Ultraviolet – Il cinecomic che non sapevi di amare (o odiare) Anno: 2006 Regia: Kurt Wimmer
Se Equilibrium era il lato riflessivo e marziale, Ultraviolet ne è il fratello gemello iper-colorato, frenetico e visivamente sperimentale.
Un film che ha diviso pubblico e critica, ma che per un blog di genere è un passaggio obbligato, soprattutto per l'estetica estrema che ha cercato di portare su schermo.Dopo il successo "postumo" di Equilibrium, Kurt Wimmer riceve le chiavi di una produzione più importante per dare vita a Ultraviolet. Siamo nel 2006 e il regista decide di spingere l'acceleratore su un’estetica da videogioco e da fumetto, portandoci in un 2078 dove il sangue è blu, i vestiti cambiano colore con un comando neurale e i virus creano esseri quasi divini: gli emofagi.
🧛♀️ Violet: Una predatrice in cerca di riscatto
Protagonista assoluta è Milla Jovovich, l’icona sci-fi per eccellenza (Il Quinto Elemento, Resident Evil). Interpreta Violet, una donna contagiata da un virus simile al vampirismo che le conferisce riflessi sovrumani, forza e una vita molto breve.
Siamo in una dittatura sanitaria guidata dal misofobo Daxus, che sta sterminando gli infetti. Violet, a capo della resistenza, ruba quella che crede essere un'arma letale per l'Arci-Ministero, solo per scoprire che si tratta di un bambino, 6. Da guerriera spietata a madre protettiva, la missione di Violet diventa personale: salvare il bambino e, forse, trovare una cura per la sua specie morente.
🎨 Un'estetica da "Laboratorio di Colore"
Il film è girato quasi interamente a Shanghai (la Oriental Pearl Tower è una location chiave), ma l'aspetto che colpisce di più è il trattamento dell'immagine. Wimmer ha cercato di eliminare quasi ogni ombra, rendendo la pelle degli attori levigata come porcellana e i colori saturi fino all'inverosimile.
Tecnologia "Flat": Le spade si srotolano, le armi compaiono dal nulla e la gravità è un optional. Ultraviolet non cerca il realismo, cerca l'astrazione di un anime giapponese trasportato nel cinema live-action. La firma di Kurt Wimmer: Ritroviamo il Gun Kata, qui ancora più evoluto e acrobatico, ed è interessante vedere come il regista abbia declinato i temi di Equilibrium (oppressione, perdita dei figli, ribellione) in una chiave molto più "pop" e visiva.
Il carisma di Milla Jovovich: Nonostante i limiti della sceneggiatura, la Jovovich tiene in piedi il film con una presenza scenica magnetica. Ogni sua inquadratura è un poster.
Il commento sociale: Anche se nascosto tra esplosioni e combattimenti, il tema della "dittatura sanitaria" e della discriminazione degli infetti è incredibilmente attuale, quasi profetico se letto con gli occhi di oggi.Ultraviolet è un film difficile da inquadrare. Molti lo hanno stroncato per gli effetti speciali (alcuni dei quali non invecchiati benissimo), ma se lo si guarda come un esperimento artistico, una sorta di cartone animato vivente, rivela un fascino tutto suo. È puro stile sopra la sostanza, ma che stile! Se amate le atmosfere alla Æon Flux o i film che osano visivamente senza paura di sbagliare, dategli una chance (meglio se nella versione estesa). Voce,Dati
Budget di produzione,$30.000.000
Incasso Mondiale,$31.000.000
Versione Consigliata,"La versione estesa (94 min), che approfondisce molti buchi di trama del montaggio cinematografico."
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