They Live (1988): il film che aveva capito tutto — propaganda, consumismo e controllo mentale
Ci sono film che invecchiano.
E poi ci sono film che, col passare degli anni, sembrano diventare sempre più attuali.
Essi Vivono appartiene alla seconda categoria.
Quando John Carpenter lo portò al cinema nel 1988, molti lo liquidarono come un B-movie di fantascienza con un wrestler come protagonista, dialoghi semplici e un budget limitato. Quello che non avevano capito è che Carpenter non stava girando solo un film di invasione aliena.
Stava girando un manifesto.
La storia
John Nada arriva a Los Angeles senza soldi, senza lavoro e senza un posto dove dormire. È un uomo comune — uno di quelli che la società vede ma non nota. Trova lavoro in un cantiere, si sistema in una baraccopoli, prova a sopravvivere.
Poi trova un paio di occhiali da sole.
E il mondo cambia faccia.
Letteralmente.
Attraverso quelle lenti, Nada vede ciò che gli altri non vedono: cartelloni pubblicitari trasformati in ordini secchi — OBBEDISCI, CONSUMA, RIPRODUCITI, NON PENSARE. Riviste patinate che nascondono un solo messaggio: CONFORMATI.
E soprattutto vede loro.
Gli alieni.
Non mostri tentacolari o creature da incubo, ma esseri perfettamente integrati nel sistema — in giacca e cravatta, nei palazzi del potere, in televisione, nella polizia, nell'economia.
Il nemico non arriva dallo spazio.
È già al comando.
Carpenter aveva visto lontano
La cosa impressionante di Essi Vivono è una:
nel 1988 parlava di manipolazione mediatica, controllo narrativo, propaganda visiva, consumismo compulsivo e concentrazione del potere.
Oggi sembra un documentario mascherato da fantascienza.
I social influenzano comportamenti.
La pubblicità non vende prodotti — vende desideri.
L'informazione viene confezionata.
Le persone combattono tra loro mentre qualcun altro accumula ricchezza.
Carpenter aveva già messo tutto sul tavolo.
Con trent'anni di anticipo.
La scazzottata più assurda della storia del cinema
Poi c'è la scena.
Nada cerca di convincere Frank a mettersi gli occhiali. Frank rifiuta. Parte una rissa selvaggia in un vicolo che dura un'eternità — pugni, calci, cadute, tubi di ferro, sporcizia, dolore vero.
È lunga. Brutale. Quasi comica.
Ed è perfetta.
Perché quella scena non parla di due uomini che litigano.
Parla di una persona che prova disperatamente a far vedere la verità a un'altra che non vuole guardare.
Metaforicamente, è il cuore del film.
Roddy Piper — scelta geniale
Roddy Piper non era un attore raffinato.
Ed è esattamente per questo che funziona.
Ha una faccia vera.
Ha fisicità.
Ha rabbia.
Ha quel tipo di presenza che rende John Nada credibile come ultimo uomo normale in un mondo impazzito.
Quando entra in banca e pronuncia:
"Sono venuto qui per masticare chewing gum e spaccare culi… e ho finito le gomme."
Carpenter consegna al cinema una delle battute più immortali degli anni '80.
Perché rivederlo oggi
Perché Essi Vivono non parla di alieni.
Parla di noi.
Parla di cosa guardiamo.
Di cosa compriamo.
Di chi ascoltiamo.
Di quanto sia facile addormentarsi dentro un sistema che preferisce consumatori obbedienti a persone sveglie.
La scritta nascosta nel film dice tutto:
Essi vivono. Noi dormiamo.
Forse Carpenter non stava parlando di fantascienza.
Forse stava parlando del futuro.
E quel futuro è arrivato.
Se vuoi rivederlo , acquista su amazon https://amzn.to/4nfdl6Z
RispondiElimina