Wall Street – Il ritratto spietato dello squalo Gordon Gekko e del rampantismo anni '80

Wall Street (1987). Diretto con la solita rabbia e precisione da Oliver Stone (reduce dal trionfo di Platoon) e interpretato da un monumentale Michael Douglas – che qui dà vita a Gordon Gekko, uno dei cattivi più iconici ed emblematici dell'intera storia del cinema – il film è una discesa senza freni negli abissi della finanza degli anni '80. Al suo fianco troviamo un giovane e rampante Charlie Sheen nei panni dell'ambizioso Bud Fox. Ci sono pellicole capaci di catturare perfettamente lo spirito di un'intera epoca, mostrandone il fascino magnetico e le profonde storture morali. Uscito nelle sale americane nel dicembre del 1987 (e arrivato in Italia nel febbraio del 1988), Wall Street è il capolavoro finanziario definitivo. Il regista Oliver Stone firma un'opera intrisa di arrivismo, avidità e immoralità, mettendo impietosamente in mostra l'America reganiana dell'epoca. Attraverso la figura leggendaria di Gordon Gekko, l'archetipo dello squalo dell'alta finanza che decanta il trattato L'arte della guerra di Sun-Tzu come vademecum negli affari, il film esplora il conflitto interiore di una generazione divisa tra il successo economico sfrenato e l'integrità morale. 📈 La Trama: I sigari cubani, l'insider trading e lo stratagemma dei "due padri" New York, 1985. Bud Fox (Charlie Sheen) è un giovane e ambizioso intermediario azionario (broker) della Jackson Steinem & Co. che sogna di lavorare per il mitico Gordon Gekko (Michael Douglas), un potente e spietato predatore del mercato. Nel giorno del compleanno di Gekko, Bud riesce a introdursi nel suo ufficio regalandogli una preziosa scatola di sigari cubani. Dopo aver visto rifiutate alcune dritte azionarie ordinarie, Bud pur di farsi notare gioca la sua carta più rischiosa: rivela a Gekko un'informazione riservatissima sulla compagnia aerea Bluestar Airlines, captata ingenuamente durante una conversazione con suo padre Carl (Martin Sheen), capo del sindacato dei dipendenti della stessa compagnia. Gekko apprezza la soffiata, acquista le azioni e prende Bud sotto la sua ala protettrice. Inizia così per il giovane una scalata vertiginosa fatta di lusso, un attico favoloso e il fidanzamento con l'arredatrice Darien (Daryl Hannah), ex amante di Gekko. In cambio, Bud accetta di spiare illegalmente i rivali in affari di Gekko (come Sir Lawrence Wildman) per carpirne i segreti. Lo scontro morale si accende quando Bud propone a Gekko di scalare la Bluestar Airlines per rilanciarla: scopre infatti che il miliardario vuole in realtà smantellare la compagnia, vendendone i pezzi e provocando il licenziamento di Carl e di tutto il personale. Bud, per salvare il padre e la sua gente, organizza un contrattacco segreto con Wildman per far crollare il piano di Gekko. Ma il prezzo da pagare sarà altissimo: scoperto il doppio gioco, Bud viene arrestato dalla polizia per speculazione con informazioni riservate (insider trading). Nella drammatica scena finale, dopo aver registrato di nascosto un alterco con Gekko a Central Park da consegnare alla giustizia, Bud sale le scale della Corte Suprema di New York: lo attende la prigione, ma con la coscienza finalmente pulita. 🎬 Dietro le quinte: I rifiuti eccellenti, il licenziamento sul set e lo stile Cerruti La lavorazione del film è stata segnata da scelte di cast tumultuose e da una fortissima componente autobiografica: Il tributo personale di Oliver Stone: La morale del film ruota attorno allo stratagemma narrativo dei "due padri" (uno buono e onesto, Carl; uno cattivo e materialista, Gekko). Si tratta di un tema profondamente sentito dal regista: Stone decise infatti di girare il film sulla Borsa di New York proprio perché suo padre, Louis Stone, aveva lavorato a Wall Street in gioventù come agente di cambio. I tre "No" prima di Michael Douglas: Inizialmente Oliver Stone propose il ruolo di Gordon Gekko a Richard Gere e Warren Beatty, ma entrambi rifiutarono la parte. Il regista interpellò persino James Woods (che aveva già recitato per lui in Salvador), ricevendone un altro no. Alla fine la scelta cadde su Michael Douglas, reduce dal trionfo di Attrazione fatale, che accettò al volo entrando nella storia. Anche per il ruolo di Bud Fox si pensò inizialmente a Tom Cruise, ma Stone scelse di mantenere la promessa fatta a Charlie Sheen. Il licenziamento di Sean Young: Il personaggio di Kate, moglie di Gekko, fu drasticamente ridotto a causa del licenziamento dell'attrice Sean Young dopo pochissimi giorni di riprese. Stone la cacciò per via dei suoi comportamenti poco professionali e per le continue insistenze nel voler soffiare a Daryl Hannah il ruolo di Darien. Il regista tagliò inoltre circa 40 minuti dalla versione originale di 160 minuti, eliminando quasi del tutto le scene di una relazione sessuale clandestina tra Bud e la stessa Kate. Alta moda italiana al servizio della finanza: Per rendere impeccabile e autorevole l'estetica da guru di Gordon Gekko, i suoi elegantissimi abiti furono curati dallo stilista italiano Nino Cerruti e dalla storica sartoria sarda Castangia. Gli abiti di Daryl Hannah portavano invece la firma di Krizia. 💰 Il Bilancio Finanziario: Un investimento ad alto rendimento Budget di Produzione (Costi): Oliver Stone, forte dei premi ottenuti con Platoon, gestì un budget piuttosto contenuto per gli standard hollywoodiani dell'epoca, pari a circa 15.000.000 $. Le riprese si svolsero interamente a Manhattan tra il 24 aprile e il 4 luglio 1987. Incasso Globale (Ricavi): Il film si rivelò un ottimo affare anche al botteghino, incassando complessivamente circa 50.000.000 $. Un ritorno economico notevole, triplicando i costi di produzione e cementando lo status di Michael Douglas come stella assoluta di Hollywood. 🔍 Il Verdetto di Gio Wall Street è un film epocale, un thriller finanziario dal ritmo serratissimo che non ha perso un briciolo della sua attualità. La straordinaria caratterizzazione di Michael Douglas (giustamente premiato con l'Oscar, il Golden Globe e il David di Donatello come Miglior Attore) ha creato un'icona immortale della cinematografia contemporanea. Il suo celebre monologo sull'avidità – basato su un vero discorso che il finanziere Ivan Boesky tenne all'UCLA nel 1986 – contiene la leggendaria battuta "L'avidità, non trovo una parola migliore, è giusta", inserita dall'American Film Institute tra le 100 migliori citazioni della storia del cinema. Oliver Stone firma un atto d'accusa feroce contro il capitalismo sfrenato, confezionando un'opera che ha influenzato decine di pellicole successive, da 1 km da Wall Street a The Wolf of Wall Street.

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