scagnozzo del signor Kwai venire schiacciato brutalmente dalle ruote di un camion, mentre nella versione americana Frank si limita a scaraventare Wall Street sulla strada per farlo arrestare.
Il miracolo del mercato Home Video: Al botteghino il film ottenne un riscontro discreto, ma il vero boom avvenne successivamente. Furono infatti le altissime vendite dell'edizione in DVD a convincere rapidamente la produzione a dare il via libera definitivo per la realizzazione dei sequel, Transporter: Extreme (2005) e Transporter 3 (2008).
💰 Il Bilancio Finanziario: Un investimento ripagato nel tempo
Budget di Produzione: Per la realizzazione di questo primo capitolo, le case di produzione misero a disposizione un budget stimato di circa 21.000.000 $.
Incasso Globale: Il film ha raccolto 25.296.447 dollari sul mercato nordamericano e 18.632.485 dollari nel resto del mondo (in Italia ha incassato circa 2 milioni di euro dopo l'uscita nel luglio 2003), per un totale complessivo al botteghino di 43.928.932 $. A questi ricavi si sono poi aggiunti i profitti, storicamente enormi, derivati dal mercato dei DVD.
🔍 Il Verdetto di Gio
The Transporter è un film d'azione solido, divertente e dal ritmo impeccabile. La critica internazionale si divise all'epoca (ha il 54% di recensioni positive su Rotten Tomatoes e 51 su Metacritic), e anche in Italia i pareri furono variegati: se Tullio Kezich sul Corriere della Sera lo paragonò a una sorta di videogioco, critici come Giorgio Carbone di Libero ed esponenti de La Stampa ne lodarono la spettacolarità dell'azione e la bellezza delle ambientazioni della Costa Azzurra. La verità è che il film funziona ancora oggi grazie alla fisicità straripante di Jason Statham, che esegue i suoi stunt in modo impeccabile, in particolare nella celebre e folle sequenza del combattimento nel deposito degli autobus in cui combatte completamente inzuppato di olio per motori. Un piccolo classico del cinema d'intrattenimento muscolare.
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