Vampires (1998): Il Western al sangue di John Carpenter
Dimenticate i vampiri luccicanti o quelli eleganti nei loro castelli europei. In Vampires, il Maestro John Carpenter trasforma il mito del succhiasangue in una caccia all'uomo nel cuore bruciato del Nuovo Messico. Tratto dal romanzo Vampire$ di John Steakley, il film non è un horror gotico, ma un western moderno che deve più a John Ford e Howard Hawks che a Bram Stoker.
Il mondo: Mercenari di Dio e Motel fatiscenti
L'universo di Vampires è crudo e sporco. Qui la Chiesa Cattolica non combatte il male solo con le preghiere, ma finanziando squadre di mercenari specializzati. Jack Crow (un immenso e incattivito James Woods) è il leader di uno di questi gruppi: uomini che usano balestre meccaniche, argani da jeep e frecce legate a cavi d'acciaio per trascinare i vampiri alla luce del sole e guardarli bruciare.
Il vampiro qui non è una vittima tormentata; è un predatore parassita. Valek, il primo "Maestro", è un ex sacerdote del XIV secolo che cerca la Croce di Berziers per compiere un rituale che gli permetterebbe di camminare sotto il sole. Se ci riuscisse, sarebbe la fine dell'umanità.
La Storia: Tradimento e telepatia
Dopo un massacro in un motel dove Valek stermina quasi tutta la squadra di Crow, Jack e il suo fedele Montoya (Daniel Baldwin) si ritrovano soli con Katrina (Sheryl Lee), una prostituta morsa dal Maestro. Invece di ucciderla, decidono di usarla: il legame telepatico che si crea tra lei e Valek è l'unico GPS di cui dispongono per rintracciarlo.
La trama si snoda tra stazioni di servizio isolate e villaggi fantasma, culminando nella rivelazione del tradimento ai vertici: il Cardinale Alba, guida spirituale di Crow, si è alleato con Valek in cambio dell'immortalità. È la collisione finale tra la fede corrotta e la lealtà brutale di chi combatte sul campo.
L’Estetica: Polvere e Blues
Carpenter cura anche la colonna sonora, regalandoci un blues-rock sporco che accompagna perfettamente le immagini sature di arancione del deserto. La tecnologia è rudimentale ma efficace: arpioni che perforano il petto e motori che ruggiscono mentre il mostro viene trascinato fuori, verso una morte fiammeggiante. È una visione della caccia "industriale" e fisica, lontana da ogni misticismo.
Numeri: L'ultimo grande colpo di Carpenter
Budget: Il film è costato circa 20 milioni di dollari.
Incassi: Negli USA ha incassato 20,3 milioni, ma è all'estero (specialmente in Giappone e in Europa) che ha fatto il botto, superando ampiamente i costi di produzione.
Analisi Economica: Vampires è stato l'unico vero successo finanziario di Carpenter negli anni '90 e, a conti fatti, l'ultimo grande successo al botteghino della sua carriera. Un colpo di coda memorabile per un regista che ha sempre lottato contro il sistema.
Perché rivederlo oggi?
Perché è un film politicamente scorretto, violento e terribilmente onesto. Jack Crow è un antieroe sgradevole, misogino e brutale, ma è l'unico muro tra noi e l'oscurità. Il finale, con Crow che concede due giorni di vantaggio all'amico Montoya ormai infetto, è puro cinema western: l'onore tra uomini che sanno di essere già morti.
In un'epoca di horror patinati, Vampires ci ricorda che i mostri fanno schifo e che per abbatterli non servono discorsi filosofici, ma un buon cavo d'acciaio e un posto dove il sole picchia forte.
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