World War Z Anno: 2013 Regia: Marc Forster Attori principali: Brad Pitt, Mireille Enos, Daniella Kertesz, Pierfrancesco Favino Budget: $190 milioni — Incassi mondiali: $540.5 milioni
La pandemia che corre (letteralmente)
Se negli anni '70 gli zombie di Romero erano lenti e metaforici, quelli di World War Z sono una forza della natura inarrestabile. Non camminano: corrono, si arrampicano e si ammassano come un fluido viscoso che travolge ogni difesa. Il film abbandona i toni cupi e chiusi dei classici del genere per abbracciare una scala mondiale, spostandosi freneticamente da Philadelphia alla Corea del Sud, da Israele fino al Galles. Brad Pitt, nel ruolo di Gerry Lane, non è un supereroe, ma un investigatore che usa la logica per trovare il punto debole di un nemico che non conosce la paura.
La trama nel dettaglio
Gerry Lane (Brad Pitt) è un ex investigatore delle Nazioni Unite che vive una vita tranquilla con la sua famiglia. Durante una mattinata nel traffico di Philadelphia, il mondo esplode nel caos: un virus sconosciuto trasforma le persone in creature rabbiose e ultra-aggressive in pochi secondi. Dopo una fuga disperata, Gerry viene reclutato dalle Nazioni Unite per scortare un giovane virologo alla ricerca del "paziente zero".
Il viaggio si trasforma presto in una missione di sopravvivenza solitaria. Gerry assiste alla caduta di Gerusalemme, dove le iconiche "piramidi umane" di zombie scavalcano le mura della città, e sopravvive a un incidente aereo catastrofico. La svolta arriva però osservando i dettagli: nota che gli zombie ignorano i malati terminali e i feriti gravi. Rifugiatosi in un centro di ricerca dell'OMS a Cardiff (dove troviamo anche il nostro Pierfrancesco Favino), Gerry decide di testare una teoria folle: iniettarsi un agente patogeno letale ma curabile per diventare "invisibile" agli occhi dei mostri.
Il concept — perché funziona
Nonostante si distacchi molto dal libro originale di Max Brooks (che era una raccolta di interviste post-guerra), il film funziona perché mantiene alta la tensione per tutta la sua durata. La regia di Marc Forster tratta l'invasione zombie come se fosse un terremoto o uno tsunami: un disastro naturale contro cui la forza bruta può poco. La colonna sonora dei Muse e di Marco Beltrami accentua questo senso di urgenza costante, trasformando la ricerca della cura in una corsa contro il tempo.
Le curiosità su una produzione leggendaria
La realizzazione di questo film è stata una delle più travagliate della storia recente di Hollywood:
Il finale cambiato: Originariamente, il film doveva concludersi con una gigantesca battaglia russa a Mosca, con Gerry che diventava un guerriero sterminatore di zombie. La produzione decise però che era troppo cupo e d'azione pura, optando per il finale più "silenzioso" e teso nel laboratorio dell'OMS a Cardiff.
Pierfrancesco Favino: L'attore italiano interpreta un ruolo chiave nel finale del film. Brad Pitt stesso lo scelse dopo aver visto i suoi provini, rimanendo colpito dalla sua intensità.
Le armi sequestrate: Durante le riprese a Budapest, l'unità antiterrorismo ungherese fece irruzione in un magazzino della produzione sequestrando 85 armi d'assalto vere (AK-47 e fucili di precisione) che, sebbene disattivate, non erano state dichiarate correttamente.
Zombie "formiche": Per le scene delle masse di zombie, gli animatori hanno studiato il comportamento dei banchi di pesci e delle colonie di formiche, per capire come migliaia di individui potessero muoversi come un unico organismo collettivo.
Il finale — da proteggere
Il finale di World War Z non è una vittoria definitiva, ma una tregua armata. Gerry riesce a dimostrare che "mimetizzarsi" con malattie curabili permette agli umani di muoversi tra gli zombie senza essere attaccati. Questo dà all'umanità il tempo di riorganizzarsi e combattere. Il film si chiude con un montaggio globale della resistenza umana, mentre Gerry si ricongiunge con la sua famiglia in Nuova Scozia. La sua voce fuori campo ci ricorda che questa non è la fine della guerra, ma solo l'inizio della nostra controffensiva.
Perché rivederlo oggi
Perché, dopo la pandemia reale che abbiamo vissuto, molte dinamiche del film (la velocità del contagio, il panico globale, la ricerca spasmodica di una cura) risuonano in modo molto più profondo. È un blockbuster solido, con alcune delle scene d'azione più spettacolari dell'ultimo decennio, capace di intrattenere senza rinunciare a un briciolo di intelligenza e suspense.
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